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Acqui Terme. Due vincitori, un premiato speciale, tre "testimoni del tempo" e una targa destinata ad uno storico. Queste le decisioni delle giurie del 41º Premio Acqui Storia che nella mattinata di lunedì 13 ottobre sono state illustrate alla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, sponsor dell'iniziativa assieme al Comune di Acqui Terme, alle Terme, alla Regione Piemonte ed alla Provincia di Alessandria. I nomi più attesi erano forse quelli dei "testimoni del tempo", indicati ogni anno tra le personalità, non solo italiane, che abbiano lasciato una forte impronta nel periodo temporale in cui viviamo. Per il 2008 sono stati scelti Vittorio Feltri, monsignor Rino Fisichella ed Uto Ughi. Riguardo all'Acqui Storia, per la sezione storico-scientifica, il premio va a Raimondo Luraghi, leggendario comandante partigiano, medaglia d'argento al valore, docente emerito all'Università di Genova, per il volume "La spada e le magnolie. Il Sud nella storia degli Stati Uniti", (Donzelli editore). Per la sezione storico-divulgativa, vincitore dell'Acqui Storia è Maurizio Serra direttore dell'Istituto diplomatico del Ministero degli Esteri italiano e docente universitario alla Luiss, per il volume "Fratelli separati. Drieu-Aragon-Marieau" (Edizioni Settecolori). La cerimonia ufficiale di consegna, ripresa dai telegiornali nazionali, si terrà, come tradizione, al Teatro Ariston di Acqui Terme sabato 25 ottobre e vedrà salire sul palco i vincitori delle due sezioni del Premio, affiancati dai vincitori dei riconoscimenti speciali "Testimone del tempo". Per il riconoscimento "La Storia in tv" la giuria ha indicato Giordano Bruno Guerri e per la targa "Città di Acqui Terme" lo storico Piero Melograni. "Un premio che, giunto alla quarantunesima edizione, è divenuto simbolo di eccellenza e di prestigio, richiamando l'attenzione dei migliori autori e delle più importanti case editrici del panorama culturale nazionale ed europeo. Un appuntamento ormai irrinunciabile per la città di Acqui e non solo", ha dichiarato il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria Gianfranco Pittatore. Per il sindaco di Acqui Terme, Danilo Rapetti, "l'Acqui Storia ed il suo successo internazionale rappresentano la risposta all'intento originario dei fondatori, di diffondere un approccio critico e documentato alla ricerca storica e alla divulgazione di tematiche appartenenti alla nostra cultura". L'assessore alla Cultura, Carlo Sburlati ha dichiarato: "Il record assoluto di partecipazione dei volumi all'edizione 2008, ben 92 autori, e la risonanza mediatica e televisiva testimoniano una sempre maggiore attenzione del pubblico e degli specialisti nei confronti dell'Acqui Storia e del suo significato, a quattro decenni dalla sua nascita". A questo punto è interessante rilevare che, come spiegato dal giurato Elio Gioanola, la giuria aveva deciso di premiare l'ex presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Havel, ma il drammaturgo ha dovuto rinunciare al riconoscimento in quanto, secondo una norma prevista dal regolamento del Premio, il vincitore deve intervenire alla premiazione. Havel è impossibilitato a presenziare causa una grave malattia. Alla presentazione dei vincitori dell'Acqui Storia è stata notata l'assenza della Regione e della Provincia. Forse, si è trattato di una ripicca ed un riflusso delle polemiche sorte mesi fa quando si diceva che i nuovi giurati erano schierati a destra. (red. acq.) I testimoni del tempo
Acqui Terme. Sabato 25 ottobre sul palcoscenico del Teatro Ariston, presentati da Alessandro Cecchi Paone, saliranno il giornalista e direttore di Libero, Vittorio Feltri; sua eccellenza monsignor Rino Fisichella e il violinista, direttore d'orchestra Uto Ughi per ritirare il premio "Testimone del tempo". Il riconoscimento, istituito nel 1984, viene assegnato tradizionalmente a personalità che si sono particolarmente distinte nel mondo della cultura, della politica, della scienza, dell'arte e dello spettacolo ed abbiano contribuito ad illustrare in modo significativo gli avvenimenti della storia e della società contemporanea. Vittorio Feltri ha iniziato la sua carriera nel 1962, con l'incarico di recensire le prime visioni cinematografiche. Successivamente viene assunto come redattore dal quotidiano La Notte. Nel 1974 Gino Palumbo lo chiama al Corriere d'informazione: dopo tre anni Feltri arriva al Corriere della Sera, allora diretto da Piero Ottone. Nel 1992 sostituisce Ricardo Franco Levi alla direzione de l'Indipendente, in grave crisi di vendite durante l'anno sale a 120 mila copie. Nel gennaio 1994 entra a "Il Giornale" come direttore. Nel quotidiano vi rimane 4 anni portandolo da 130 a 250 mila copie.
