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Consiglio di amministrazione delle Terme
cambio al vertice

 
Acqui Terme. Cambio della guardia alla presidenza del Consiglio di amministrazione della Terme Acqui Spa. Gabriella Pistone, deputato sino alle recenti elezioni, sostituisce Andrea Mignone. Quest'ultimo aveva rinunciato a ripresentare la propria candidatura alla guida della società termale. Quindi la giunta regionale, presieduta da Mercedes Bresso, ha deciso la nomina.
Gabriella Pistone, nata a Milano nel 1951 e laureata in architettura, presiederà un Consiglio di amministrazione formato da Gianfranco Ferraris, Marinella Barisone e Stefano Ciarmoli, tutti di nomina regionale. Quindi l'ex assessore Luca Marengo, indicato dal Comune di Acqui Terme e Guido Porta voluto dalla Fondazione Cral e Cassa di risparmio di Alessandria. La ratifica delle nomine è avvenuta con l'assemblea dei soci convocata sabato 28 giugno.
Riguardo alla nomina, tre esponenti del Pd in Piemonte hanno considerato la stessa una "occupazione monocolore diessina nella società termale". L'opinione pubblica sostiene che l'operazione di un presidente proveniente da Roma sia stato imposto, mentre la Bresso, ha ritenuto fuori luogo la polemica. I fatti renderanno ragione.
Secondo i dati del bilancio consuntivo 2007 delle Terme, si parla di una perdita che si è assestata su 440 mila euro, a fronte di ricavi per 4 milioni 729 mila euro. La perdita nel 2004 fu di 246 mila euro, diventata di 558 mila euro nel 2005 e 752 mila nel 2007. Vista la scena su cui si pone da una decina di anni la società Terme Acqui Spa, la gestione Mignone sarebbe da ritenere accorta. Da considerare anche che i costi di amministrazione sono passati da 500 mila a meno di 150 mila euro. Da rilevare anche l'approvazione di progetti per il recupero della zona Bagni per oltre 8 milioni di euro, che comprendono, tra l'altro, la riqualificazione del Grand Hotel Antiche Terme.
Non ci sono ancora notizie per la costituzione della New.Co, e non è certo che ci sia l'interesse di probabili cordate a cui affidare la gestione delle attività termali.

Nomine alla Terme reazioni politiche

Acqui Terme. Le recenti nomine fatte dalla presidente Mercedes Bresso alle Terme di Acqui hanno determinato le reazioni di Davide Gariglio, Stefano Lepri e Bruno Rutallo.
"La presidente - dichiarano i tre esponenti del PD - ha compiuto una operazione di occupazione monocolore di origine ex diessina nella società termale di Acqui. Non ha tenuto conto delle competenze e del buon lavoro svolto dagli amministratori uscenti, tanto da essere stati i primi, dopo molto tempo, ad aver chiuso in attivo il bilancio della società acquese". "Con queste ultime nomine - aggiungono ancora - si è imposto un vertice che proviene da Roma dalle dubbie competenze, preferendo quindi il principio della amicizia personale". I tre esponenti del Pd concludono "il metodo imposto dalla presidente ad Acqui Terme, operato con avallo di Rocchino Muliere (capogruppo in Consiglio regionale del Pd), non è accettabile, ci opporremo duramente ogni qual volta si applicherà l'imposizione come pratica politica".
A proposito delle dichiarazioni del presidente Gariglio e dei consiglieri Lepri e Rutallo, la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, dichiara:
"Per le nomine che sono chiamata a fare in qualità di presidente della Regione mi baso su: profili professionali elevati, conoscenza del territorio e competenza. Anche nel caso del Consiglio di Amministrazione delle Terme di Acqui ho seguito questi criteri. La polemica sollevata dal presidente Gariglio, dai consiglieri Lepri e Rutallo mi sembra del tutto fuori luogo e fuori dal tempo, visto oltretutto che, a quanto mi risulta, Ds e Margherita non esistono più, ma esiste il Partito Democratico. O per caso loro ritengono che dobbiamo guardare il dna di ciascuno voglia avvicinarsi a questa nuova realtà? Infine: di norma non interferisco con le nomine di competenza del Consiglio e non capisco a cosa voglia arrivare invece questo inspiegabile attacco".
Anche il consigliere regionale di Forza Italia, Ugo Cavallera, commenta le proposte di nomina formulate da Forza Italia per il rinnovo del consiglio d'amministrazione della società Terme di Acqui. "Condivido la proposta di nomina proveniente dalla minoranza in Regione e anche quella del Comune di Acqui, perché danno un segnale di rinnovamento ed esprimono pienamente quel ruolo di collaborazione e controllo che è proprio dell'opposizione".
"Mi rammarico invece - afferma l'esponente azzurro - che il presidente uscente abbia deciso di non ricandidarsi. Aldilà, infatti, delle condivisibili motivazioni personali, a livello politico avrei auspicato la sua presenza all'interno del Cda della società. Infine, ritengo sarebbe stato più opportuno scegliere un esponente del mondo economico acquese, per la conoscenza della realtà locale allo scopo di guidare la società termale in questa delicata fase di rilancio".

 

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