Acqui Terme. Nessuna crisi, almeno apparente, nella maggioranza acquese.
Questo il risultato della lunga seduta consiliare iniziata nella sera di lunedì 29 settembre. Anche se non tutti i voti della maggioranza sono stati allineati nel dire "sì" (qualche astensione ci sta sempre), le parole del sindaco hanno avuto più di un conforto dai consiglieri che lo sostengono.
Il resto (rimandando alla cronaca in altra parte del giornale) si può condensare in una strenua opposizione, non sempre lucidissima in alcuni, più precisa in altri, che avrebbe meritato ben più tempo a disposizione di quello che era stato dato.
Sulle sei ore impiegate per consumare il "rito consiliare" un paio di ore sono state dedicate alla valorizzazione degli immobili comunali, ovvero alla vendita della ex area Merlo, ovvero ai problemi collegati con la costruzione dell'edificio che dovrà prima o poi ospitare la scuola media.
Una nuova area (a cavallo di via Rosselli, nei pressi del cimitero degli Ebrei) è stata indicata.
Un'ora circa se ne è andata per gli equilibri di bilancio con polemiche sempre accese sui concerti estivi, sugli swap e soprattutto sulle vendite dei gioielli di famiglia non per investimenti ma per far quadrare i conti delle spese.
Un'altra ora, poi, per il progetto di recupero dell'area dell'ex Ricreatorio, con le paure degli abitanti di via Nizza che hanno chiesto un referendum per mantenere l'identità tradizionale del vecchio Ricre, contro ipotesi "poco chiare" di accoglienza e ospitalità.
Sul problema da registrare la richiesta da parte di quasi tutta l'opposizione di rinvio del punto per "definire meglio in convenzione quali saranno le aree pubbliche e per concordare con la diocesi le modalità di gestione delle stesse" (PD) o per approntare un altro progetto (Lista Bosio). Anche da qualcuno della maggioranza si è chiesto che il cortile del Ricre non faccia la fine del Garibaldi.
La questione è stata risolta dal sindaco che ha fatto capire che una richiesta univoca di Vescovo e parroci non può essere rifiutata e che il progetto viene ammesso come prima lettura in attesa della seconda lettura con le opportune modifiche. Un'altra ora poi è stata impiegata con il caso anomalo della costruzione che doveva sorgere al posto del Palaorto, ma che è stata stoppata dai ritrovamenti di abbondanti e singolari (il sindaco: "un Colosseo, una mezza Pompei") reperti archeologici. L'amministrazione comunale per mettersi al sicuro da richieste di rimborsi onerosi ha previsto una specie di compensazione, con la concessione di superficie, in altra parte della città, equivalente a quella persa e la possibilità di alzarsi di un piano. Un precedente che segna l'inizio di una nuova epoca per tutti quelli che costruendo troveranno reperti archeologici. Un tour de force eccessivo che non ha permesso sicuramente di esaminare con la dovuta calma i vari punti e che ha prodotto anche qualche piccolo scontro con intemperanze verbali tra sindaco e Ferraris e qualche segno di stanchezza in più di un consigliere, molti dei quali hanno abbandonato l'aula prima del termine. Ma erano dell'opposizione e questo alla maggioranza che stila l'ordine del giorno non interessa gran che. Anzi. (M.P.)
La cronaca del consiglio comunale
Acqui Terme. L'ultima seduta consiliare acquese si è svolta a cavallo tra lunedì 29 e martedì 30 settembre. Il tempo è stato quasi equamente distribuito tra i due giorni: circa 3 ore per il lunedì (dalle 21,25 alle 24), tre ore e mezza al martedì (dalle 24 alle 3,38).
Una lunga maratona verbale su tanti punti (11), quasi tutti di un "peso" notevole.
L'appello alle 21.25, unica assente giustificata Emilia Garbarino del Pd.
