L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

In consiglio comunale la maggioranza
pensa più alla sostanza che alla forma

 
Acqui Terme. Consiglio comunale di mercoledì 25 giugno. Il quarto della "Rapetti bis" dopo quello di insediamento, tenutosi esattamente 12 mesi fa (25 giugno 2007). Tutti presenti, non all'appello ma poco dopo, si inizia con l'ass. Sburlati che invita tutti all'inaugurazione dell'antologica su Bartolini.
Quindi è Cavallero del Pd a dar lettura di quattro interrogazioni (ritiro del Genoa nel 2007, con improvviso abbandono della città; fontana di piazza Italia con continue carenze; sala Robellini vietata ai portatori di handicap; regolamento conferimento incarichi). Sul primo punto riguardante l'approvazione del verbale della seduta precedente Ferraris legge un documento riguardante l'argomento "Pec di via Rosselli", in cui si evince che le cose non erano come le aveva presentate la maggioranza. Il documento si conclude con la richiesta reiterata di evitare consigli comunali "fiume".
Il sindaco Rapetti dà atto a Ferraris sul Pec di via Rosselli: "grazie alle vostre osservazioni l'amministrazione ha proceduto a controlli e verifiche". Apprezzamenti dall'opposizione per toni e contenuti nell'intervento del sindaco. Borgatta lamenta l'impossibilità di partecipare democraticamente alla vita consiliare: troppi punti all'ordine del giorno, pochi Consigli comunali (l'ultimo risale al 31 marzo...).
Sono le 22.05: Bosio e Ratto abbandonano l'aula apparentemente contrariati perché il Consiglio non ha neppure iniziato a discutere dei problemi ("si perde solo tempo").
Il punto 2 sulle manifestazioni nei mesi estivi (Jovanotti e I Pooh su tutti) passa all'unanimità. I problemi iniziano sul punto 3 "Esame ed approvazione del rendiconto di gestione". Spiega l'ass. Bruno: rispettato il patto di stabilità; avanzo di amministrazione molto consistente; contenimento delle tariffe; molte manifestazioni di gran livello; scongiurata la crisi idrica; si farà la nuova scuola media; patrimonio immobiliare (con possibilità di alienazione, anche dell'ex tribunale); riscossione crediti,etc. Cavallero chiede delucidazioni su un passaggio nell'esposizione dell'assessore: "ma è vero che il tribunale si potrà vendere anche se solo in parte?". Bruno delucida: la volontà dell'amministrazione è di gestire tutto il patrimonio in maniera globale e su parte di esso deve essere anche prevista la vendita.
Interviene Borgatta che stigmatizza il ritardo con cui gli atti sono a disposizione dei consiglieri e delle commissioni. Addirittura gli ultimi atti (il documento dei revisori) sono arrivati il 23, due giorni prima della seduta. Si ipotizza addirittura una invalidità della seduta consiliare.
L'intervento di Borgatta scatena le ire dell'ass. Bruno, che minaccia ritorsioni e vendette. Borgatta (presidente commissione finanze) è letteralmente allibito: "In commissione avevamo proposto di lasciar perdere, era sufficiente che la maggioranza ammettesse che il ritardo degli atti c'era... ma niente, ed allora ho reso pubblica la protesta".
Gallizzi e Ferraris prendono le difese di Borgatta, poi Ferraris legge un documento sul consuntivo ("tutto quello che si è riusciti a fare nel poco tempo a disposizione").
Il voto vede 13 a favore (maggioranza più Allara), 4 contro (Borgatta, Cavallero, Ferraris, Garbarino) ed 1 astenuto (Gallizzi).
Il punto successivo riguarda la penale alla quale il Comune è stato condannato per la vicenda dell'esproprio di via Malacarne. Dopo qualche richiesta di delucidazioni e qualche commento sull'incauto procedere degli amministratori di allora (1988), il punto viene approvato 14 a favore, 4 astenuti (Borgatta, Cavallero Garbarino, Gallizzi).
