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Esposto denuncia per gli swap

 
Acqui Terme. Ci scrive il Comitato Difesa Finanze Comunali (CO.DI.FI.CO):
"Signor Direttore, un anno fa, proprio dalle colonne di questo giornale sollevammo il problema del disastro che si prospettava per le finanze comunali a seguito di avventate operazioni di finanza creativa sottoscritte dagli amministratori comunali con Crt poi Unicredit. L'allarme lanciato era supportato da dati puntuali (Sole 24Ore) e inchieste sul fenomeno (trasmissione Report di RAI 3) che avrebbero condotto chiunque dotato di buon senso almeno a prendere in considerazione il problema se non a sedersi intorno ad un tavolo per capire le ragioni degli interlocutori. La risposta dell'amministrazione comunale - sindaco e assessore al bilancio - fu assai tranquillizzante sia sulla bontà degli strumenti finanziari in questione (swap, in italiano derivati) sia sulla loro gestione che dicevano sotto controllo. Il testardo atteggiamento della giunta ci convinse ad aprire una pubblica sottoscrizione dal nome "un caffè per la democrazia" che ci permise di raggranellare un po' di soldi per far periziare i contratti swap da analisti indipendenti, gli stessi della trasmissione televisiva Report della Gabanelli, che contattammo grazie all'Avisdab, l'associazione delle vittime dei derivati che segnaliamo a tutti i privati e gli imprenditori che abbiano avuto la sventura di inciampare negli swap (www.disastroderivati) e che ha ci ha dato un supporto fondamentale. Mentre qualcuno dal comune si ostinava a sostenere "con gli Swap il Comune di Acqui ci ha guadagnato" maturavano a giugno perdite consolidate semestrali di 170.000 euro. I risultati della perizia furono tanto clamorosi, si prospettavano perdite di oltre due milioni di euro, che il Sole 24Ore dedicò una pagina alla vicenda acquese. Si delineavano oltretutto ipotesi che meritavano il vaglio della Magistratura e diversi comunelli come Milano erano parte in causa per gli swap ma l'amministrazione acquese era impegnata in feste e concerti estivi e non si preoccupava troppo. Trovarono giusto il tempo per definire sterile il contributo del Comitato di cittadini, rassicurare ancora e bontà loro dare un incarico per una "… relazione sulle operazioni attivate nell'ottica di ottenere uno studio …".
I mesi passano, a tutt'oggi non ci risulta che la relazione commissionata dalla giunta il 3 luglio sia pervenuta ma anche in assenza di questa l'assessore al bilancio dichiara di aver cominciato a trattare con Unicredit: la situazione è quindi ancora più grave! Il nostro Comitato ha però continuato a operare completando la perizia indipendente su tutti gli otto swap sottoscritti dal 2001 al 2006 dalla quale emergono perdite ben maggiori di quelle ipotizzabili e sviscerando molti aspetti che meritano il vaglio dell'Autorità giudiziaria e della Corte dei Conti. Si è giunti quindi alla decisione di predisporre con i legali Avisdab un esposto-denuncia volto a tutelare le finanze comunali sia in sede penale che amministrativa. Sarà quindi il Magistrato a vagliare nella sua perfetta indipendenza se sussistano ipotesi di reato e/o illecito amministrativo. Potrebbe essere l'occasione per chiarire il ruolo dell'istituto bancario in merito alle commissioni implicite trattenute, se non vi fosse conflitto di interesse tra l'istituto che proponeva gratuitamente (sic) i contratti e quello che li concretizzava, se la tipologia di contratti sottoscritti era ammessa dall'ordinamento (esistenza o meno di opzioni esotiche), se era sufficiente una autocertificazione di operatore qualificato rilasciata dal comune per sottoscrivere contratti così criptici, se la serialità della sottoscrizione degli swap non configuri operazioni diverse da quelle comunque funeste di "copertura del debito", se vi siano responsabilità di sindaco, assessore al bilancio e giunta del 2001 e di quella successiva per aver operato senza gara e senza ausilio di un advisor indipendente, se l'inerzia della giunta attuale da noi informata sia lecita, se il funzionario sottoscrittore aveva titolo a firmare, se le relazioni dei revisori dei conti siano congrue. La giurisprudenza che va consolidandosi nei sempre più numerosi casi di comuni che si rivolgono alla Magistratura e le deliberazioni delle sezioni regionali della Corte dei conti ci hanno convinto a questo passo nell'esclusivo interesse delle finanze comunali, cioè i nostri soldi pubblici, che l'amministrazione comunale non è stata in grado di tutelare. Chi vuole dare una mano può chiamarci al 338.3414738".

 

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