Si inizia con il saluto-commiato alla città da parte del capitano dei carabinieri Francesco Bianco, trasferito a Savona. Rammarico per la perdita che subisce la città, ma complimenti per l'avanzamento di carriera da parte del sindaco che ha consegnato una targa ricordo all'ufficiale, il quale ha simpaticamente commentato "lavorare qui è stato semplice e facile, la città mi ha arricchito e, come diceva mons. Galliano "me ne vado un po' sgaientò"".
Si passa all'ordine del giorno. Borgatta lamenta ancora una volta l'eccessivo numero dei punti in discussione, ricordando che "il buon funzionamento non è atto di cortesia, ma dovere costituzionale" e proponendo il rinvio di tutti i punti non necessari. Il presidente dell'assemblea, Mirko Pizzorni, annuncia che nel 2009 ci saranno sedute consiliari a cadenza bimestrale.
Il consigliere indipendente Allara chiede l'anticipo del punto (6) sul piano di recupero dell'area Ricreatorio al punto 2, vista la presenza di abitanti in via Nizza. Viene concessa l'anticipazione del punto 6 prima del punto 5.
Dopo l'approvazione del verbale della seduta precedente, il secondo punto ha per oggetto le variazioni al bilancio di previsione 2008, al bilancio pluriennale e alla relazione previsionale e programmatica del triennio 2008/2010.
L'assessore Bruno annuncia che contro "sussurri e parole" è presente lui non solo per illustrare ma per rispondere. Quindi passa in rassegna la situazione economica "un po' difficile" per la mancata vendita degli immobili. Si è sopperito con l'accensione di mutui. L'opposizione (Borgatta, Cavallero) è stupita che l'amministrazione abbia contratto altri mutui dopo tante dichiarazioni che indicavano tale via non più percorribile, portando ad esempio il caso della scuola media. Bruno risponde che il mutuo per la scuola era troppo oneroso, mentre qui si parla di piccole cifre, dicendo poi "Noi non siamo a tappo per i mutui... è solo questione di quote... io sto guardando come tante baggianate del passato si possono sanare".
Il voto vede la maggioranza compatta per il sì (13 voti) e l'opposizione compatta per il no (7 voti).
Il punto 3 recita "primo provvedimento di valorizzazione ed inserimento di immobili comunali nel piano di vendita". Spiega l'assessore Giulia Gelati (sarà la protagonista assoluta dell'introduzione dei punti all'ordine del giorno, seria, pacata, preparata, anche in carenza di voce: complimenti): per recente normativa in caso di necessità economica si possono valorizzare immobili comunali "non istituzionali". Quindi l'immobile ex caseificio Merlo viene messo in vendita a condizioni vantaggiose per il Comune.
Da Vittorio Ratto della Lista Bosio una bordata contro la maggioranza "È a dir poco vergognoso che questa amministrazione baratti la realizzazione di un plesso scolastico con l'equilibrio di bilancio. Voglio ricordare che 3-4 mesi or sono è stato presentato un bellissimo progetto che insisteva proprio lì su quel lotto che oggi questa amministrazione ha deciso di alienare". Ratto va avanti ricordando che l'equilibrio di bilancio si ottiene tutti i giorni anche con le piccole spese come le cene di lavoro "dove sindaco e 2 assessori sono riusciti in 3 a pagare 7 coperti, 9 dolci, 3 bottiglie e a spendere 445 euro...", citando poi la serietà del consigliere Pesce che per raggiungere Roma ha chiesto un rimborso spese di 80 euro, mentre un assessore per una identica tipologia di viaggio ha avuto il coraggio di farsi rimborsare poco meno di 1.150 euro.
Ratto se la prende con i concerti paragonando il loro insuccesso al successo della Festa delle feste, con un'affluenza superiore del 300% a quella per Jovanotti e Pooh. La conclusione: il gruppo Bosio potrebbe essere d'accordo sull'alienazione dell'area a condizione che sia presentato un documento di impegno da parte dell'amministrazione alla costruzione del plesso scolastico, con luogo e tempi di realizzazione; inoltre che il punto sia sospeso e discusso nel prossimo consiglio.
