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Cordoglio per la morte di Marco Somaglia

 
Acqui Terme. In un clima di grande commozione, alle 16.30 di lunedì 18 agosto si sono svolti i funerali di Marco Somaglia, il giovane di 16 anni deceduto precipitando per 150 metri dalla Rocca Provenzale, in Valle Maira.
Una tragedia che si è consumata sotto gli occhi del padre. La chiesa di San Francesco, dove è stata celebrata la cerimonia funebre, era stracolma di gente, molti sono stati costretti ad attendere fuori. La bara era coperta di fiori bianchi, di corone.
C'era anche la sciarpa della Juventus, squadra di cui Marco era tifoso. Una folla di amici, genitori, parenti e conoscenti hanno voluto porgere l'ultimo saluto a Marco, la cui tragica morte ha scosso la comunità acquese. C'erano i compagni di scuola, della 5ªB del ginnasio-liceo classico "Saracco", che il giovane aveva appena finito di frequentare e, alla riapertura delle scuole avrebbe iniziato a frequentare la prima liceo.
Nell'omelia, il parroco don Franco Cresto, ha ricordato il carissimo Marco ed espresso tutto quello che la comunità avrebbe voluto dire a Marco per l'ultima volta. Don Cresto ha anche sottolineato il sorriso schietto e sincero, la voglia di vivere che aveva il giovane. Marco viene anche ricordato da chi lo ha conosciuto come un esempio di bontà, di onestà e di amore per la vita. La notizia della sua morte si era diffusa in un baleno nel tardo pomeriggio del ferragosto. Il padre Bruno è geometra, con studio professionale in via Garibaldi. La madre, Silvia Trucco, da decenni è funzionaria dell'Ufficio tecnico comunale. Una famiglia da tutti conosciuta e stimata. Marco, sempre sorridente, con cognizioni artistico-musicali, aveva recentemente frequentato un corso d'inglese a Dublino.
L'incidente è avvenuto verso le 14 di venerdì 15 agosto, in una delle cime delle Alpi Cozie, sulla Rocca Provenzale, Era salito con il padre, Bruno, a 2400 metri di quota. Stava rientrando attraverso la via normale e precedeva il genitore. Ad un certo punto è scivolato su alcuni cespugli di licheni bagnati dalla pioggia caduta durante la notte. Il giovane è cascato e quindi precipitato in un burrone di 150 metri circa di altezza. Dato l'allarme, dall'aeroporto di Levaldigi è immediatamente arrivato un elicottero del 118, oltre ad una squadra del Soccorso alpino di Dronero. Quando Marco è stato raggiunto da un medico fatto scendere con un verricello, per il giovane non c'era più nulla da fare. Era deceduto a seguito degli urti contro il terreno roccioso. La salma, recuperata dall'elisoccorso è stata portata nella camera mortuaria dell'ospedale di Stroppo. (red. acq.)

 

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