Dal 2001 dirige Libero. Monsignor Rino Fisichella è stato recentemente nominato da Papa Benedetto XVI presidente dell'Accademia pontificia per la vita, l'istituzione che si occupa dei temi etici più rilevanti. Ordinato sacerdote per la diocesi di Roma il 13 marzo 1976 dal cardinale Ugo Poletti, consacrato vescovo dal cardinale Camillo Ruini il 12 settembre 1998, è rettore della Pontificia Università Lateranense dal 18 gennaio 2002. Dal 1994 è rettore della Chiesa di S. Gregorio Nazianzeno alla Camera dei deputati. Già segretario della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede, l'Annuncio e la Catechesi, oltre che Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e Membro della Congregazione delle Cause dei Santi, il 17 giugno 2008 il Santo Padre lo ha nominato, appunto, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. Uto Ughi, nato a Busto Arsizio (Varese) il 21 gennaio 1944, famoso violinista italiano, ha mostrato uno straordinario talento fin dalla prima infanzia: all'età di sette anni si è esibito per la prima volta in pubblico eseguendo la "Ciaccona dalla Partita nº 2" di Bach ed alcuni "Capricci" di Paganini. Ha seguito gli studi sotto la guida di George Enescu, già maestro di Yehudi Menuhin. Era solo dodicenne quando la critica scriveva: "Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo". Ha iniziato le sue grandi tournèes esibendosi nelle più importanti capitali europee.
Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato in tutto il mondo, nei principali Festival con le più rinomate orchestre sinfoniche tra cui: la Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra e molte altre, sotto la direzione di maestri quali: Sargent, Celibidache, Colin Davis, Leitner, Prêtre, Rostropovich, Sinopoli, Sawallish, Mehta, Masur, Barbirolli, Cluytens, Chung, Ceccato, Maazel. Considerato tra i maggiori violinisti del nostro tempo, Uto Ughi è un autentico erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche. (C.R.)
Si va verso un premio "Acqui Audience"?
Acqui Terme. È un "Acqui Storia" piccolo piccolo quello del 2008. Certo, qualcuno ci accuserà - ingiustamente - di faziosità, ma alcuni dati sono incontrovertibili. O almeno a noi così sembra. Nulla di meglio che rimettersi al giudizio dei lettori. Saranno loro a giudicare.
I soliti nomi
È per prima cosa un Acqui Storia dei "ritorni".
Dei ritorni insistiti. Che fanno parte di un giro particolare. C'era Maurizio Cabona, critico cinematografico, a dare il benvenuto a Claudia Cardinale nel 2007. È ritornato due settimane fa, il 3 ottobre, in occasione della presentazione del volume Fratelli separati, edizioni Settecolori (Cabona dirige proprio la collana con cui il libro è uscito) che ha poi vinto l'Acqui Storia 2008 (allora non lo si sapeva: ma intanto anche il diplomatico ritornerà da noi, crediamo per dire più o meno le stesse cose). Immaginiamo di ritrovare Maurizio Cabona in platea, ci mancherebbe, la sera del 25 ottobre. Ma nel frattempo Cabona è diventato, non sappiamo bene a che titolo, giurato del Premio "Acqui Ambiente", e questo dalla primavera scorsa. A proposito, il Premio Ambiente non doveva tenersi nel 2008? È andato disperso nelle nebbie del primo autunno?