Anche Borgatta si allinea con le accuse alla maggioranza che venderebbe l'area ex Merlo per poter sopravvivere finanziariamente. Borgatta mette in rilievo l'eccessiva frettolosità posta nel predisporre la delibera, quando la normativa prevedeva di allegare l'atto al bilancio di previsione; inoltre nella delibera si parla sempre della vendita della Merlo, poi "quasi come da un cappello a cilindro viene fuori anche il ristorante Pisterna di cui però non c'è traccia nella tabella allegata...". La conclusione è dedicata alla "Verità svelata dal tempo del Bernini", un nome emblematico della situazione amministrativa acquese, che, con il tempo, svela le magagne.
Tocca a Bosio che lancia una proposta: "l'area della ex Merlo può valere 4-6 milioni di euro. Con questa cifra viene fuori l'equilibrio di bilancio, la scuola, l'area archeologica, l'ufficio tecnico, l'economato... Quindi troviamo una soluzione che sia per favorire un investimento per l'area archeologica di piazza Maggiorino Ferraris più l'economato ed i lavori pubblici".
Ferraris ribadisce i concetti espressi da Borgatta e chiede se la nuova localizzazione per la scuola esiste per davvero. L'assessore Gelati conferma (area ex parcheggio Borma) e dice che l'accordo è in fase avanzata. Ferraris riprende ricordando che il punto, fondamentale per garantire gli equilibri di bilancio, doveva essere portato dopo la presentazione del punto sull'equilibrio di bilancio e dopo l'ammissione di un bilancio squilibrato da risanare. Il bilancio è squilibrato, secondo Ferraris, per gli swap, i concerti, perchè le entrate sono infinitamente inferiori alle uscite. "Anche noi - conclude Ferrraris - faremmo come voi, ma diremmo come si spendono i soldi, come si utilizzano...".
Il vicesindaco Bertero dice che in 30 anni non era mai successo di sentire un intervento come quello di Ratto in cui si fanno le domande e si danno le risposte, poi dice a Borgatta che il tempo svelerà la verità, ovvero che il futuro darà ragione all'amministrazione comunale.
Il consigliere Arcerito difende la linea della maggioranza dando le colpe di un bilancio disastroso alla situazione trovata 10 anni prima... Cavallero ribatte che "la parsimonia degli amministratori è segno di serietà", quindi sottolinea che "giorno dopo giorno si riduce il patrimonio comunale per reggere le spese correnti".
Gallizzi afferma che l'operazione di cui si discute è chiaramente un'operazione finanziaria che "va a bilanciare un bilancio sbilanciato" e, annunciando voto negativo, aggiunge "l'area per la scuola verrà regalata? Non vorrei che alla fine della storia ci fossero le solite speculazioni edilizie. Fate capire i costi, le rendite, i tempi per la nuova scuola".
Intervengono ancora Borgatta e Ferraris ("mancano nelle tabelle le variazioni volumetriche"), Mauro Ratto che difende l'Arcerito dalle insinuazioni di Cavallero, quindi Bosio ("I disastri dell'amministrazione precedente li sottoporrò alla gente tramite il settimanale locale... oggi siamo al sesto anno senza Bosio e gli equilibri di bilancio sono cambiati sostanzialmente... si dice che anche il tribunale va in vendita... io ho ricevuto in eredità un indebitamento del 14,7% e l'ho portato al 13,5%... l'ammanco dei concerti è costato di più della Stu!".
La parola al sindaco: "Sono d'accordo con Gallizzi: che la scuola si faccia e che gli acquesi non siano penalizzati... poi ha ragione Borgatta: il tempo svelerà la verità... La scuola si deve fare e resta obiettivo fondamentale con il leasing si farà più facilmente, 4 o 5 milioni di leasing al posto di 10 milioni di mutuo... poi chiedermo al privato una serie di scomputi per la scuola...
