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L'impegno del comune di Cairo a migliorare i suoi boschi

  Cairo M.tte. Il 25 maggio scorso la Giunta Comunale ha deciso di recepire le direttive della Giunta Regionale in materia di foreste e di assetto idrogeologico che in Liguria fanno riferimento ad un territorio che per il 69% è costituito da boschi e foreste.
E il Comune di Cairo non fa eccezione, gran parte del suo territorio è catalogabile come area boschiva.
In teoria nulla da eccepire, ma dovendo dare delle direttive pratiche emerge una complessità non di poco conto. I tempi sono cambiati e ben sappiamo come la sfrenata ed insensata corsa allo sfruttamento del territorio rischia di distruggere anziché valorizzare questa particolare risorsa.
Chi si addentra nella foresta di Montenotte può facilmente imbattersi in cascine abbandonate, in fase di avanzato degrado, quasi completamente crollate e divorate da piante invasive ma che rimandano a un passato glorioso, a quando famiglie intere, e anche numerose, vivevano dei mezzi di sussistenza che faticosamente ricavavano dalla coltivazione dei campi e dei boschi.
Ma i tempi per fortuna sono cambiati e nessuno si sognerebbe di ritornare a quel metodo di vita fatto di ben poca poesia e di moltissima fatica. Ma questi provvidenziali mutamenti sociali ed economici hanno portato i boschi liguri, non esclusi quelli di Cairo, ad un abbandono tale da diventare, in certi casi, una "criticità territoriale" : "Le condizioni vegetazionali e fitosanitarie dei boschi caisesi sono precarie, in particolare le piante di castagno manifestano scarso vigore vegetativo e spesso sono colpite dal cancro corticale e dal mal dell'inchiostro.
Tale situazione se protratta nel tempo porterebbe ad accentuare il degrado e l'impoverimento soprassuolo.
A scopo preventivo, si prevede di intervenire con tagli che elimineranno il materiale secco (attualmente presente per il 10% circa), le piante deperienti, aduggiate, invadenti e di scarso avvenire".
"Il trattamento avrà inoltre lo scopo di rinvigorire la vegetazione forestale favorendo i polloni migliori, le specie più pregiate e la matricinatura - recita il testo della delibera - ciò consentirà la realizzazione nel tempo di una copertura boschiva continua capace di ridurre i fenomeni erosivi. Il materiale di risulta verrà lasciato in bosco e/o diversamente trattato; la finalità degli interventi selvicolturali previsti è quella di migliorare la qualità ambientale, naturalistica e di tutela idrogeologica del bosco".
Si tratta in pratica di quella che un tempo si chiamava coltivazione del bosco.
Le piante crescevano floride, il sottobosco era sempre pulito e il taglio rappresentava un intervento controllato, fatto con scadenza ciclica in modo da non distruggere ma di conservare in maniera ottimale un patrimonio che rappresentava, come già abbiamo accennato, un indispensabile mezzo di sopravvivenza.
Questi interventi, a parte il taglio, non sono più direttamente rimunerativi ed è per questo che diventa urgente l'interessamento delle istituzioni a cui spetta la salvaguardia dei beni ambientali.
Questi piani di protezione dei boschi dovranno essere quindi attuati e perseguiti tramite l'acquisizioni di fondi e finanziamenti ed attuati direttamente dall'Amministrazione Comunale, mediante un'apposita struttura operativa, ovvero indirettamente tramite incarichi e convenzioni a soggetti pubblici e/o privati che sostituiscono integralmente l'Amministrazione Comunale relativamente a progettazione, richiesta finanziamenti, esecuzione di opere.
E perché questi buoni propositi non finiscano per essere vanificati la giunta inizierà con l'incaricare gli uffici preposti a mettere in atto le procedure idonee al reperimento dei relativi fondi regionali. (PDP)

 

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