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La sede dell'ex tribunale
prezioso gioiello di famiglia

 
Acqui Terme. Dopo il trasferimento degli uffici giudiziari nel nuovo Palazzo di giustizia, costruito in piazza San Guido, è rimasto vuoto l'edificio di via Saracco e di corso Italia che era sede del Tribunale e prima ancora della Pretura.
L'immobile, centralissimo, è prestigioso, e non solamente per la sua attività svolta nel passato e per il suo valore storico.
Il compendio sta particolarmente a cuore agli acquesi, ma per l'amministrazione comunale si è aperta una discussione sulla sua destinazione.
La prima delle ipotesi da analizzare sarebbe quella di annunciare, a livello di giunta comunale, con un pubblico bando, la volontà del Comune di affittare i due edifici.
Sino al momento il Comune non aveva espresso ufficialmente alcuna benché minima supposizione relativamente alla destinazione dei due corpi di edifici, poiché, anche se le casse del Comune avrebbero necessità di introiti, questi edifici che ricordano un grande sindaco come Giuseppe Saracco, sono considerati "gioielli di famiglia", e sappiamo benissimo che quando si vendono gli ori e le gemme preziose, specialmente se lasciati in eredità dai nostri avi, significa che si è toccato il fondo.
Non c'è più speranza.
Comunque è ottimale il fatto che la destinazione di questi "gioielli" non avvenga in modo frettoloso, ma venga esaminata anche attraverso un supporto di idee provenienti dalla gente, dall'opinione pubblica prima ancora che dalle segreterie politiche. In un primo tempo si era parlato che una parte degli immobili avrebbe potuto diventare sede di negozi, escludendo i supermercati, di studi professionali ecc. La posizione strategica dell'ex Tribunale, lo ripetiamo, collocato in una posizione straordinaria, nel cuore del centro della città, a poche spanne dalla Bollente, con ingressi da via Saracco, corso Italia e via Bollente, avrebbe grandi potenzialità di integrazione tra struttura urbana storica, suo riuso e rivalorizzazione.
Come avevamo già pubblicato, ma è interessante ripeterlo, la superficie lorda del primo piano è di 1750 metri quadrati, quella del secondo piano di circa 880 metri quadrati. Venne costruito, dopo la realizzazione nel 1875 dell'edicola della Bollente, come "palazzo d'assise", ma proiettato verso la riformulazione dell'immagine e dei servizi della città termale, luogo di un'incisiva ristrutturazione urbanistica, promossa ancora una volta dal sindaco e senatore Giuseppe Saracco. Protagonista del percorso progettuale e dei lavori, documento databile tra il 1875 e il 1881, l'ingegner Giulio Leale. L'intervento, accanto a quello dell'ingegner Giovanni Cerruti, progettista dell'edicola della Bollente, comportava la riappropriazione in senso monumentale della medesima Bollente, dove sgorga acqua solforosa a 74 gradi, e la creazione di uno spazio urbano con strutture di servizio della città ottocentesca. (C.R.)

 

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