Pesce della maggioranza pone dubbi sull'utilizzo del privato, non sull'operato dell'amministrazione. Il sindaco dice che c'è già un ulteriore studio di fattibilità per la scuola e fa girare una fotocopia del sito con il nuovo edificio a scavalco di via Rosselli, parallelo a via Romita. L'assessore Leprato sottolinea che i conti dei concerti non sono ancora stati presentati perché stanno arrivando i contributi degli enti.
Ferraris rimarca che si parla della scuola per non far capire che la vendita dell'area è solo un maldestro tentativo di rimediare alla disastrata situazione di bilancio. Tutti sono a favore della scuola, però Gallizzi dichiara voto contrario perché il punto manca di chiarezza, Borgatta pure anche perché per la scuola sono state offerti tanti siti, ma mai nessuno è andato in porto (e poi, precisa il consigliere del Pd, "la verità è stata svelata dal tempo" non "sarà svelata"...). Bosio annuncia voto contrario per "dubbi sull'equità di criterio in materia urbanistica". Il voto vede 13 a favore 6 contrari ed 1 astenuto (Allara).
Il punto 4 sulla presa d'atto degli equilibri di bilancio viene affrontato alle 23,40. "Tutto sotto controllo per Paolo Bruno. Borgatta, lamentando la mancanza di dati sul bilancio dei concerti, fa rilevare che l'amministrazione comunale ha preso 10 giorni prima del consiglio iniziative per gli equilibri di bilancio, poi rimarca che "la verità è che è spiacevole ammettere che il bilancio non è in equilibrio" e rincara la dose ricordando il buco creato dagli swap.
Tocca ancora all'assessore Leprato che stanca delle accuse sui concerti sbotta "Perché non parlate di 'Fantasia' che è una promozione a costo zero, con la mia partecipazione a mie spese... sempre e solo picchiare sui concerti... a novembre darò i dati, comunque in qualunque caso si è trattato di una promozione".
Per Cavallero "In anni addietro le amministrazioni comunali arricchivano il patrimonio della città, oggi si rivendica quasi con soddisfazione di pareggiare il bilancio vendendo immobili". Poi continua "Metà della maggioranza dà la colpa dei debiti al passato in cui c'era l'altra metà della maggioranza e questa seconda metà non risponde mai, dando ragione alla prima metà (Forza Italia)". Infine un accenno sulle conseguenze "nefande" per l'operazione swap ("venderemo tutto per pagare questi debiti").
Sugli swap e sull'equilibrio di bilancio ci sono ancora interventi di Bruno ("mai collaborazione, mai un suggerimento"), di Ferraris ("Più che un equilibrio è una labirintite... non siamo sull'orlo del fallimento solo perché vendiamo i gioielli di famiglia").
Si va al voto che vede 12 sì (Protopapa è fuori aula), 6 contrari ed 1 astenuto (Allara).
Alle 0,35 si passa al punto 6 anticipato su richiesta di Allara "Individuazione ed adozione del piano di recupero denominato 'Area ex Ricreatorio'....di proprietà della Diocesi di Acqui".
Spiega l'assessore Gelati: la Diocesi ha presentato la proposta di un piano di recupero di una struttura e di un'area estremamente degradata.... Su via Nizza ci saranno alloggi di edilizia convenzionata (affitti non maggiori di 200 euro) destinati a persone con reddito non molto alto... parte dell'area verso via Cassino sarà di edilizia privata; sono poi previsti parcheggi; su via Scati interventi di valenza sociale: nella ex cappella la mensa della fraternità, poi a seguire l'armadio della fraternità, spazi per i giovani ed al piano superiore mini alloggi di emergenza abitativa (monolocali per immediate esigenze temporanee). Nell'ex cortile ci sarà spazio per campi da bocce o area giochi o campo calcetto, anche se è ancora tutto un po' da definire.
