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Affitto ex tribunale di Acqui Terme:
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Acqui Terme. Nessun imprenditore ha manifestato interesse a stipulare un contratto con il Comune per ottenere in affitto l'edificio ex sede del tribunale. La situazione ha costretto l'amministrazione comunale a ritentare nel riproporre un nuovo bando con scadenza dei termini, per eventuali partecipanti interessati a presentare offerte, previsti il 30 settembre.
L'immobile, centralissimo, è prestigioso, e non solamente per la sua attività svolta nel passato e per il suo valore storico. Il compendio sta particolarmente a cuore agli acquesi, ma per l'amministrazione comunale si era aperta una discussione sulla sua destinazione. Poi l'annuncio di bandire una gara per l'affitto dei due edifici, per un totale di 3.437 metri quadri disposti su tre piani che si affacciano su via Saracco, piazza Bollente e corso Italia. L'offerta base fissata per l'affitto annuo non potrà essere al di sotto di 200 mila euro, da versare in tre rate trimestrali anticipate. L'affittuario dovrà prestare una cauzione con polizza fideiussoria. Le spese per l'adeguamento dei locali, quelle per le opere necessarie al suo riutilizzo e quelle per la manutenzione saranno a carico del locatore. Il contratto di affitto sarebbe trentennale. L'amministrazione comunale si riserva di valutare le proposte di destinazione d'uso dell'edificio, tra le ipotizzate c'è quella di tipo commerciale, senza escludere l'uso nel settore alberghiero o di tipo residenziale. Non sarebbe da escludere l'impiego di una parte dell'immobile a livello commerciale con la creazione di negozi, quindi uffici, studi professionali ecc. Uno dei motivi dell'importanza dell'edificio va ricercata proprio nella sua posizione, unica e strategica. Per comprendere appieno l'attualità e il potenziale di fruizione di questo edificio è anche opportuno rifarsi attentamente alla vicenda storico-progettuale che ha caratterizzato questa porzione di città e che ha visto protagonisti importanti ingegneri, da Cerruti a Leale. Venne costruito, dopo la realizzazione nel 1875 dell'edicola della Bollente, come "palazzo d'assise", ma proiettato verso la riformulazione dell'immagine e dei servizi della città termale, luogo di un'incisiva ristrutturazione urbanistica, promossa ancora una volta dal sindaco e senatore Giuseppe Saracco. (C.R.) |
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