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L'assessore Bruno interviene sugli swap

 
Acqui Terme. L'Assessore alle Finanze, dott. Paolo Bruno interviene sull'argomento degli swap:
"Egregio Direttore,
sono a chiedere un po' di spazio per rispondere e puntualizzare alcune argomentazioni di indiscutibile valore o presunte tali che riguardano il problema dei derivati, o per utilizzare il termine anglosassone più utilizzato: gli swap. Sono rimasto colpito dal modo di rappresentare la situazione di tali derivati, in portafoglio al Comune di Acqui Terme, così come evidenziati nell'articolo apparso in prima pagina la scorsa settimana, che rappresenta parzialmente la situazione reale, o meglio riporta solo gli aspetti "negativi" rimarcandoli in modo piuttosto risoluto. Dicevo che le argomentazioni sono assolutamente importanti dal punto di vista finanziario, e sono presunte tali da un punto di vista mediatico. Il risultato è di creare incertezza e panico nel lettore, al quale la situazione appare non solo negativa, ma alquanto strana. Cercherò di fare chiarezza senza dovermi difendere da nulla e nessuno, non avendo sottoscritto alcuno di questi contratti, ma ritenendo che nel mercato finanziario le notizie, comunque rappresentate, diversamente da quanto prescrivono le norme specifiche, siano sempre fuorvianti e talora atte a creare aspettative non in linea con la trasparenza richiesta.
Sul mercato del risparmio moltissimi contratti sono "costruiti" con un sistema sottostante "di scommesse", e se escludiamo il risparmio a reddito fisso, tutti gli altri titoli in qualche maniera scommettono sull'andamento del mercato, dei prezzi o dell'inflazione. Si distinguono gli uni dagli altri per la maggiore o minore aggressività nella rispondenza alle fluttuazioni di mercato. Per farla breve gli "swap" sono stati sottoscritti, rinegoziati e non c'è mai stato nessuno che come alle corse dei cavalli abbia puntato la posta in base alla quotazione. Qualunque risparmiatore quando investe (escluso il reddito fisso), scommette sul buon andamento del titolo o del prodotto finanziario acquistato.
Gli swap del comune di Acqui Terme, i cui dati e notizie sono comparse in allegato al Bilancio di Previsone del Comune (art. 1 comma 383 L. 244/2007), sono conoscibili da chicchessia, perché nulla c'è da nascondere, ma piuttosto devono essere seguiti controllati, monitorati e studiati. Riporto solo per chiarezza l'andamento dei flussi finanziari relativi ai titoli SWAP posseduti dal Comune. Somme incassate dal Comune: anno 2001 euro 103.291,38 (up-front); anno 2002 euro 32.584,39 (interessi attivi); anno 2003 euro 120.000,00 (up-front); anno 2003 euro 61.689,66 (interessi attivi); anno 2004 euro 30.850,89 (interessi attivi); anno 2004 euro 45.000,00 (up-front); anno 2005 euro 108.386,34 (interessi attivi); anno 2006 euro 100.282,28 (interessi attivi); anno 2007 euro 2.000,40 (interessi attivi). Totale euro 604,085,34
Somme pagate dal Comune: anno 2005 euro 6.050,74 (interessi passivi); anno 2006 euro 43.039,51 (interessi passivi); anno 2007 euro 97.304,82 (interessi passivi). Totale euro 146.395,07. Pertanto ad oggi l'incasso per le operazioni relative agli swap è di gran lunga maggiore rispetto ai pagamenti effettuati. È corretto rappresentare, invece che la "valutazione" il cosiddetto "Mark to market" (metodo di valutazione) è negativo per circa euro 2.000.000,00 (ma è una valutazione, e non una perdita realizzata). Ovvero se oggi il titolo venisse venduto la sua valutazione sarebbe negativa per quell'importo. Se ragioniamo, capiamo che tutto quanto è già stato incassato deve essere certamente decurtato (similmente ai titoli ex cedola.) Per prodotti che hanno una durata di circa trent'anni per complessivi euro 35.000.000,00, tale valutazione non é poi così improvvida o negativa. Naturalmente questa analisi non comprende le buone valutazioni relative a minori esborsi relativi ai mutui sottostanti. Per concludere vorrei far presente che sicuramente per i prossimi anni (in assenza di interventi specifici del legislatore) il Comune non intende rinegoziare gli swap, pertanto non realizzerà alcuna perdita. È certo che un monitoraggio puntuale ci ha portato, come ho avuto modo di dire in conferenza stampa, a maturare un'ipotesi di ulteriore contrattazione (non rinegoziazione), i cui termini generali ho riferito.
Nei prossimi giorni l'Amministrazione assumerà ulteriori provvedimenti a protezione della propria posizione finanziaria.
Mi sento anche di dire che analizzate le operazioni di "copertura" e il "mark to market", e pur essendo contrario alle sottoscrizioni di derivati da parte della Pubblica Amministrazione (carenza legislativa), il controllo sulle nostre operazioni si possa considerare ad oggi puntuale. Resta inteso che sono disponibile a ricevere suggerimenti ed indicazioni che verranno esaminate con la dovuta contezza".

