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Azienda (di Masone?)
salverà la ex Merlo

 
Acqui Terme. Per i 60 dipendenti dell'ex caseificio Merlo di Terzo, arriva una notizia, che salvo i necessari scongiuri, dovrebbe essere tranquillizante per la continuità di un posto di lavoro. Si tratta di un'intesa, firmata al Ministero del Lavoro, che pone fine alla vertenza sorta intorno al piano di tagli presentato dalla Granarolo lo scorso febbraio. Infatti, sulla ex Merlo, anche grazie ad una partecipazione diretta della Regione Piemonte, si lavorerà invece per garantire continuità produttiva ed occupazionale con l'intervento di un soggetto operante nella stessa filiera, al quale sarà ceduto il marchio. L'intesa prevede, per la Granarolo, un programma d'investimenti pari a 35 milioni di euro "finalizzato a creare le condizioni di un consolidamento del gruppo ed il ripristino di una capacità competitiva fondata sulla qualità, la salubrità degli alimenti attraverso la certificazione della filiera, investimenti sul fronte commerciale, la valorizzazione dei prodotti e una diversificazione fondata su innovazioni di prodotto". Da parte dei sindacati Flai-Cgil, si parla di un "cauto ottimismo, della positività della cessione, ma prima bisogna aspettare di valutare il piano industriale ed attendere l'incontro in programma con la Granarolo e con l'altro soggetto che dovrebbe subentrare".
Si parla di un'azienda del settore che avrebbe una sede a Masone. La Granarolo, il 3 ottobre del 2007, aveva comunicato l'intenzione di chiudere la Centrale del Latte di Rimini e l'intenzione di cedere l'ex Merlo, non tenendo conto del piano industriale che aveva presentato al momento dell'acquisizione dalla Yomo. Giovedì 13 ottobre gli operai avevano presidiato i cancelli della fabbrica, tutto il Gruppo Granarolo era in sciopero. Nello stabilimento di Terzo, regione Domini, una sessantina di dipendenti temevano per il posto di lavoro. Si trattava di altrettante famiglie interessate a conoscere il loro futuro, soprattutto di Acqui Terme e dell'Acquese, che potevano trovarsi mancanti di una retribuzione. In quell'occasione veniva puntualizzato che il marchio dell'ex caseificio Merlo doveva rimanere ad Acqui Terme, così come l'attività di produzione di formaggi, essendo un'azienda che da sempre è stata raffigurata come fiore all'occhiello della nostra zona.

 

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