Dal punto 5 in poi cambia il timbro della seduta: si velocizzano i tempi, i toni sono pacati.
Punto 5: variazioni al bilancio di previsione 2008 (votazione come sopra); punto 6: variazione normativa Pec via Palestro (14 sì, 4 no -Borgatta, Cavallero, Ferraris, Garbarino), 1 astenuto (Gallizzi); punto 7: variante via Crenna-piazza M.Ferraris, sottopasso - dopo le solite considerazioni dell'opposizione (sarebbe meglio fare il sottopasso in corso Divisione) e le solite risposte della maggioranza (qui e solo qui è gratis) il voto vede 13 sì, 4 no ed 1 astenuto (Gallizzi); punto 8: variante Pec località San Defendente Fontana d'Orto (unanimità dei 16 presenti, altri sono momentaneamente fuori); punto 9: variante parziale zona Polveriera (13 a favore, 3 astenuti: Garbarino, Ferraris Cavallero).
Il punto 10 rallenta l'accelerata che aveva assunto la seduta. Si tratta del recupero funzionale dell'immobile ex segheria in piazza San Guido. Dopo la puntuale spiegazione dell'assessore Gelati, Ferraris fa notare un errore in delibera, ma interviene Maurizio Gotta della maggioranza, presidente della commissione edilizia, che fa presente come il punto sia stato stralciato all'ultimo momento e, pur se il consigliere Borgatta era stato avvisato, il testo esatto non era in possesso dei consiglieri. Borgatta, memore della bacchettata precedente con Paolo Bruno, pur dando atto a Gotta della correttezza, educatamente dice "Non era il caso di dirlo apertamente che la delibera era cambiata?". Cavallero chiede il rinvio del punto per carenze di forma, Ferraris non concorda ed annuncia il voto contrario senza richiesta di ritiro. Interviene il sindaco "Avete ragioni di forma evidenti, ma cerchiamo di far prevalere la sostanza. Ammetto e sottolineo che abbiamo analizzato il punto un po' in fretta". Borgatta ringrazia il sindaco per questa ammissione di colpa, ma sottolinea "La forma è l'unica cosa che garantisce l'opposizione ed anche la maggioranza. Noi voteremo no solo per le carenze di forma, non per la sostanza". Sono 14 i voti a favore 4 contrari.
Anche sul punto 11 c'è un emendamento della maggioranza, ovvero un cambiamento dell'ultima ora. Si tratta dell'individuazione area per intervento di edilizia residenziale pubblica in via Fontana d'Orto attuato dal consorzio cooperative Metacasa. Dopo i reciproci chiarimenti il voto è unanime.
Il punto 12 viene presentato dal direttore generale Laura Bruna: si tratta dell'approvazione della convenzione nell'ambito del programma operativo "Piano territoriale integrato dell'Appennino e Alto Monferrato: le energie, le acque e la natura". Unanimità anche su questo punto.
Prima considerazione: se non ci si dilungasse troppo in considerazioni "collaterali" troppe volte gratuite e se si prendesse la buona abitudine di iniziare alle 21 e non alle 21,30, tutto sarebbe finito verso le 23, al massimo 23,30. Seconda considerazione: la prima considerazione non fa venir meno la necessità di convocare un maggior numero di sedute consiliari e di dedicarne alcune esclusivamente ai punti più "forti", come il bilancio. Terza considerazione: la prima e la seconda considerazione sono ben poca cosa al confronto dell'ultima che tira in ballo la discussione su "forma" e "sostanza". E ben vero che, come dice il sindaco, è importante mirare alla sostanza, ma se non si salvaguarda la "forma", ovvero se non si predispongono in tempo utile gli atti, se non si informa la minoranza dei cambiamenti effettuati, si rischia di mandare all'aria il concetto di partecipazione, di far prevalere il machiavellico fine che giustifica i mezzi, di far venire dubbi sull'efficienza dell'apparato amministrativo e sulla buona volontà degli amministratori. L'opposizione ha dimostrato buon senso in quest'occasione. Tocca alla maggioranza, ora, fare la sua parte. (M.P.)

