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Nel 2008 saranno 13 milioni le bottiglie di Moscato d'Asti

 
Canelli. Durante l'assemblea generale (30 aprile), ad Asti, il presidente della Produttori Moscato, Giovanni Satragno, nel focalizzare attività e bilancio, dopo aver fortemente invitato tutti a "tirare fuori idee nuove che possano aiutare a far andare ancora meglio l'associazione, senza rompere il 'giocattolo'", ha così sintetizzato realisticamente l'annata.
Meglio del previsto. Nel 2005 si è stipulato un accordo pluriennale che prevedeva un prezzo stabilito, una sequenza di rese 70-75-80-85 ed un piano di rilancio. Al momento, la situazione risulta migliore rispetto al programma.
Già nella passata vendemmia la resa prevista degli 80 qli ha raggiunto i 95 qli, mentre sono stati 92 quelli reali, questo dovuto ad una serie di concause come l'incremento delle previsioni di vendita all'inizio del 2007, poi consolidata a + 11% per l'Asti e + 14% per il Moscato d'Asti.
Per questa vendemmia il programma prevedeva 85 qli, ma ritengo che la supereremo…
Nuovi impianti? Ora, raggiunta una posizione, occorre mantenerla. L'Asti e il Moscato nel 2007 hanno superato i 90 milioni di pezzi e ciò comporterebbe una resa di poco superiore a 90.
Qualcuno dell'industria, e non solo, è già preoccupato per il timore che manchi il prodotto, che perdiamo dei mercati come negli anni 90 ecc. Già si sentono voci e proposte per nuovi impianti, allargamento a nuovi comuni, ecc. È troppo presto per pensare a ciò.
Abbiamo un potenziale ancora di 10 - 20 milioni di bottiglie con gli ettari attuali e poi vedremo. Attendiamo il consolidamento delle vendite e poi cerchiamo di aumentare i prezzi, perché nonostante il piano lo preveda, questo non è ancora avvenuto.
Meglio 90 milioni venduti bene, che 100 od oltre, venduti male. Ciò che volevo trasmettere è che al primo bagliore di positività, c'è già chi pensa a "rovinare": aumentando eccessivamente le rese, o gli ettari di vigneti, o i comuni.
Associazione forte. È necessaria più che mai la presenza di una Associazione forte che rivendichi con energia questi diritti. Associazione forte nei numeri, ma anche fatta di gente convinta nei principi e non solo per avere le polizze antigrandine gratis.
Non dimentichiamo l'aspetto della qualità del prodotto, che è migliorata rispetto al passato…
La qualità è anche migliorata per effetto delle rese basse. Ora non possiamo esagerare dall'altra parte, ricadendo nel tunnel ed impiegare nuovamente dieci anni per uscirne...
Promozione. Non trascuriamo l'aspetto promozionale del Moscato d'Asti, il prodotto più semplice, più contadino fatto dai nostri associati dalla "a" alla "z". Siamo stati presenti con il nostro stand al Salone del Vino del Lingotto, alla Fiera di Alba, al Vinitaly di recente.
Abbiamo organizzato con ICE workshop nelle città di Praga - Varsavia - Mosca nel mese di febbraio e poi oltreoceano - Chicago - San Francisco e New York appena la scorsa settimana. Se facessimo un raffronto diretto tra i costi e contratti probabilmente per ora i conti non tornerebbero ancora, ma sfruttiamo un'occasione per presentare un grande prodotto, per molti ancora nuovo. Voglio dire che importante è l'educazione al bere e la conoscenza che diffondiamo.
Non sarà sicuramente solo merito nostro, ma ricordo che il Moscato d'Asti, solo 5 anni fa, era a 5 milioni di bottiglie, quest'anno raggiungerà i 13 milioni. Questo spiace a qualcuno, non per invidia ma perché aumentando il vigneto a Moscato si riduce quello dell'Asti...
Non abbassare la guardia. L'Asti è un prodotto venduto nel mondo e può subire non solo oscillazioni, ma anche scossoni. La Russia ad esempio è passata, in un anno, da 4 a 7 milioni di bottiglie, ma non dimentichiamo che, a metà degli anni novanta, aveva già superato i 2 milioni di bottiglie, per poi ridiscendere praticamente a zero l'anno successivo…
Ottimismo, senza illusioni. Vorrei comunque concedere a questo ragionamento una ventata di ottimismo, perché in effetti esiste, ma senza false euforie.
Non facciamoci trascinare da facili illusioni. Ci siamo abituati, negli ultimi anni, al rigore che solo ora ci sta ripagando. A questo punto, verrebbe da dire di non cambiare cavallo mentre sta correndo bene.
In altre parole, è vero che migliorare si può sempre, ma senza concorrere nel rompere il "giocattolo".

 

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