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Paolo Sorrentino e Vauro
sono i "matti" 2008 in casa Scrimaglio

 
Nizza Monferrato. Con l'estate ritornano anche i "Matti" ma, potremmo scherzare, non è per colpa del caldo che notoriamente "dà alla testa".
Il Matto è una carta dei tarocchi, una delle più celebri e rappresentative; è anche un aggettivo, ma di quelli che, giureremmo, negli ultimi anni hanno avuto uno slittamento di significato.
Perché se l'esclusione dalla comunità e i sintomi di follia, vera o presunta, hanno molti modi per essere definiti, più o meno politically correct, tra questi di sicuro "matto" come attributo è uno dei meno negativi, anzi quasi complice.
Se ci si riferisce ai personaggi letterari e a un "matto" si pensa probabilmente a Don Chisciotte della Mancia, che sano di mente non era certo, ma a causa del suo idealismo eccessivo; come "matto", nell'accezione che si usa sempre più spesso di recente, è una parola che piaceva parecchio allo scrittore simbolo della beat generation Jack Kerouac.
Nizza da ormai alcuni anni ha il suo momento deputato a insignire celebrità con il titolo di "matti", e costoro non si offendono di certo, partecipano con piacere alla premiazione ed entrano a far parte di un palmarès di anno in anno più ricco.
D'altro canto, dobbiamo dire che dietro all'iniziativa c'è una nota famiglia nicese di produttori vinicoli, gli Scrimaglio, che per qualità e passione nel lavoro non si risparmiano di certo.
Al punto da scegliere di dare a un loro vino il nome della carta dei tarocchi citata, e in seguito dedicarvi un intero premio riservato a personalità della cultura e della società civile che, proprio da definizione, si siano distinte per genio e sregolatezza, al punto di essere "presi per matti".
L'iniziativa ha un significato particolare da quando a presiedere la giuria che assegna il premio c'è nientemeno che Oliviero Beha, illustre giornalista di recente tra le fila di quella sorta di "resistenza culturale" formatasi negli ultimi tempi nell'Italia sempre più dominata da una televisione denunciata come voce unanime di una classe politica percepita sempre più come una "casta intoccabile", come nel saggio bestseller di Stella e Rizzo.
Ecco quindi nelle scorse edizioni la designazione di Matti per il giornalista Marco Travaglio - celebre proprio per le sue inchieste invise al mondo politico - e il pm di "Vallettopoli" Henry John Woodcock.
Non fa eccezione il 2008, che nel quintetto di insigniti del premio vede fare capolino il vignettista Vauro, acuta e feroce voce "fuori dal coro" che con i suoi disegni conclude le puntate della trasmissione Annozero di Michele Santoro, e il regista Paolo Sorrentino, che oltre a essere un autore di talento si è distinto nell'ultima stagione per il film Il divo, che si ispira alle vicende di una delle figure più emblematiche e longeve della politica italiana, Giulio Andreotti.
Insieme a loro sul podio il direttore di Style Carlo Montanaro, il presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese e il chirurgo Domenico Scopelliti.
Così sabato 19 luglio come da tradizione ha visto i Giardini Crova nicesi popolarsi di queste illustri figure, per il loro discorso pubblico con la famiglia Scrimaglio in qualità di anfitrioni.
Con il sottofondo di musica dixieland si poteva gustare l'aperitivo, a base di vini naturalmente di casa Scrimaglio, mentre la premiazione si è svolta in seguito, durante la cena a invito. (F.G.)

 

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