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Si contano i danni nelle zone colpite dalla grandine

 
Ovada. Nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 luglio la grandine ha fatto "presenza" su quasi tutto il territorio della provincia di Alessandria.
"Siamo particolarmente preoccupati - sottolinea Carlo Ricagni, presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori - per i danni che già si possono considerare ingenti. Tra qualche settimana potremo quantificare al meglio, solo con il proseguo dello sviluppo vegetativo delle colture, quale è il vero danno anche se per certe colture come le orticole, il pomodoro da industria e il pisello, questo danno sembra irreparabile, con produzioni difficilmente recuperabili anche in parte. Un fatto è però da sottolineare con forza: i danni da grandine alla vite vanno a sommarsi ai danni procurati dagli eccessi di pioggia dei mesi scorsi, con un conseguente incremento di costi aggiuntivi che i produttori dovranno sostenere per garantire la sanità del prodotto rimasto".
Particolarmente colpite le zone di Ovada, Casale e Tortona, in parte l'Alessandrino e solo marginalmente l'Acquese e il Novese.
Nel Casalese, il più colpito, i danni sono molto elevati, in particolare nei vigneti, con segnalazioni che raggiungono una perdita di prodotto tra il 50 e il 70%, con punte che raggiungono anche il 100%. Inoltre la grandine accompagnata dal vento ha causato ingenti danni alla struttura dei vigneti con pali spezzati ed interi filari coricati a terra.
Altrettanto corposa l'azione grandinigena nella zona di Ovada. Il centro zona, Rocca Grimalda, Molare, Lerma, Tagliolo, Carpeneto ed in parte Cremolino sono, ad oggi, i Comuni più colpiti dove mediamente si stima un danno tra il 20 e il 30%, con la presenza di punte anche più elevate. Naturalmente il settore più colpito è quello viticolo.
Il Tortonese risulta interessato dai danni nella pianura che lo collega con Alessandria fino ai confini con Castelnuovo Scrivia. I danni principali interessano le colture orticole, specie i meloni e i pomodori da industria; sul mais qualche danno viene evidenziato. Nell'area di Garbagna ad essere colpite sono state le produzioni frutticole.
Per la zona di Alessandria, danni al pomodoro da industria, orticole e mais.
Marginalmente colpite la zone dell'Acquese e del Novese dove non si segnalano particolari danni.
"Ci siamo subito attivati - dice il direttore provinciale della C.I.A. Giuseppe Botto - affinché venga riconosciuto lo stato di calamità naturale. Bisogna, però, ricordare che tutte le colture colpite dal fenomeno della notte tra il 13 e 14 luglio rientrano tra quelle assicurabili e, pertanto, risulterà difficile un loro inserimento tra quelle ammesse al contributo a fondo perduto. Le strutture danneggiate, invece, se, come auspichiamo, verrà riconosciuto lo stato di calamità naturale, potranno beneficiare di eventuali aiuti.
In un momento così delicato dove a rischio c'è il reddito di molte imprese, ci pare necessario segnalare come l'assicurazione, sia contro la grandine sia quella multirischi, debba diventare sempre più una buona pratica nella gestione della propria azienda.
Visti i mutamenti climatici, che ci portano ad eccessi di ogni genere con conseguente riduzione delle nostre produzioni".

 

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