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Discarica a Gavonata
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Acqui Terme. Brutto momento per le casse del Comune. Su palazzo Levi, infatti, si aggirerebbe l'apparizione di una recentissima ingiunzione di pagamento proveniente dal Tribunale di Alessandria per un esborso plurimilionario in euro e quadrimiliardario se calcolato in vecchie lire.
Si tratta esattamente di 2.061.411,37 euro pari al 47,86% rispetto ai 4.307.169,60 euro derivati da un credito vantato e richiesto dalla Ferrere Attilio Costruzioni Spa verso il Carsu (Consorzio tra comuni dell'acquese rifiuti solidi urbani) a titolo di risarcimento per la mancata realizzazione del biodigestore che doveva sorgere in regione Barbato e della discarica prevista a Gavonata di Cassine. Si tratterebbe, anche in caso di una eventuale transazione, di un vero e proprio salasso per la città termale. È di poche settimane fa la notizia che il Comune è stato condannato a pagare 400 mila euro circa, poco meno di ottocento milioni di vecchie lire, ai proprietari dell'area in cui è stato costruito il parcheggio di via Malacarne. Senza parlare dell'indebitamento, pure lì apparentemente milionario, contratto con gli swap. La recente ingiunzione di pagamento plurimiliardaria comprenderebbe una ricaduta a pioggia su 26 Comuni dell'Acquese facenti parte del Carsu, quindi responsabili in via solidale con il consorzio in proporzione delle proprie quote di appartenenza. Le somme richiesteFra parentesi l'importo in euro e la percentuale della quota di partecipazione
Per i Comuni della Comunità montana:
Il Comune di Montechiaro d'Acqui (59.008,22 - 1,3%) aveva chiesto di pagare con dilazione. |
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