Spiegati da Bernardino Bosio
i motivi dell'abbandono dell'aula consiliare

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio:
"Ci sono alcuni aspetti che ci accomunano, quali amministratori comunali e politici in generale, nel sottovalutare l'impegno che ci siamo assunti il giorno in cui ci siamo candidati e conseguentemente eletti, nei confronti dei cittadini, e della comunità in genere. In Consiglio Comunale esiste la maggioranza che ha il dovere e il diritto di governare, l'opposizione che con altrettanto impegno deve verificare che l'operato amministrativo sia legittimo e consono alle esigenze dei cittadini. Quali componenti del gruppo consigliare della Lista Bosio, ci stiamo chiedendo se l'amministrazione ha intenzione di rispettare i ruoli che la legge, ma sopratutto il buon senso, hanno affidato a questo meccanismo utile al confronto.
Mercoledì scorso, il consigliere Ratto e il sottoscritto, abbiamo chiaramente compreso tre aspetti che ritengo siano chiari anche ai consiglieri del P.D.

  1. la fragilità emotiva, (definita coda di paglia) di rapporti e di comportamenti dei consiglieri delegati (in questo caso allo sport) all'interno della maggioranza stessa, stigmatizzato dal rimbrotto al Presidente Pizzorni da parte del consigliere Protopapa (francamente da Bar Sport).
  2. la palese volontà dell'amministrazione di "fregarsene" delle regole amministrative sottovalutando ciò che sta scritto negli statuti o regolamenti, che è ben vero andrebbero cambiati, ma fino a quando ci sono vanno rispettati.
  3. questa amministrazione "compattamente" ha degli obiettivi, che come la precedente, sono di piccolo o grande cabotaggio urbanistico ma non di sviluppo e valorizzazione della città.

La nostra scelta è stata di abbandonare il consiglio. Ho personalmente provato a spiegare, in Commissione Bilancio, le motivazioni che sono alla base della convivenza civile, ribadendo più volte che il rispetto della forma e della "sostanza" è fondamentale nei rapporti tra le parti e la persone; bene ha fatto il consigliere Borgatta nel ribadirlo con forza in Consiglio.
Lavoreremo in modo diverso: informeremo in modo chiaro e continuo gli Acquesi, settimana per settimana, su tutto ciò che riteniamo sia utile alla collettività. La prossima ci dedicheremo allo sport, per capire se il Genoa è stata la scelta migliore, ma proseguiremo con la verifica sui conti e sulle difficoltà che hanno fornitori del comune ad incassare le loro fatture, sulla facilità che alcuni hanno nell'ottenere permessi o variazioni urbanistiche che prevedono il trasformare una strada diritta in uno zig-zag per fare qualche metro di case in più. Perché questo? Ci piace che si rispetti chi lavora giorno e notte per migliorare se stesso e la città, che dà posti di lavoro stabili e duraturi negli anni. Pensiamo che sia utile un amministrazione che progetta lo sviluppo, non cercando di vendere i gioielli di famiglia, ma programmando un futuro alla città".

