Acqui Terme. Il cordoglio in città alla notizia del decesso del dottor Piero Galliano è stato grande ed unanime. Aveva 88 anni, ha lasciato la vita terrena nella mattinata di venerdì 17 ottobre nella sua dimora di Melazzo, assistito dalla moglie Ulla e dalle figlie.
Per sua espressa volontà la sua salma è stata poi cremata. Ci vorrebbero tante, troppe parole o pagine per descrivere questa nobile figura di marito, padre, professionista, cittadino, uomo di cultura e fautore di iniziative tra le più importanti di tutte quelle che sono state realizzate in città portando Acqui Terme alla ribalta nazionale in più occasioni.
Titolare per tanti anni della Farmacia Terme di piazza Italia, alla città termale ha dedicato, quale amministratore pubblico, e senza risparmiarsi, tutto il suo impegno. Tra la sua operosità rimane, quale maggiore iniziativa, il Premio Acqui Storia, ormai alla sua 41ª edizione, che ha conquistato un posto importante nel panorama dei premi letterari dedicati alla storia contemporanea.
Il dottor Piero Galliano, giovanissimo ha avuto un ruolo nel periodo della Resistenza come comandante partigiano e dopo la liberazione ricoprì importanti incarichi politici ed amministrativi. Era stimato come uomo, per le sue doti di simpatia, intelligenza ed umanità. Quale presidente dell'allora Azienda autonoma di cura e soggiorno, la massima espressione nel vero senso della parola della promozione turistica locale, oltre alla fondazione del Premio Acqui Storia, fu uno dei massimi fautori della realizzazione dell'opera scultorea situata nei giardini pubblici di corso Bagni, passeggiata senatore Giacomo Piola, monumento opera dello scultore Pegonzi, eseguita per rendere omaggio ai caduti della Divisione Acqui.
Fu il dottor Galliano, in qualità di presidente dell'Azienda autonoma a consegnare il monumento, nel 1967, all'allora sindaco Filipetti.
Quest'ultimo, rivolto a Galliano disse: "A nome di tutti gli acquesi, con animo grato, ricevo da Lei la consegna di questo artistico significativo dono che, mentre abbellisce la nostra città, resterà nei secoli ad eternare la memoria di quelli che ben possono definirsi i primi partigiani d'Italia nella lotta per la libertà". Il dottor Galliano, persona di grande vedute e di grande capacità di comunicazione, è da ricordare anche per un evento quale il Congresso della canzone italiana, manifestazione che al tempo era considerata la maggiore nel settore della musica e della canzone. Poi altri avvenimenti che portarono nella nostra città per alcuni giorni "mostri sacri" dello spettacolo tra cui Mike Bongiorno, Sofia Loren, Bramieri, Carosone, Rossano Brazzi, Mogol, Jonny Dorelli, Danzi, Cichellero, Kramer.
A chi lo ha accompagnato nei vari tratti del suo cammino quale amministratore pubblico collaborando alle diverse iniziative, rimane l'impegno di mantenere il suo insegnamento vitale ed efficace. A tutti rimane soprattutto il ricordo e l'esempio di una vita spesa generosamente al servizio della città e del territorio.
Il ruolo del dott. Galliano nella nascita del Premio Acqui Storia
Nel retrobottega della farmacia di piazza Italia, così si ideò il premio per ricordare la "Acqui"
Acqui Terme. Sono trascorsi 65 anni dal settembre 1943, quando oltre 10 mila uomini della Divisione Acqui scelsero di non tradire gli ideali per cui stavano combattendo e vennero tutti massacrati. Da allora Acqui Terme è legata all'isola greca, con la cui capitale Argostoli è gemellata, nel ricordo di coloro che persero la vita davanti a plotoni d'esecuzione, falciati dalle mitragliatrici. Da questi presupposti maturò l'idea di creare una manifestazione da effettuare ad Acqui Terme a ricordo dei Caduti della Divisione Acqui trucidati a Corfù.
