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Ritorna in primo piano la discarica della Filippa |
| Cairo Montenotte. Si ritorna a parlare di discarica della Filippa a significare che la situazione di calma che si era venuta a creare da qualche tempo a questa parte era soltanto apparente, il fuoco, a quanto pare, covava sotto la cenere e sembra si debba andare incontro a nuovi sviluppi di questa vicenda che dura ormai da sette anni e che sembrava essersi conclusa dopo che, questa estate, erano state pubblicate le motivazioni con cui il Tribunale Amministrativo Regionale aveva respinto gli ultimi ricorsi che erano stati presentati dal Comune di Cairo e dall'associazione "Salute Ambiente Lavoro". All'epoca ci si confrontava con il disastro ecologico della Campania e le scaramucce che si erano verificate nel capoluogo valbormidese sembravano ben poca cosa e, come avevamo sottolineato sulle pagine di questo giornale, si erano comunque risolte in un positivo confronto democratico che era servito a chiarire le idee: "Tutto sommato la contesa si è conclusa in pareggio - dicevamo in un articolo del 15 giugno scorso - la Ligure Piemontese Laterizi può lavorare tranquillamente e la popolazione cairese può vantare sul suo territorio un impianto di stoccaggio rifiuti che ha superato tutti i test previsti dalla normativa vigente che non è per niente permissiva. E' vero che avere una discarica vicino a casa non è il massimo ma l'inquinamento ambientale e paesaggistico è tutt'altra cosa". Ma quella parte della cittadinanza cairese che si sente penalizzata da queste scelte vuole ulteriori assicurazioni e si sono così riaperte le ostilità tra e la Ligure Piemontese Laterizi e l'associazione ambientalista "Salute, Ambiente, Lavoro" che sembra determinata a continuare la lotta in particolare sulla durata dell'impianto in questione. La LPL era stata infatti invitata ad impegnarsi a non allargare la discarica o a costruirne un'altra una volta esaurito il suo compito con lo stoccaggio di 490 mila tonnellate di rifiuti o con un esercizio di sette anni. Vaccari avrebbe risposto picche o comunque avrebbe preso tempo e da qui è scattata la reazione degli ambientalisti che, durante i festeggiamenti di San Michele in località Ville, hanno raccolto fondi per continuare la lotta. Il Comune di Cairo vorrebbe, dal canto suo, coinvolgere la Regione Liguria nel dibattito in corso e il Comitato "Salute, Ambiente, Lavoro" si è incontrato, il 26 settembre scorso, con il sindaco Fulvio Briano allo scopo di trovare una soluzione alla situazione di stallo che si è venuta a creare. Resta comunque improbabile che, mentre in Campania continuano le rivolte antidiscarica con scontri violenti con la polizia, le pubbliche istituzioni si facciano coinvolgere più di tanto in un dibattito che riguarda non certo un impianto chiacchierato come quello di Chiaiano bensì una discarica che, a termini di legge, ha tutte le carte in regola. (SDV) |
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