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La "Valle del sole" muove i primi passi

 
Monastero Bormida. Che cos'è la "Valle del Sole?" Per qualcuno è un'utopia, per altri uno slogan di facile effetto, per altri ancora un inutile assembramento di idee e di progetti. Ma per tanti altri la "Valle del Sole" è un punto di partenza, dopo i decenni di inquinamento operati dall'Acna di Cengio, per un risanamento efficace e per un inizio di rinascita dell'intera Valle Bormida, rinascita compatibile con l'ambiente ma attenta anche a una crescita positiva dell'economia, del turismo, dell'artigianato di qualità, con un occhio particolare rivolto alle nuove sfide delle energie alternative e con l'obiettivo finale di ottenere la prestigiosa certificazione ISO14000 che sancirà il definitivo riscatto ambientale e umano dell'intero territorio.
L'arch. Dino Barrera, presidente dell'Osservatorio della Valle Bormida istituito dal Ministero dell'Ambiente per la gestione del risanamento, lo ha spiegato a chiare lettere nell'incontro pubblico tenutosi nel castello di Monastero sabato 5 luglio, alla presenza degli assessori regionali Artesio e Conti, dei presidenti delle Comunità Montane Nani (Suol d'Aleramo), Primosig (Langa Astigiana), Pregliasco (Langa delle Valli), di decine di Sindaci e Amministratori e di numerosi rappresentanti delle Associazioni per la tutela del territorio, che tanto ruolo hanno avuto nei periodi difficili della lotta popolare contro l'Acna di Cengio.
Dopo gli anni della valle della morte, ora la chiusura dell'Acna, i buoni risultati della messa in sicurezza del sito ligure e gli sforzi di valorizzazione ambientale e turistica della Valle piemontese sono le premesse per poter fare di più, per far sì che i paesi della valle diventino finalmente, per la prima volta, artefici del proprio sviluppo e gestori effettivi delle risorse che lo Stato mette a disposizione.
Risorse che, visti i tempi, non sono briciole, in quanto i 23 milioni di euro destinati al risanamento ambientale della Valle Bormida (altri fondi potranno poi aggiungersi per il risarcimento dei danni causati in oltre cent'anni di veleno) possono rappresentare, se ben gestiti, una importante base sulla quale attivare altri finanziamenti, partecipando ai bandi regionali ed europei e innescando un meccanismo virtuoso finalizzato all'incrementare le disponibilità finanziarie per attivare progetti su più vasta scala, coinvolgendo anche i Comuni limitrofi alla Valle Bormida, toccati più marginalmente dai danni dell'inquinamento ma indispensabili per un ragionamento ampio e per una progettazione su scala subregionale.
L'Osservatorio per la Valle Bormida, pur nelle croniche ristrettezze di tempi e di mezzi, con una serie di incontri tra Amministratori e Associazioni di Valle, ha impostato dunque questo progetto di sviluppo complessivo del territorio (pubblicato e distribuito sotto forma di Quaderno dell'Osservatorio nell'incontro di Monastero), che è stato sottoscritto da 45 Sindaci e da una decina di Associazioni e che è stato inviato alla Regione Piemonte per una valutazione di merito finalizzata al finanziamento, dal momento che proprio la Regione è la destinataria delle varie tranches di contributo statale e alla Regione spetta l'ultima parola sulle modalità di assegnazione.
Proprio per questo sono state molto gradite la presenza e le positive risposte dei due assessori regionali Artesio e Conti, preludio - si spera - a una riunione ufficiale della Giunta regionale in Valle Bormida, come chiesto a gran voce da molti intervenuti al dibattito. Sarà infatti la Regione Piemonte che dovrà valutare il lavoro coordinato dall'Osservatorio e nato "dal basso", dal territorio, facendolo suo, finanziandone le linee di intervento (che spaziano dalla tutela ambientale al rilancio delle attività economiche, dallo sviluppo dell'artigianato e del turismo alla incentivazione delle fonti di energia rinnovabili) e dando ai Comuni capofila dei vari progetti la sicurezza degli impegni di spesa per poter partire con le singole iniziative.
Questo concetto fondamentale della necessità di una presa di posizione forte da parte della Regione Piemonte è stata espressa nei vari interventi che si sono succeduti nella mattinata, sia da parte del sindaco di Monastero Bormida, Luigi Gallareto, sia da parte di Gianfranco Torelli e di Maurizio Manfredi, rappresentanti della Provincia di Asti e delle Associazioni nell'ambito dell'Osservatorio.
Tutti gli intervenuti hanno ribadito che il progetto della "Valle del Sole" può essere senz'altro suscettibile di modifiche e miglioramenti, ma che di esso occorre salvaguardare almeno due concetti fondamentali. Innanzi tutto esso rappresenta il primo tentativo della Valle Bormida di gestire in proprio le risorse per lo sviluppo locale, non semplicemente aspettando il contributo pubblico "a pioggia" ma individuando linee di intervento, filiere di promozione e aree omogenee di azione. In secondo luogo per la prima volta passa il principio secondo il quale queste risorse serviranno per attivare altri finanziamenti, altre domande di intervento, innescando un processo di moltiplicazione dei fondi disponibili e quindi di incremento delle realizzazioni.
In una realtà assai individualista e campanilista come la Valle Bormida far passare questi princìpi non è certo facile e non sono mancate le voci fuori del coro, prima fra tutte quella del sindaco di Saliceto Pregliasco, che ha letto un comunicato contrario al progetto "Valle del Sole", sottoscritto da vari Sindaci dell'alta valle (alcuni dei quali, a dire il vero, sono anche stati sottoscrittori del progetto stesso, cimentandosi così in una acrobazia diplomatica che molti hanno stentato a capire).
La volontà comune è in ogni caso quella di analizzare gli elementi di critica costruttiva e di migliorare ulteriormente il progetto, soprattutto nella fase di vaglio e di approvazione da parte della Regione Piemonte, che sia in linea generale sia su alcuni specifici progetti (come la Casa della Salute di Cortemilia) ha già dato sufficienti e positive rassicurazioni.
L'incontro di Monastero è stato dunque un punto di passaggio importante per la vicenda della Valle Bormida, sospesa tra memoria e futuro, tra necessità di uscir fuori in modo definitivo dal pericolo ambientale e opportunità di gestire secondo un progetto proprio i fondi della rinascita.
I numerosi e appassionati interventi del pubblico presente hanno dimostrato alle autorità regionali che la Valle Bormida è viva e attenta, conosce piani, leggi e progetti che la riguardano e vigilerà sulla corretta attuazione dei programmi, offrendo la massima collaborazione e compartecipazione alla fase di stesura definitiva dei programmi di intervento, con l'auspicio che almeno questa volta vengano ascoltate le istanze di quella popolazione che in passato è stata unica e sola protagonista delle fasi più vivaci e calde della lotta.

 

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