Allara legge una lettera a nome degli abitanti e negozianti di via Nizza, in cui si contesta il progetto per il problema della sicurezza e perchè si perde l'identità "educativa, culturale e sociale del Ricreatorio". Chiede infine il ritiro del punto ed un referendum tra i cittadini.
Il sindaco rassicura: il progetto non favorisce l'insicurezza, anzi l'opposto "si inizia una vera e propria bonifica della zona". Danilo Rapetti sottolinea con forza che il progetto "è espressione unanime e univoca della chiesa acquese, emersa dopo posizioni anche diverse espresse su L'Ancora".
Borgatta si augura che il progetto stia in piedi dal punto di vista finanziario e che serva a recuperare il Ricreatorio come funzione sociale, ritenendo necessaria una collaborazione tra Comune e privato (Curia). Ferraris dice che la finalità del piano è apprezzabile, in quanto continua la tradizione del Ricreatorio, ma si chiede se il progetto sia economicamente sostenibile ed evidenzia come manchi la definizione delle aree che la Diocesi cede a spazi pubblici, oltre ad una doverosa monetizzazione dell'intervento: "Non si capisce quali siano gli spazi pubblici, manca tutta la parte finanziaria, gli oneri, i costi, i tempi di realizzazione, le garanzie...". Per questo chiede il rinvio del punto. L'assessore Gelati ricorda che il piano di recupero avrà una "seconda lettura" in consiglio comunale ed in quella occasione sarà specificato tutto.
Bosio "mai contrario ad interventi sociali", pone dubbi sull'utilizzo del cortile e ritenendo legittima la richiesta degli abitanti di via Nizza "di avere una struttura più vicina al vecchio Ricre", chiede il rinvio del punto, dicendo che si potrebbe anche ragionare su un progetto differente ("Ritengo non convincente la progettazione come è stata fatta").
Mauro Ratto plaude agli interventi di Borgatta e Ferraris, e sostiene la linea del sindaco nel rassicurare gli abitanti di via Nizza: ristrutturare la zona equivale ad aumentare la sicurezza.
Enrico Pesce interviene per "difendere questo spazio verde... ricordiamo il Garibaldi. Non vorrei che l'area verde facesse la stessa fine". Il sindaco precisa che "il vescovo ed i progettisti chiedevano tempi brevi per l'approvazione, quindi io chiedo l'approvazione questa sera poi per la seconda lettura, all'incirca entro novembre, invito le commissioni e tutti i cittadini a lavorare alacremente per dare suggerimenti".
Bosio non demorde e chiede un rinvio di almeno un mese per studiare un progetto alternativo che riveda la funzione del Ricre fedele alla tradizione anche se rimodulata ai giorni nostri. Mentre Allara si schiera sulle posizioni di Bosio, Gotta insiste su quelle del sindaco: votazione subito poi addirittura due commissioni al lavoro, Urbanistica e Lavori Pubblici, con invito a Bosio a partecipare.
Bosio insiste "al centro della città non c'è un'area verde gratuita... c'è bisogno di un polmone verde che ricuperi le funzioni ludico ricreative del vecchio Ricre". Si va al voto, ma prima il sindaco ricorda di non essere d'accordo a cambiare del tutto un progetto proposto dal vescovo e da tutti i parroci della città. Il punto passa con 16 voti a favore e 3 contrari (Bosio, Ratto e Allara).
Si è arrivati intanto all'1,40 ed il presidente Pizzorni, alle proteste di chi vorrebbe interrompere per l'ora tarda, ricorda che da un'ora e quaranta minuti sta festeggiando il suo ventottesimo compleanno. Applausi e si continua.