Apprendiamo anche che Giordano Bruno Guerri riceverà il premio per la storia in TV. Benissimo. Ma anche lui sempre in primavera era stato ospite di Palazzo Robellini, dove aveva presentato la sua monografia (bella, sia detto: e piacevolissimo quel pomeriggio, lo avevamo scritto su queste colonne) dedicata a Gabriele d'Annunzio.
Questioni di numeri
Bastano oltre 90 volumi partecipanti a fare grande un Premio? Per l'Assessore Carlo Sburlati sì (infatti ripete il dato in ogni occasione).
Ma noi crediamo che sia essenzialmente una questione di qualità. Preoccupa da un lato questa attenzione - molto televisiva, manca solo l'auditel e lo share - ai numeri, e ancor di più preoccupa che si applichi solo quando conviene. Allora occorre riconoscere che la Mostra Antologica dedicata a Sigfrido Bartolini a Palazzo Saracco nell'estate (poco più di 1050 ingressi) è stata un tremendo flop, ed è opportuno non "nascondere" le voci di dissenso nella rassegna stampa (nel corposo volume degli articoli, in cui - tra l'altro - abbiamo osservato molti contributi del giornalista Sburlati che si complimentava con Carlo Sburlati assessore, l'articolo più critico è finito fotocopiato - una combinazione, certo - di sghimbescio
). Ma l'Acqui Storia è piccolo piccolo poiché è diventato espressione di una parte politica. Così, nella conferenza stampa tenutasi ad Alessandria, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, la Regione e la Provincia non c'erano.
Per protesta. E pensiamo che il Presidente Pittatore non sia molto contento.
Anche perché, dopo le belle parole di rito del Sindaco Danilo Rapetti, dopo il rinnovamento contestato della giuria (parole di apertura, ricordate: vedremo, appianeremo, risolveremo
) non si è fatto nulla per disinnescare il problema. "Un problema locale" ha detto l'Assessore alla Cultura Sburlati, tentando di sminuirlo.
Non solo. Vero che proprio queste colonne abbiano innescato la querelle, ma poi il discorso ha fatto presto a rimbalzare a Torino, a Milano, a Roma su "La Stampa", su "Repubblica", sul "Corriere della Sera" e su altre testate, suscitando anche le forti perplessità dell'Associazione Nazionale "Divisione Acqui".
Ma non è solo questo.
Un Premio che non c'è più
L' "Acqui Storia" è diventato un Premio qualunque. Al posto dei valori è subentrata la mondanità.
Era nato dagli ideali della Resistenza e dal ricordo di Cefalonia. Si accompagnava ad una austerità e ad un rigore che trovava, ad esempio, nelle figure di Norberto Bobbio e Geo Pistarino severi custodi.
Adesso, dopo la svolta nazional popolare (presentatori televisivi di grido, Mike Buongiorno e la Nazionale, i divi del cinema, grandi giornalisti o presunti tali - ma di un certo giro, e non di un altro - che assicurano visibilità) si è messo ad inseguire il tutto esaurito del Teatro Ariston e il passaggio nel TG della prima serata.
Valori, scusate, effimeri. Che ci possono anche stare, accanto ad una prospettiva "larga", addirittura europea: il Premio a Vaclav Havel, anche in assenza del drammaturgo - principale espressione del dissenso cecoslovacco, firmatario di Charta '77, presidente della Repubblica Cecoslovacca dal 1989 al 1992, oggi malato e impossibilitato a presenziare, si poteva attribuire ugualmente considerata l'unanimità dei giurati, anche in deroga ad un regolamento che forse in tal caso era opportuno rendere meno rigido.
Ma perché non si è dato seguito alla proposta di insignire con il titolo di Testimoni del Tempo gli ultimi superstiti di Cefalonia?
Semplice. I vecchi non fanno audience. (G.Sa)
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