L'intervento del Pd sul consuntivo di bilancio

Acqui Terme. Questo l'intervento del capogruppo del Pd, Gianfranco Ferraris, sul consuntivo nel consiglio comunale del 25 giugno:
"Il conto del bilancio per l'esercizio 2007 si presenta con un avanzo di amministrazione di euro 776.908, risultato che a prima vista sembra essere quello di una amministrazione sana. A riprova di questo le entrate correnti previste sono state interamente accertate e in gran parte incassate.
La copertura dei servizi a domanda individuale è buona, ad esempio per gli asili nido è del 73%, per la mensa scolastica 75%, per le colonie 35%.
Le sanzioni amministrative, che sono perseguite con estremo zelo, rappresentano un'entrata considerevole: quasi 500.000 euro.
La spesa per interessi passivi sui mutui è contenuta nel 10,17% delle entrate correnti, quando il limite previsto è del 15%. Questo è dovuto alla rinegoziazione dei mutui che ha permesso di "diluire" nel tempo gli oneri e di rinviare quindi il debito ai nostri nipoti.
Tuttavia il quadro è tutt'altro che positivo. Come abbiamo già sostenuto in sede di approvazione del bilancio di previsione 2008, è ormai diventato consuetudine coprire fette sempre più significative della spesa corrente con l'utilizzo di plusvalenze da alienazione di beni immobili (500.000 euro nel 2007) e con l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione nel massimo consentito dalla legge (71,47% nel 2007). Gli oo.uu. accertati nel 2007 ammontano a 734.648 euro, somma di gran lunga inferiore a quella degli anni precedenti: oltre 2.000.000 nel 2005 e 4.200.000 nel 2006.
L'aspetto più sorprendente del conto consuntivo 2007 è che, nonostante questi accorgimenti, la spesa di competenza corrente (19.949.073) supera di ben euro 1.131.464 le entrate correnti (18.817.608).
Per fronteggiare questo disavanzo della gestione di competenza corrente è stato applicato l'avanzo di amministrazione 2006 per euro 855.018, cosa consentita ma straordinaria, e sono state utilizzate quasi tutte le entrate del titolo IV dell'entrata - alienazione di beni patrimoniali (euro 525.073 pag. 10 relazione revisori).
Un altro segnale è dato dal disavanzo della gestione complessiva di competenza di euro 719.785, ripianato con l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione.
Questa situazione di difficoltà pare essere destinata ad accentuarsi, è bene ricordare che i trasferimenti dello stato al tempo del governo Prodi, così antipopolare, sono stati di 2.728.691 e ben difficilmente saranno confermati in futuro; inoltre i beni da alienare saranno sempre meno, senza contare l'operazione ad alto rischio SWAP.
Il piano regolatore è datato e ha bisogno di essere adeguato per consentire nuove espansioni, evitando le continue varianti e le costruzioni casuali, senza un piano complessivo coerente ed armonico, ma per far questo ci vuole tempo.
Nella spesa bisogna rilevare ancora una volta la spesa per l'affitto della scuola media per oltre 200.000 euro. Abbiamo appreso dai giornali la notizia dell'intenzione di realizzare la nuova sede della scuola media, attendiamo che tale intenzione venga inserita anche negli strumenti di programmazione del Comune, in primis nel bilancio di previsione.
Sottolineiamo che è stato scelto il finanziamento tramite leasing, ci riserviamo di dare un giudizio quando ci saranno elementi concreti, ricordiamo però che in sede di bilancio era stato affermato che non era possibile prevedere l'assunzione di un nuovo mutuo nel 2009, mentre invece dai parametri esposti nel consuntivo emerge che questo è possibile.
Nei documenti (elenco residui passivi) c'è una curiosità: nel corso del 2007 non è stata pagata la rata di dicembre dei mutui, è un fatto davvero singolare, più unico che raro, visto che la tesoreria comunale è tenuta a pagare la rata entro dicembre; presumiamo che sia stato un piccolo artificio per mantenere il patto di stabilità: posticipare il pagamento ai primi di gennaio, pagando gli interessi passivi per pochi giorni.
La spesa per il personale ammonta al 30,68% delle spese correnti; va detto che il personale andrebbe distribuito in modo più razionale nei vari servizi, alcuni dei quali sono nell'impossibilità di dare servizi efficienti alla popolazione.
Un altro aspetto da rilevare è la difficoltà di incassare i residui attivi previsti da anni, sia per gli oo.uu. che per la tarsu, che per le multe. Questo fattore fa sì che l'anticipazione di cassa sia sempre più consistente: nel 2007 è stata di 3.279.791.
La metà delle opere pubbliche previste nel bilancio 2007 sono state stralciate (pag. 22 relazione revisori) e sono state altresì stralciate opere pubbliche previste negli anni precedenti per euro 8.738.617 (di cui 4.600.000 per interventi relativi alla gestione del territorio e 4.100.000 per il commercio).
Di fatto le spese per investimento sono state molto ridimensionate rispetto agli anni precedenti e sono pari a 3.762.785, di cui 1.140.000 per opere di riassetto idraulico, 192.000 per i marciapiedi costruiti prima delle elezioni, 101.000 per opere di urbanizzazione, 850.000 per struttura sportiva in via Trieste, 1.240.473 per la fruizione turistica del fiume Bormida, 100.000 per le scuole materne.
Le entrate per fronteggiare tali spese sono 1.470.000 derivanti da mutui, 1.350.00 di contributi regionali e 735.000 contributi da altri soggetti.
Si tratta tutto sommato di interventi modesti per un'amministrazione che ha l'ambizione di fare una politica di sviluppo della città".