Tutto avvenne nella stanza di servizio, il retrobottega, della farmacia Terme di piazza Italia di cui, al tempo, era titolare il dottor Piero Galliano, un acquese illuminato, prematuramente deceduto proprio durante il periodo dei festeggiamenti della 41ª edizione del premio storico. Ora, per non dimenticare, vale la pena di volgersi indietro nel tempo per ricostituire le fasi fondamentali dell'origine dell'unico importante premio della pubblicistica storica. Si parla del 1967, nella stanza piena di medicinali, arredata con un divano, sedie e scrivania, ma non mancavano bottiglie del migliore spumante. Era una dependance attrezzata non solo quale magazzino per la scorta di prodotti curativi, ma anche per ospitare amici, autorità e personalità di ogni settore pubblico, privato o politico, personalità della cultura, dell'arte e dello spettacolo.
Tra gli assidui frequentatori c'era il dottor Ercole Tasca primario di ginecologia, che in allora nel settore pubblico ricopriva l'incarico di presidente dell'Ept Ente per il turismo, la massima autorità del settore a livello provinciale. Tra quelle mura erano ospiti abituali anche Marcello Venturi e Cino Chiodo, quest'ultimo sino al 1972 ricoprì l'incarico di segretario del Premio. Il dottor Galliano, con gli amici, era alla ricerca di un'iniziativa culturale, di un premio che non si andasse solamente ad aggiungere alla lista dei tanti riconoscimenti che proliferavano nella Penisola. Fu la moglie di Venturi, Camilla Salvago Raggio a suggerire il tema. Così nacque, nell'autunno del 1967, il progetto dell'Acqui Storia, iniziativa che trovò l'immediata collaborazione di Franco Antonicelli e Alessandro Galante Garrone, di Filippo Sacchi. Il 23 giugno del 1968 il tipografo Bergadone di Torino stampò 500 copie del bando di concorso e altrettante buste con il logo, ancora attuale "Premio Acqui Storia". A settembre, sempre del 1968, avvenne l'assegnazione del primo premio al vincitore, Ivan Palermo, per l'opera "Storia di un armistizio" ed in questo modo le considerazioni prese nel retrobottega divennero realtà. Nella macchina organizzativa, sin dagli albori dell'evento operò con dedizione e professionalità Franca Governa Canepa, ancora oggi indispensabile segretaria e coordinatrice dell'Acqui Storia.
Ricordando anche i piccoli fatti poco o nulla noti al grande pubblico, è interessante riprendere una dichiarazione del dottor Tasca pubblicata da L'Ancora quando il Premio superò brillantemente la boa dei venti anni: "Credo che, sia i fondatori che coloro che vi hanno lavorato e che finanziariamente l'hanno reso possibile, meritassero qualche segno di riconoscimento, sono significative l'attenzione e la partecipazione del pubblico, questa manifestazione di cultura va quindi consolidata in un permanente patrimonio per la città". (C.R.)
Il dottor Galliano nel ricordo del prof. Icardi
Acqui Terme. Ci scrive Il Presidente del Consiglio della Provincia di Alessandria, prof. Adriano Icardi:
"Desidero brevemente, ma sinceramente ricordare la prestigiosa figura del dott. Piero Galliano, l'ultimo degli ideatori e fondatori del Premio Acqui Storia, spentosi nei giorni scorsi. Era stato assessore del Comune di Acqui Terme, ma soprattutto Presidente dell'Azienda autonoma di cura, soggiorno e turismo, che era l'Ente delle grandi iniziative turistiche e culturali della città. Rammento benissimo quando, all'inizio degli Anni Sessanta, si tenevano gli incontri nella farmacia Terme del dott. Galliano in Piazza Italia per discutere di cultura e si mettevano le prime basi di quello che è diventato il grande Premio Acqui Storia, in memoria degli undicimila soldati della Divisione Acqui.
Il Premio era nato da un'idea di Camilla Salvago Raggi e del marito Marcello Venturi, che da poco aveva pubblicato l'importante libro "Bandiera bianca a Cefalonia". Nel 1968 ci fu la prima edizione del Premio in una serata indimenticabile alla presenza di Piero Galliano, Ercole Tasca, Cino Chiodo, Marcello Venturi. Filippo Sacchi, Presidente della Giuria ed il vincitore Ivan Palermo con il volume "Storia di un armistizio".
Piero Galliano è stato un antifascista e un partigiano nell'Oltrepò pavese nella formazione del famoso comandante Italo Pietra, giornalista notissimo e Direttore de Il Giorno. Il Premio Acqui Storia, anche nel nome dei suoi fondatori e di Piero Galliano, deve ritornare a quelle origini e a quello spirito ideale e culturale".