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Pediatria non chiude parola di direttore

 
Acqui Terme. Considerato che, storicamente, quando la Regione Piemonte, attraverso l'Asl ed i suoi amministratori intende annullare qualche servizio, dipartimento ospedaliero o diminuire dipendenti, la scure si abbatte in prima istanza immediatamente sulla sanità acquese, logico pensare al peggio quando in città si è sparsa la voce della chiusura di notte del Reparto di pediatria dell'ospedale di Acqui Terme. Tanti i commenti dell'opinione pubblica, che non hanno risparmiato in senso negativo amministratori dell'Asl.Al assieme a funzionari ideatori del progetto, ma anche a politici, che non si oppongono quando la sanità della città termale viene coinvolta in propositi negativi.
L'espressione meno maligna è stata: "Ci risiamo", ma anche la richiesta: "Ma in che mani siamo? Chi è il "pensatore" in negativo verso le nostre strutture ospedaliere? Quando mai verrà allontanato chi non ci ama?". Poi, se non in senso completo, una schiarita. Un mini dietro front. Infatti a seguito della notizia che la pediatria, con un provvedimento inaspettato, avrebbe chiuso i battenti nella fascia notturna e alla levata di scudi da parte dell'opinione pubblica, ecco la convocazione di una conferenza stampa, convocata verso le 15 di lunedì 21 luglio nella sala della giunta di palazzo Levi. Una riunione con i giornalisti per chiarire la situazione da parte del direttore generale dell'Asl.Al, l'avvocato Gian Paolo Zanetta, presenti il sindaco Danilo Rapetti, il dottor Poretto direttore del Distretto di Acqui Terme, la responsabile dei Servizi infermieristi a livello provinciale della Asl, Maria Elisena Forcati e il responsabile dei Servizi infermieristici dell'ospedale di Acqui Terme, Pier Franco Servetti.
Da segnalare la disponibilità del direttore Zanetta per discutere e cercare di risolvere problemi della sanità dell'Acquese. Poi l'assicurazione da parte del Direttore generale che la pediatria non smobilita, non cambierà nulla, non ci saranno disservizi nell'assistenza pediatrica d'urgenza "si tratta soltanto di un modello organizzativo già sperimentato nel 2007, che prevede il mantenimento degli attuali standard assistenziali e quindi per le cure urgenti ci si potrà rivolgere al pronto soccorso dell'ospedale dove, in via preferenziale verrà attivato il medico reperibile, che deciderà se tenere il bambino in osservazione o trasferirlo in altra struttura". I dati analizzati nella sperimentazione dello scorso anno non avrebbero evidenziato chiamate d'urgenza assistenziale nella struttura di pediatria e il personale avrebbe garantito una continuità dell'assistenza. Quindi la dichiarazione che per Pediatria l'orario notturno (22-7), che prevede la presenza fissa di tre figure professionali nella sezione Neonatale, Ostetricia e Ginecologia, oltre ad un infermiere immediatamente reperibile per eventuali chiamate notturne, farebbe parte della sperimentazione già in atto da un anno finalizzata alla razionalizzazione delle risorse infermieristiche. Sentendo parlare di proposte di "razionalizzazione" viene da commentare che si discute come se si trattasse di dover intervenire su un'officina o un municipio, senza avere però a che fare con la salute della gente. Tornando alla Pediatria, se durante la notte un bambino venisse portato in ospedale, sarebbe disponibile un quarto infermiere unitamente al pediatra reperibile che, esaminate le condizioni del paziente, deciderà se trattenerlo o trasferirlo in altro ospedale. Il direttore Zanetta ha fornito anche rassicurazioni per Cardiologia e Urologia. (C.R.)

Riguardano gli operatori socio-sanitari
i tagli del personale nel riordino dell'Asl Al

