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Il museo "Tubino" grande realtà culturale

 
Masone. Ospitiamo un intervento del dott. Cesare Caterino, responsabile dell'ufficio stampa del museo "Tubino" di Masone.
"... Nonostante le ristrettezze di bilancio le amministrazioni comunali sono impegnate nella difficile opera di garantire la copertura di un congruo numero di iniziative, che permettano di attirare turisti sia dall'Italia, sia dall'estero. I paesi dell'Appennino, con il loro forte radicamento contadino e la ricca presenza di agriturismi, rappresentano il banco di prova di questa rinnovata capacità di attrazione dell'elemento forestiero. Un esempio eloquente, in tal senso, è costituito dal Comune di Masone, uno dei tre centri principali della Valle Stura, che può vantare una delle più importanti istituzioni culturali dell'intera Provincia di Genova: il Museo Civico Andrea Tubino. Dedicato agli usi e costumi della zona, con particolare riferimento alla produzione del ferro a basso fuoco, tecnica grazie alla quale, nei secoli passati, questo lembo di Liguria era divenuto la vera fucina della Repubblica, costituisce una delle realtà più dinamiche dell'intera regione, grazie alle manifestazioni che organizza regolarmente e con successo da una ventina d'anni a questa parte.
Domenica 25 maggio, in occasione del 14º anniversario della fondazione dell'Associazione Amici del Museo Civico, è stata inaugurata una nuova sezione del percorso espositivo, che amplia e integra quello attuale e serve anche a ospitare la segreteria del Museo. A partire dalla stessa data, il pubblico può accedere all'Archivio Fotografico dell'Entroterra Genovese, che custodisce immagini novecentesche provenienti dalla Liguria montana e costiera e dal Basso Piemonte. L'archivio è nato grazie alla passione e all'impegno del fondatore del Museo, Andrea Tubino, che una quarantina d'anni fa iniziò a raccogliere fotografie di vita quotidiana presso le famiglie della zona, evitando che un simile patrimonio potesse andare disperso o, peggio, distrutto. Oggi la collezione ammonta a oltre 17.000 fotografie, tutte digitalizzate, delle quali risultano ancora disponibili 5.000 originali cartacei o negativi, tutti custoditi in appositi contenitori e posti in locali attrezzati.
Come dicevamo, i visitatori del Museo possono ammirare reperti che illustrano la storia della siderurgia e della metallurgia nei secoli compresi fra il XV e il XIX, chiodi di ogni foggia e dimensioni, attrezzi agricoli per la coltivazione del suolo, l'allevamento del bestiame e la cura dei boschi, strumenti artigianali per la produzione di tutti quei manufatti che oggi sono appannaggio delle imprese industriali ma che un tempo venivano realizzati prevalentemente in casa, statuette del presepio di straordinario valore artistico, provenienti soprattutto dalla Liguria, ma anche dal Napoletano: insomma, un vero archivio della memoria, un "giacimento culturale" ricco e affascinante che aspetta soltanto di essere scoperto. E in più possono chiedere una riproduzione a stampa delle immagini dei loro antenati che dovessero essere contenute nell'archivio fotografico, un modo simpatico per celebrare chi non c'è più. Tra le chicche della raccolta, vi sono interessanti vedute del centro storico di Ovada, le rare case del Monte Ratto, l'antico rifugio del Beigua, le cascine nei dintorni di Masone, Campoligure e Rossiglione, i quartieri della vecchia Genova ormai scomparsi, le vie di Voltri, Prà, Palmaro, Acquasanta e Mele e una serie di scatti del Porto Antico quando ancora vi attraccavano le navi. Altre immagini si riferiscono a manifestazioni ufficiali svoltesi nel secondo dopoguerra in occasione di ricorrenze nazionali, con la partecipazione di ministri, come Paolo Emilio Taviani, di parlamentari, come Carlo Russo di Savona e Carlo Pastorino e Delio Meoli di Genova, del Presidente della Repubblica Sandro Pertini e di vari presidenti delle amministrazioni regionale e provinciale. Un nucleo consistente di fotografie raffigura emigranti masonesi radunati nella piazza del paese prima della partenza per le Americhe.
Ma le iniziative per la stagione turistica masonese non si esauriscono qui. Il 12 luglio sarà inaugurata la XII Rassegna Internazionale di Fotografia che quest'anno si svilupperà in due distinte sezioni. La prima avrà come titolo "Mezzo secolo di fotografia a Masone e in Valle Stura" e sarà costituita da 120 immagini di grande valore storico e documentario provenienti dal neonato archivio di cui abbiamo appena parlato. La seconda sezione sarà una personale del famoso fotografo veneto Mario Vidor e avrà come titolo "Il velo della sposa": un racconto per immagini delle sensazioni provate dall'artista nel ripercorrere una spiaggia conosciuta e frequentata sin l'infanzia, un angolo di mondo che si è conservato intatto quasi per miracolo, nonostante la progressiva e inarrestabile cementificazione delle coste italiane. Domenica 27 luglio si avrà il culmine del programma, con il concerto in Piazza Castello dei Nomadi alla presenza di don Antonio Mazzi, fondatore della comunità di recupero "Exodus", e di Beppe Carletti, leader dello storico gruppo musicale e cerimoniere per le iniziative benefiche del nostro sacerdote. In tale occasione, il sindaco di Masone Livio Ravera concederà a don Mazzi e a Carletti la cittadinanza onoraria, come segno di gratitudine per la loro attività sociale".

 

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