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Bravissimo Jovanotti
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Acqui Terme. Secondo le stime del Comune erano cinquemila, le persone che sabato 5 luglio hanno varcato i cancelli dello stadio "Ottolenghi" per seguire, dal campo o dalle tribune, il concerto di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti.Un numero probabilmente inferiore alle previsioni, come ammesso con una certa sincerità dallo stesso assessore al Turismo, Anna Leprato, anche se il significato di questo concerto va cercato anche al di là dei numeri. Per fare un bilancio le occasioni non mancheranno: di certo, dal punto di vista artistico, cinquemila persone erano poche per lo spettacolo che Jovanotti ha saputo offrire in questa tappa che ha segnato l'esordio del suo "Safari Tour" estivo. Sul palco il cantante non si è risparmiato: la sua esibizione, in cui si sono alternati brani appartenenti al suo repertorio e nuovi successi, è stata trascinante e ha coinvolto il pubblico anche da un punto di vista fisico. I più giovani hanno ballato, ma questo era tutto sommato prevedibile; meno prevedibile era invece veder ballare, come è accaduto, anche giornalisti, amministratori, autorità e, se la vista non ci ha ingannato, addirittura il Prefetto. Ginnico, atletico, estremamente giovanile nella sua fisicità sul palco, nonostante i quarant'anni ormai sorpassati, Jovanotti, a quelli che una ventina d'anni fa lo avevano ammirato nel corso di una indimenticata esibizione a Pontechino, è sembrato esattamente lo stesso di allora. In realtà, artisticamente, ha compiuto nel frattempo passi da gigante, sul piano dell'immagine, sotto l'aspetto canoro e soprattutto per quanto riguarda la profondità dei testi. I vent'anni trascorsi si vedono tutti, per esempio, confrontando i testi di una delle sue canzoni più note dell'epoca, in cui per fare qualche apprezzamento a una immaginaria ragazza le si rivolgeva dicendo "...sei come la mia moto/ sei proprio come lei/ andiamo a farci un giro/ fossi in te io ci starei...". Oggi, la sua ispirazione di innamorato si concretizza invece nella meravigliosa "A te" ("...te che hai reso la mia vita bella da morire/ che riesci a render la fatica un' immenso piacere/ a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande/ a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più/ a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo/ a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore/ a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei "). Poco importa sapere se a renderlo più lirico sia stata una normale maturazione o l'influsso di fattori esterni; di certo il cambiamento è vistoso, ma il dato importante è che la maturazione musicale e artistica non ha cambiato il personaggio, che alle doti di professionalità riconosciute da tutti coloro che lo hanno visto nella fase di preparazione del concerto, continua ad abbinare una notevole semplicità e una certa schiettezza nelle interviste. Lo ha confermato anche nell'incontro coi giornalisti di venerdì: mezzora circa tra premiazioni, omaggi e un po' di 'question time'. Domande abbastanza rituali, risposte non scontate, e qualche complimento alla città: "Acqui - ha detto - è stata una sorpresa. Una bella sorpresa: le Terme sono una cosa fantastica, ed è un peccato che la gente, quando pensa a come divertirsi o rilassarsi non pensi mai alle terme". C'è qualche speranza che questo possa servire a promuovere la città anche se, e qui vale la pena rivolgersi all'Amministrazione comunale, è giusto ritenere che la presenza di un grande artista ad Acqui Terme possa servire per un ritorno di immagine, ma se l'artista in questione 'vivesse' maggiormente la città e i suoi spazi, passeggiando magari per le vie del centro, mostrandosi più attento e coinvolto nella realtà che circonda il palco su cui è chiamato ad esibirsi, forse i benefici sarebbero maggiori. A tanti sarebbe piaciuto vedere Jovanotti se non intento a passeggiare liberamente per la città (impossibile farlo con tranquillità e ce ne rendiamo conto) almeno coinvolto in una visita ufficiale dei monumenti e degli edifici storici cittadini. Un suggerimento da tenere presente per il futuro e che comunque non basta ad inficiare la buona impressione che, complessivamente, il cantante ha lasciato di sé: per fare solo un esempio, ci limitiamo a ricordare che (giusto o sbagliato che sia) non sono molti gli artisti disposti ad adeguare i tempi delle prove alle esigenze della realtà circostante; a Jovanotti va dato atto di avere dimostrato educazione e rispetto del prossimo, accettando di sospendere le prove sonore dopo le 21,30, limitando il lavoro serale ai test sulle luci e sugli effetti speciali. Per trarre le conclusioni, non resta che tornare, per un momento, alla sera del concerto; quel concerto che aveva suscitato timori e preoccupazioni per l'ordine pubblico e che invece è passato senza lasciare conseguenze negative per la città. "Per tracciare il bilancio economico - avverte Anna Leprato - occorre aspettare che vada in archivio anche il concerto dei Pooh", e attendere due settimane non costa grande fatica. Non è invece troppo presto per un bilancio artistico dell'evento. "Mediaticamente - spiega l'assessore - è stato un successo, perché abbiamo portato il nome di Acqui al di fuori del suo contesto abituale. Lo dimostrano le tante presenze provenienti dalla Liguria e dal Cuneese, ma anche da altre parti d'Italia". Un modo elegante per dire che sono mancati gli acquesi. Le ragioni possono essere tante, non ultimo il prezzo del biglietto che, a sentire i commenti raccolti in città, ha molto scoraggiato alcune fasce di età; di sicuro, per quello che si è visto, cinquemila persone erano poche: Jovanotti ha dato il massimo e la sua esibizione avrebbe meritato qualche spettatore in più. (M.Pr) |
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