L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] |
|
|
|
Il Comune rinuncia a 60 alloggi |
|
Acqui Terme. Il Comune è rimasto fuori dal "Programma Casa", piano della Regione Piemonte, che attraverso le ATC provinciali intende costruire, entro il 2012, diecimila appartamenti di edilizia popolare. Si tratta di un piano realistico, già iniziato per quanto riguarda il primo dei tre bienni previsti, e messo a punto tenendo conto di un approfondito esame delle esigenze abitative, visti i prezzi proibitivi del mercato e la precarietà del lavoro. Complessivamente la Regione prevede un esborso di 750 milioni di euro in sei anni. In provincia, attraverso l'Atc, verranno costruiti 240 alloggi. L'intero piano regionale ne prevede 750. Acqui Terme avrebbe potuto averne una sessantina, da costruire con il dieci per cento della spesa. Si tratta di alloggi di edilizia residenziale pubblica che possono essere costruiti su aree ex novo o realizzati attraverso ristrutturazioni di centri storici. La Regione finanzia a fondo perduto il 90 per cento della somma necessaria, il rimanente è di competenza dei Comuni. A beneficiare delle realizzazioni a livello del primo biennio del "Programma Casa", sono state le amministrazioni comunali di città che avevano inoltrato le domande, cioè Alessandria, Casale, Valenza, Novi e Tortona.
"Il Comune di Acqui Terme - ha sottolineato il vice presidente dell'Atc di Alessandria Ubaldo Cervetti - non ha ritenuto di aderire all'iniziativa adducendo come motivo di non avere né terreni edificabili né palazzi da ristrutturare". "Dobbiamo augurarci che il Comune di Acqui Terme, se lo ritiene, presenti le domande per l'assegnazione degli alloggi relativi al secondo biennio, in modo da non perdere ulteriori occasioni e tentando di recuperare quanto non fatto nel primo biennio". Per le domande giusto parlarne adesso poiché velocemente si arriva a fine anno, periodo di scadenza per la richiesta di finanziamenti, evitando di occuparsi del problema, se interessa, negli ultimi dieci giorni. Ad Acqui Terme rimane assolutamente forte la necessità di garantire alla popolazione il servizio di assegnazione di case popolari, e, quindi, di cercare di realizzare nuove strutture. Tra i problemi delle unità abitative popolari troviamo quelle delle assegnazioni, che debbono essere effettuate attraverso severe indagini, soprattutto per quanto riguarda le aggiudicazioni definite "di emergenza". (C.R.) |
|
|
|
|
L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA] |
|