Una nota del coordinamento provinciale IdV

A proposito di swap

Acqui Terme. Ci scrive Mauro Galleazzo del coordinamento provinciale Italia dei Valori:
"Egregio direttore, le chiedo gentilmente spazio per fare una breve analisi sulla questione SWAP. Prima di tutto va fatto un doveroso ringraziamento al dott. Vacchino e al prof. Borgatta per lo splendido lavoro svolto su un argomento di una complessità unica, argomento che è stato illustrato martedì 17 giugno durante la conferenza stampa sul disastro "derivati" nel nostro Comune. Dalla serata sono emersi dati inquietanti, il Comune di Acqui ha un potenziale debito di 2.300.000 euro circa, mi spiego meglio, per rescindere questo contratto capestro bisognerebbe versare ad oggi 2.300.000 euro, fino a poco più di un mese (14 maggio 2008) fa erano 1.958.588,00 quindi una bella differenza, questo contratto scadrà nel 2026.
Fate due conti voi.
Da questo scenario affiorano diverse responsabilità:
1. Responsabilità politica: nel corso degli anni c'è stata una sorta di continuità nella politica locale, questa continuità affonda le sue radici nella prima Lega di Bosio, passa per la simil-lega di Rapetti, la lista civica per la continuità (nome appropriato) e prosegue ora con il duopolio FI-AN, quindi gli amministratori della città sono chi più che meno, sempre gli stessi.
2. Responsabilità amministrativa: forse chi si è spacciato per operatore qualificato di qualificato non aveva proprio nulla, sarebbe il caso di appurare se tale operatore dispone di una cultura finanziaria adeguata.
3. Responsabilità patrimoniale e penale: siamo contrari a qualsiasi tipo di transazione, le transazioni si fanno con soldi propri non con quelli dei cittadini, bisogna optare e insistere per un annullamento del contratto, inoltre sarebbe opportuno indagare su eventuali responsabilità penali per capire se tutto è stato fatto nel rispetto delle regole.
Nel corso della conferenza stampa l'assessore Bruno, che nei giorni precedenti si era premurato di dichiarare ai vari giornali che tutto era tranquillo e che tutto andava bene, ha cambiato versione confermando quindi i dati che venivano snocciolati in quel momento, ovvio però che il dott. Bruno non ha (in parte) colpa in quanto la stipula di questi contratti è avvenuta prima del suo insediamento c'è da dire però che a distanza di un anno dalla sua nomina non ha fatto pressoché nulla per tentare di risolvere questo problema, come del resto l'intera giunta comunale che di fronte ai solleciti del dott. Vacchino e del prof. Borgatta hanno risposto con un eloquente silenzio".

 

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