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La grande umidità riduce la quantità dell'uva |
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Carpeneto. Tira una brutta aria per la vendemmia di quest'anno, almeno per certe zone.
La tanta, troppa, acqua piovuta dal cielo per tutto maggio e la prima metà di giugno, ha fatto sì che nei vigneti della zona di Ovada si diffondessero diverse malattie della vite. A cominciare dalla peronospora. Sempre temuta dagli agricoltori e mai debellata definitivamente. Infatti anche in questo periodo la "campana dell'acqua" (divenuta una sirena) continua a suonare, per avvertire il settore vitivinicolo dell necessità di irrorare le viti con il verderame. Dice Mario Camera, piccolo viticoltore col fratello Andrea di un appezzamento a Mongiardino di Tagliolo: "E' sconsolante quello che vediamo ora nella vigna. Gran parte dei piccoli grappoli pendenti dalle viti sono già caduti a terra, per l'acqua del periodo scorso. Ad una prima ed approssimativa stima, potremo raccogliere più o meno il 30% del totale dell'uva potenzialmente prodotta. Un vero disastro nella quantità e nella qualità dell'uva. Ho anche sentito colleghi oltre Tagliolo, sino a Bosio, ed anche loro lamentano la stessa situazione, molto negativa." Fa una valutazione diversa Italo Danielli, viticoltore di Cremolino: "La situazione non è bella, si è persa un po' d'uva proprio nella fioritura. Per l'attacco della peronospora e la grande umidità seguita alla tanta pioggia caduta a maggio/giugno. Umidità che perdura tuttora, nonostante il sole ed il bel tempo. Ne hanno sofferto specie le viti più giovani. Per la qualità dell'uva, dipende dal tempo: se è asciutto e caldo a luglio, e poi si attenua, si può avere una buona maturazione del grappolo e la qualità degli acini è salva. Speriamo in un tempo ottimale per l'uva sino a settembre, quando inizierà la vendemmia 2008, che non dovrebbe ritardare. Comunque, come quantità del prodotto, possiamo essere ad un 30% circa sotto il potenziale effettivo. I terreni più umidi e più vigorosi, e quelli esposti verso il basso, hanno sofferto di più. Quelli in alto hanno invece tenuto. Nelle mie vigne ha sofferto di più il barbera, caduto a terra notevolmente." Da Carpeneto, Mirco Ottria che, col padre Renzino, lo zio Rino ed il cugino Diego conduce l'azienda "La Magnona", dice: "Del clima di maggio/giugno hanno sofferto soprattutto le terre bianche, quelle più umide. Molto meno i terreni rossi più solatii dove la produzione di uva è comunque buona. Si nota minor sofferenza nei vigneti lavorati di meno mentre dove la mano è stata più continua e pesante si può verificare senz'altro una minor produzione d'uva. Ed a soffrire è stato più il barbera del dolcetto. Della produzione di quest'ultimo siamo ad oggi abbastanza soddisfatti e prevediamo quindi una sua vendemmia positiva." (E.S.) |
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