Acqui Terme. Ci scrive un gruppo di operatori socio sanitari: "Con questa lettera aperta vorremmo richiamare l'attenzione a tutti i lettori sulla preoccupante situazione che sta interessando noi personalmente e che si ripercuoterà senz'altro sui nostri colleghi e, soprattutto, sui pazienti dell'ospedale di Acqui Terme.
Chi scrive è un gruppo di operatori socio-sanitari (OSS), dipendenti di Obiettivo Lavoro, un'agenzia interinale, impiegati presso l'ospedale cittadino.
I recenti tagli del personale previsti dal piano di riordino 2008 dell'Asl-AL comportano il dimezzamento, da diciotto a nove, di noi operatori entro il 31 agosto e la graduale sostituzione dei nove restanti, entro il 31 dicembre, con personale dipendente dell'Asl.
Questa improvvisa decisione ci è piombata addosso come una vera e propria doccia fredda, dopo anni di servizio presso l'ospedale cittadino, durante i quali abbiamo elevato la nostra professionalità, ci siamo integrati con il personale Asl, abbiamo familiarizzato con l'ambiente lavorativo ed abbiamo sempre riscosso la fiducia di pazienti e colleghi.
Ora, dopo questa lunga esperienza, l'amministrazione che si è avvalsa della nostra collaborazione decide di punto in bianco di cancellare metà di noi con un tratto di penna in piena estate e il restante entro l'anno.
Quali sono le politiche di stabilizzazione promesse? Dove è l'eguaglianza tra i lavoratori? Ma soprattutto: il taglio significa che la presenza di metà di noi era inutile o che i pazienti da settembre in poi si accorgeranno della nostra mancanza? E quale sarà la strategia dell'amministrazione per rispondere al bisogno di salute dei cittadini? Eliminare altro personale? È su di noi, lavoratori da 1000 euro al mese, che si deve risparmiare? Noi che ci occupiamo della cura diretta del paziente?
A tutte queste domande la risposta non è arrivata. E allora lo chiediamo a voi lettori e cittadini, vi chiediamo se questa nostra vicenda si inserisce in un panorama più ampio, un orizzonte piuttosto buio per la nostra sanità locale. Noi abbiamo qualche dubbio. Grazie dell'attenzione".
Per diciotto OSS (segue una firma)

Una lettera dei pazienti

In vista del rinnovo del personale dialisi

Acqui Terme. Riceviamo e pubblichiamo:
"Gentile direttore, ci rivolgiamo a lei per le voci persistenti e fondate che abbiamo captato nei corridoi dell'ospedale di Acqui Terme, relativi al rinnovamento proposto per il reparto Dialisi, di cui siamo pazienti, e che sembra interessare l'intero organico sanitario.
Questa nostra è per sottoporre alla cortese attenzione dei cittadini quelle che sono le impressioni e le valutazioni dei pazienti, primi fruitori dei servizi e primi a sottostare, senza mai essere presi in considerazione, ai cambiamenti degli stessi. Le affezioni di cui soffriamo di impongono, per vivere, cicli continui e frequenti di dialisi, che sicuramente hanno modificato la nostra vita e le nostre abitudini, ma che nel contempo ci permettono di trovare la forza umana trasmessaci dal personale operativo nel nosocomio acquese.
È importante per i pazienti, e crediamo anche per l'azienda sanitaria, sapere che chi si occupa di procedure tanto delicate sia, oltre che professionalmente, anche umanamente all'altezza di rendere più leggere le cure cui veniamo sottoposti.
Purtroppo ci siamo resi conto che sono in atto alcuni cambiamenti e questo, proprio per quel rapporto umano che la dialisi ci ha permesso di stringere con il personale con cui siamo a contatto, ci ha molto spaventati sia nelle vesti di pazienti, sia come persone.
Allora ci chiediamo se siano valide le motivazioni che stanno imponendo queste variazioni, se sia davvero necessario perdere personale formato, conosciuto e in grado di alleviare, nei limiti, la gravosità della situazione di noi degenti.
Siamo amareggiati e speriamo possano i Dirigenti e Rappresentanti della Amministrazione sanitaria acquese tenere in giusta considerazione le nostre impressioni e le nostre perplessità riguardanti le vere motivazioni di questo "rinnovamento", perchè le persone che attualmente operano nel reparto Dialisi sono ormai parte della nostra quotidianità e ci permettono di non sentirci solamente un numero di tesserino sanitario.
Ci auguriamo che queste poche righe rendano esplicitamente la nostra necessità di equilibrio che finalmente, dopo tante difficoltà, siamo riusciti a trovare nei servizi svolti dalle nostre care "amiche".
Ringraziando per la cortese attenzione con cui avete voluto leggere questa nostra, invitiamo tutti a riflettere sull'importanza delle piccole cose.
I pazienti della Dialisi di Acqui Terme".

Un impegno del direttore generale
per gli operatori sanitari

Acqui Terme. Ci scrivono i sindacati medici dell'ospedale acquese: "I sindacati Medici del P.O. Acqui Terme, in seguito alla riunione sindacale tenutasi a Casale il 27 luglio sulla discussione dell'atto aziendale, comunicano la disponibilità del Direttore Generale a rivedere la futura organizzazione dei servizi e dei reparti del suddetto presidio fortemente penalizzati nella prima stesura che attualmente si trova in Regione.
Il particolare il Direttore Generale si è impegnato a dare agli Operatori sanitari e agli utenti che accedono al nostro nosocomio, la stessa dignità degli Operatori sanitari e utenza degli altri Ospedali Asl-AL".
ANAAO - ASSOMED - CIMO - AROOI

 

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