Sul ritardo degli atti
l'intervento di Borgatta in Consilio

Acqui Terme. Questo l'intervento del consigliere Borgatta del Pd in consiglio comunale sui ritardi degli atti:
"Personalmente non ho nulla da eccepire sull'operato dei dipendenti, dei funzionari e dei revisori dei conti del Comune di Acqui circa la redazione del rendiconto di gestione del 2007. Nella riunione della Commissione Bilancio ho solo affermato e qui intendo ribadire che ho ricevuto la relazione dei revisori dei conti in data 23 giugno alle ore 16.45 un quarto d'ora prima della riunione della Commissione stessa, convocata per le ore 17 della stessa giornata e due soli giorni prima di questa riunione del consiglio comunale di mercoledì 25 giugno (e ciò si evince anche dalla data del documento firmato dai revisori e cioè 23 giugno).
Ho quindi ricevuto un atto sostanziale per questo Consiglio comunale non cinque giorni prima, come imposto dalla Statuto e dal regolamento comunali, ma solo due giorni prima.
Non sta a me individuare le ragioni di questo evidente ritardo e soprattutto di chi siano le responsabilità: mi limito a constatare un fatto e a denunciarlo: quale presidente della Commissione Bilancio credo sia mio dovere far conoscere a tutto il consiglio comunale tale avvenimento.
Esso rappresenta un'irregolarità sostanziale evidente; se poi esso rappresenti un'irregolarità formale sufficiente a rendere invalida questa riunione del consiglio comunale non sta a me dire.
Lo diranno gli organi di giustizia amministrativa a cui è mio diritto adire.
Il fatto politico comunque resta: la Giunta ha reso impossibile all'organo consigliare l'esercizio delle proprie funzioni su una delle attribuzioni fondamentali del Consiglio comunale: l'esame e l'approvazione del Conto consuntivo.
D'altra parte gli articoli 61, 62 e 63 del regolamento di contabilità impongono tempi sicuri e molto più ampi rispetto ai due giorni a cui si è ridotta la giunta di Acqui.
(...) Nei confronti del Consiglio comunale è stato compiuto un'evidente e pesante irregolarità che credo mio dovere di consigliere comunale e di Presidente della Commissione Bilancio rendere pubblico.
La maggioranza che governa questo Comune, non rispettando le regole formali, ha compiuto un'evidente e pesante irregolarità nei confronti della minoranza.
L'esercizio della democrazia, infatti, è fatto anche di rispetto delle regole, soprattutto da parte delle maggioranze nei confronti delle minoranze: la legge (la legge costituzionale!) tutela l'espressione della propria opinione da parte di tutti e ancor più di chi rappresenta nelle istituzione la voce di molti. Essa impone alle maggioranze dei vincoli senza dei quali la volontà della maggioranza non più è un esercizio di democrazia ma un abuso. Invito la maggioranza al rispetto puntuale delle regole legali perché la legge ci tutela tutti".
In seguito a questo intervento c'è stata la risposta astiosa dell'assessore Paolo Bruno, sul mancato rispetto di certe regole comportamentali. Ma più di un consigliere dell'opposizione ha dato ragione a Borgatta e lo stesso sindaco ha in un certo senso chiesto scusa.

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]