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Inaugurata ad Acqui Terme
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Acqui Terme. Sono attesi migliaia di visitatori alla mostra antologica "Sigfrido Bartolini e il suo mondo, Soffici, Sironi, Carrà... Le favole del paesaggio italiano", inaugurata verso le 18,30 di sabato 28 giugno, nella sede espositiva storica dell'evento estivo, situata nelle sale al piano terreno del palazzo "Liceo Saracco" di corso Bagni. Una cerimonia che senza alcuna incertezza si può citare come una festa della cultura.
Il tutto nel rispetto di una tradizione di rassegne che nel tempo si sono susseguite, dal 1970, nella città termale. All'evento organizzato dal Comune, insieme alla Regione Piemonte e alla Provincia di Alessandria, con il coordinamento e l'allestimento della "Galleria Repetto &C", ha partecipato un gran numero di gente, di appassionati d'arte, di autorità militari, civili e religiose, personalità del mondo culturale e delle istituzioni. Tra queste il sindaco Danilo Rapetti, il vice sindaco Enrico Bertero, il presidente del Consiglio provinciale Adriano Icardi, il vescovo della diocesi monsignor Pier Giorgio Micchiardi, il presidente della Provincia Paolo Filippi, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Leonardo Giangreco e il comandante della stazione della Compagnia carabinieri di Acqui Terme, Maresciallo Roberto Casarolli, l'onorevole Franco Stradella al direttore del Tg2 Rai Mauro Mazza ed il prefetto della provincia di Alessandria Francesco Paolo Castaldo, Gennaro Maugeri, consigliere di amministrazione della Rai, la curatrice della mostra Elena Pontiggia. Quindi la vedova di Sigfrido Bartolini, la signora Giuseppina con la figlia Simonetta. Presente anche Carlo Leva, scenografo di circa 150 film con Leone e Zeffirelli. Ha interpretato il ruolo di "padrone di casa" il dottor Sburlati. "Questa sala da sempre ha ospitato mostre di alto livello al servizio della città termale diventata piccola capitale dell'arte, come lo è stata per il Liberty e per il 'Decò'. Una città della conoscenza, del benessere, del ben vivere e della cultura". Sburlati, che non nasconde sentimenti di entusiasmo quando parla della città della Bollente, ha concluso la sua breve relazione ricordando che per un'altra importante manifestazione culturale acquese, il Premio Acqui Storia, sono arrivate all'organizzazione novantadue opere, il massimo mai raggiunto di volumi per partecipare al concorso. Una sessantina di minuti per i ringraziamenti di rito, le relazioni, quindi la visita alle opere esposte. L'"antologica" è arricchita da un catalogo, di pregio, ricco di informazioni, stampato presso le Arti Grafiche Salea di Milano per conto delle Edizioni Gabriele Mazzotta di Milano. Nell'illustrare la figura e l'opera di Sigfrido Bartolini, l'assessore Carlo Sburlati, ha citato l'artista pistoiese, (pittore, incisore, scrittore e giornalista) quale interprete fra i maggiori, nella sua generazione, del tema del paesaggio italiano e della vita popolare, col suo teatro di figure e il suo intreccio di racconti e di favole. La mostra acquese, come sottolineato dall'assessore alla Cultura, si allarga anche al mondo dell'artista, testimoniando i suoi lunghi legami di amicizia intellettuale e di sodalizio critico con Soffici, Sironi, Carrà, Rosai, Italo Cremona. Sono presenti in mostra tutte le principali opere di Bartolini, dai coloratissimi monotipi iniziali, carichi di vivaci umori strapaesani (Il merciaio 1948; Barocciaio 1948; Le giostre 1949; La vendita del cavallino zoppo, 1950) ai dipinti, che si incentrano soprattutto sulle marine e sulle architetture silenziose e straniate (Spiaggia deserta, 1961; Marina, 1962; La casa bianca, 1964), fino agli affascinanti e raffinati acquerelli. Non manca una sezione sulla ricerca grafica, che culmina nelle famose tavole per Pinocchio. Sigfrido Bartolini è nato a Pistoia nel 1932, e ha compiuto gli studi sotto la guida, fra gli altri, di Pietro Bugiani. Durante la prima giovinezza può dedicare alla ricerca espressiva solo le ore notturne (di giorno deve lavorare per vivere) e pratica soprattutto il monotipo, una delle poche tecniche per cui è sufficiente la luce artificiale. Alla fine degli anni quaranta conosce Ardengo Soffici, che per primo apprezza il suo lavoro e lo fa conoscere a Carrà. Intanto scrive poesie e comincia a collaborare a giornali e riviste. A partire dai primi anni cinquanta si dedica completamente alla pittura, alternandola a una profonda passione per l'incisione un'incessante attività di scrittore, critico e polemista. Bartolini scompare a Pistoia nel 2007. (C.R.) |
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