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L'avv. Piroddi: "Vogliono far morire
il tribunale di Acqui per asfissia"

 
Acqui Terme. Ritorna l'"allarme rosso" per il tribunale acquese. Il pericolo lo porta a conoscenza il presidente dell'Ordine forense di Acqui Terme e vice presidente del coordinamento nazionale Ordini Forensi Minori, l'avvocato Piero Piroddi. Ci troviamo dunque per l'ennesima volta di fronte alla concreta possibilità che il tribunale della città termale venga eliminato.
La valutazione è riferita ai primi atti dell'attuale governo. "Dal momento che in Parlamento non ritengono, o non hanno il coraggio di prendere una decisione di sopprimere sic et sempliciter trenta/quaranta tribunali minori, intenderebbero eliminarli per asfissia, cioè svuotandone le competenze. Sotto questo profilo ci sono tre provvedimenti che sono molto penalizzanti per noi", ha sottolineato l'avvocato Piroddi.
"Nel pacchetto di riforme approvato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana c'è anche un disegno di legge che, in materia di giudizi civili, aumenta le competenze del giudice di pace da 2582 euro a 7500 euro, e per gli incidenti stradali, da 15.000 a 25.000 euro. Quindi nel "pacchetto sicurezza", che è già stato approvato dal Senato, e va in discussione alla Camera, c'è una disposizione che prevede che determinati reati, vedi tra gli altri soprattutto quelli in materia telematica, oggi sicuramente non molto diffusi nel nostro territorio, ma con l'espansione di internet e dei computer sono destinati ad ampliarsi enormemente, si dispone che i medesimi reati siano di competenza del Gip e del Pm del tribunale distrettuale. Quindi vengono sottratti addirittura a tutti i tribunali periferici, questa competenza viene attribuita ad un Gip per il Piemonte". L'allarme rosso, come affermato dall'avvocato Piroddi, "viene anche da un disegno di legge, già discusso, a proposito delle intercettazioni telefoniche, che prevede che l'autorizzazione non sia più data dal Gip del tribunale come avviene adesso. In un primo momento si era deciso che per una maggiore garanzia delle persone intercettate, l'autorizzazione fosse data da un collegio composto da tre giudici. Facile capire che nei piccoli tribunali il problema è grande. Verrebbe data dal tribunale provinciale, e per i giudici che già hanno molto da fare è impensabile. Il provvedimento porterebbe a sottrarre il lavoro ai nostri tribunali".
Resta evidente che, se le strategie di riorganizzazione in discussione a livello di Governo centrale, andranno in porto, renderebbero difficoltoso o nullo l'attuale assetto degli uffici giudiziari dei piccoli tribunali.
Al di sotto di certe competenze per il tribunale sorgerebbero una serie di problematiche di sottoutilizzo, di svuotamento.
"Sono provvedimenti contro i quali combatteremo", ha sostenuto il presidente Piero Piroddi, nell'annunciare che della conservazione della giustizia di prossimità, che è unica ed efficace e dà soddisfazione agli utenti, se ne parlerà in un convegno in calendario a Bassano del Grappa.
Una voce fuori dal coro viene dal sen. Domenico Benedetti Valentini che ha detto "potenziare i tribunali minori".

Per il sen. Domenico Benedetti Valentini

Potenziare i tribunali minori

Acqui Terme. "Potenziare i tribunali minori. Rendono un servizio rapido, accessibile e niente affatto costoso". Si tratta di una parte della dichiarazione rilasciata al quotidiano on-line Mondo Professionisti, scritta dal senatore Domenico Benedetti Valentini, vice presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, in merito ai così detti "tribunali minori" in cui è inserito quello della città termale, che da decenni è nella lista delle eventuali soppressioni.
La nota non è passata inosservata al presidente dell'Istituto nazionale tributaristi, l'acquese Riccardo Alemanno, che ha fatto seguito alle dichiarazioni mettendosi in contatto con il senatore Valentini, prima di tutto per ringraziarlo e testimoniargli la totale condivisione delle dichiarazioni rilasciate al quotidiano. Quindi Alemanno ha informato il senatore Valentini che "come presidente dell'Int, ma come cittadino direttamente coinvolto poiché vivo e lavoro ad Acqui Terme, comune piemontese sede di Tribunale direttamente coinvolto nella problematica, ho sentito nelle passate legislature affermazioni di rappresentanti delle istituzioni circa la necessità di ottimizzare i costi della giustizia, di rendere più efficienti i servizi resi ai cittadini ecc."
Sempre Alemanno, ha sostenuto che "l'esigenza di risparmio non può, soprattutto nel settore della giustizia, chiedere unicamente al cittadino di farsi carico di negatività, anche di carattere economico, che deriverebbero dalla concentrazione dei tribunali. Se mai l'obiettivo dovrebbe essere quello di eliminare le cause che impediscono di avere tempi certi della giustizia, di investire maggiormente nel settore ecc.". Pertanto Alemanno ha ritenuto le dichiarazioni del senatore Valentini "di grandissima importanza, nella speranza che i suoi colleghi parlamentari gli siano in sintonia e che il Governo presti al settore della Giustizia la massima attenzione, tengano ben presente i diritti del cittadino considerando quelli definiti "tribunali minori" una risorsa per il Paese e non una serie di enti inutili da eliminare".
"Naturalmente condivido le dichiarazioni del senatore Valentini, è uno dei pochi numi tutelari delle problematiche dei nostri tribunali, e non sono molti in Parlamento. Sono sulle nostre posizioni di salvare i tribunali minori anche la senatrice Boldi di Tortona e l'onorevole Enrico Costa di Mondovì", ha rinforzato il presidente dell'Ordine forense di Acqui Terme, Piero Piroddi, uno tra i più impegnati contro le idee ricorrenti di eliminare i tribunali minori, invece che potenziarli.
Sempre secondo la dichiarazione del senatore Valentini a Mondo Professionisti, "sopprimere i tribunali minori per razionalizzare la giustizia è una bestialità da tecnocrati superficiali. La giustizia ha problemi ben altri che quello della geografia giudiziaria. E se mai vi metteremo mano, sarà per potenziare i cosiddetti tribunali minori aggregando alla loro competenza territori ed abitanti che andremo a scorporare dai tribunali confinanti troppo grandi e ingolfati: nella logica del riequilibrio. Gli uffici giudiziari medio-piccoli, solo che i magistrati lavorino, rendono un servizio più rapido, più accessibile, più controllato e nientaffatto più costoso alla società". "Se il Governo vuole, e deve, tagliare spese - ha aggiunto il senatore Valentini - può con il nostro appoggio sopprimere enti politico-amministrativi di ogni genere, non di certo i poli erogatori di servizi fondamentali alle comunità e ai territori".
Riccardo Alemanno, in risposta al senatore Valentini, oltre ad avere dichiarato di essere a sua disposizione per ogni occorrenza, ha puntualizzato che "l'Istituto nazionale Tributaristi partecipa, ed è disposto a partecipare ai Comitati spontanei sorti a difesa dei piccoli tribunali, come quello costituitosi ad Acqui Terme con la partecipazione di enti pubblici e privati, di singoli cittadini e dell'amministrazione comunale". (C.R.)

 

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