Il punto 7 è il progetto di variante parziale al Prg con nuove previsioni urbanistiche in piazza Maggiorino Ferraris a seguito di ritrovamenti archeologici. Spiega l'assessore Gelati: in parole povere si tratterebbe di "risarcire" l'imprenditore che ha acquistato l'area dell'ex Palaorto per le perdite in spazio edificabile visti i ritrovamenti archeologici nel sito. I risarcimenti consisterebbero in una compensazione di area persa con area equivalente in altra parte della città e con il permesso di alzare di un piano la costruzione (da 7 a 8 piani) per sopperire alla impossibilità di utilizzare il piano terreno che dovrebbe essere trasformato in area museale.
Ferraris dice che l'intervento è "Un'aberrazione", soprattutto perché si crea un precedente e poi perché portare l'altezza dell'edificio a 26 metri e mezzo non è giustificato e rovina la zona.
Il sindaco perde le staffe ed urlando difende la propria posizione e quella della maggioranza: "Finché sarò sindaco io andrò incontro alle esigenze degli imprenditori che investono in Acqui". Scambio di accuse e di parolacce, poi richiesta di scuse da parte del sindaco che ammette di aver trasceso, ma resta fermo sul suo concetto di base: la soluzione scelta è la migliore possibile perché evita risarcimenti in denaro e si risolve tutto con una transazione. Il risarcimento del danno sarebbe una ammissione di colpevolezza.
Bosio ha qualche dubbio di legittimità sull'operazione e sostiene che è difficile sia quantificare la compensazione che mantenere lo stesso criterio per altri casi in futuro. Poi chiede quanto costerà la musealizzazione e gli viene risposto dal sindaco: un milione e mezzo di euro (grande progetto su diversi strati degli scavi con accesso dalla biblioteca). Bosio si dichiara abbastanza confuso e annuncia astensione.
Borgatta dice ironicamente che la piazza Maggiorino Ferraris dovrebbe chiamarsi "Madre di tutte le varianti", perché si contano già 4 interventi di variante. Poi interrompe il suo intervento perché tutti lo interrompono, come se si fosse al bar.
Ultime resistenze di Ferraris che dice che l'innalzamento di un piano è "un danno per la memoria della città" e si va al voto che vede la contrarietà di Borgatta, Cavallero e Ferraris e l'astensione di Bosio e di Pesce (gli altri dell'opposizione non sono in aula o se ne sono già andati).
Il punto 8 è una proroga di termini per l'area di via Cassarogna sede dello stabilimento Grattarola e Ceriani. Veloce: si vota, tutti a favore con l'astensione di Bosio e Ratto.
Siamo alle 3 del mattino (o di notte inoltrata). Il punto 9 è la variante strutturale a carattere non generale al Prg. L'assessore Gelati non spiega, ma legge e si scusa di questo perché "molto stanca". Borgatta denuncia "è assurdo fare i consigli comunali in questa maniera. Abbiamo obbligato un assessore a leggere!". Bosio dice che il punto è troppo importante per essere discusso malamente a quell'ora e se ne va con Ratto. Gallizzi, Allara e Cavallera hanno già abbandonato l'aula. Resta un gruppetto di dediti al sacrificio ad oltranza, la maggioranza più Borgatta e Ferraris. A quest'ultimo un intervento propositivo sulle varianti strutturali al Prg, quindi la dichiarazione di voto di astensione. Per questo riceve i ringraziamenti dal sindaco.
Ancora due punti: uno sulla presa d'atto della cessazione dei vincoli derivanti dall'area di salvaguardia a seguito della rinuncia all'uso idropotabile della captazione idrica in località Fontana d'orto (contrari Borgatta e Ferraris); l'altro sulla variazione di un articolo del regolamento comunale di polizia rurale (distanza alberi alto fusto dalle strade... spiegato dal consigliere Lobello) con voto unanime. Sono le 3,38. E' finita? Non ancora. Una manciata di secondi per l'annuncio da parte del presidente dell'assemblea Pizzorni che si è costituito un nuovo gruppo consiliare, quello delle "Donne azzurre", presieduto dal consigliere Franca Arcerito. (M.P.)