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Edilizia popolare ad Acqui Terme
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Acqui Terme. La notizia de L'Ancora sulla rinuncia da parte dell'amministrazione comunale di aderire al "Programma casa", decisione equivalente all'addio di ottenere, a fondo perduto, il 90 per cento delle somme necessarie a costruire alloggi di edilizia popolare, aveva provocato discussioni, perplessità e disapprovazioni.
Era stato espresso giudizio negativo verso la motivazione citata dall'amministrazione comunale di non avere aderito al programma adducendo come motivo di non avere né terreni edificabili né palazzi da ristrutturare. Motivazione, si è sentito dire, che non sta in cielo e neppure in terra, quando il Comune potrebbe acquistare un terreno agricolo e, eventualmente, con una variante (una più una meno) trasformarlo in area edificabile. Parliamo di un settore, quello della casa di edilizia popolare, che comporta esigenze di notevole entità a sostegno del fabbisogno abitativo di famiglie meno abbienti. L'ampia esigenza di case popolari nella città termale la si può valutare dalle circa 240 persone o gruppi familiari che, a fine maggio 2007, data di scadenza del bando previsto, avevano presentato domande per ottenere un'abitazione. Nei prossimi giorni, di case di edilizia popolare costruite anni fa ne verrebbero consegnate una decina, parte appartenenti all'Atc (Agenzia territoriale della casa), parte in quota al Comune. Queste ultime l'amministrazione comunale le dovrebbe assegnare per esigenze di emergenza. Sul titolo "emergenza" anche definito "di riserva", si possono fare non poche considerazioni. "Lo dice il termine, riserva o emergenza rappresenta un istituto valido ed efficace poiché i Comuni conoscono meglio di ogni altro ente le necessità dei richiedenti. Purché, chiaramente, se ne faccia un uso corretto e trasparente", ha spiegato il vice presidente dell'Atc provinciale, Ubaldo Cervetti, con un concetto che, leggendolo tra le righe, pone incertezze. "La graduatoria per l'affidamento di edilizia popolare viene effettuata dall'assistenza sociale, tenendo conto se il richiedente, singolo o famiglia, è in possesso di provvedimento esecutivo di sfratto e di rilascio dell'alloggio in cui abita, si calcola la quantità di figli a carico, la disoccupazione, e tra gli altri parametri, il reddito non superiore al minimo vitale stabilito dal regolamento per l'assistenza", ha riferito l'assessore alle Politiche socio-assistenziali, Giulia Gelati. Sempre l'assessore Giulia Gelati, ha riferito che "l'amministrazione comunale sta valutando, anche d'intesa con l'Atc, e con alcune cooperative specializzate nel settore, la possibilità di avviare interventi per la realizzazione di edilizia pubblica, nell'ambito del prossimo bando, previsto per il prossimo settembre. Nello stesso tempo, sono in atto, sempre in sinergia con gli uffici delle Case popolari, le procedure per l'assegnazione degli alloggi di Palazzo Olmi". Ancora l'assessore all'edilizia popolare, Giulia Gelati, commenta: "L'amministrazione comunale ritiene importante cogliere l'occasione di partecipare al "Programma casa" regionale del prossimo autunno, a maggior ragione in quanto non era stato possibile presentare domanda per quello dell'anno scorso, non essendo il Comune di Acqui in possesso dei requisiti richiesti. Infatti il Comune all'epoca non disponeva di aree di proprietà, né di immobili con le caratteristiche previste da destinare all'edilizia popolare pubblica. Ora si stanno profilando alcune interessanti soluzioni, che, mi auguro, possano trovare concretizzazione per dare risposte alle esigenze abitative della nostra città". E, per Palazzo Olmi? "Per quanto riguarda le assegnazioni per questo palazzo - ha sottolineato l'assessore Gelati - è già avvenuto il sopralluogo da parte del tecnico incaricato dall'Atc e pertanto a breve potranno essere individuati gli assegnatari attraverso le graduatorie predisposte. È infatti decaduta l'ipotesi a suo tempo valutata di vendita all'asta di tale immobile, in seguito al mancato trasferimento da parte della Regione del vincolo di destinazione ad edilizia convenzionata di Palazzo Mariscotti". (C.R.) |
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