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Marchesato del Monferrato, i Gonzaga tra '500 e '600 |
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Nizza Monferrato. Sabato 18 ottobre si è svolto sotto il Foro Boario nicese il convegno La Nizza dei Gonzaga tra Cinque e Seicento, momento di una più ampia serie di conferenze legate alla storia del Marchesato del Monferrato che ha toccato le città di Acqui Terme, Casale Monferrato e che raggiungerà il 15 novembre la Liguria e in particolare Savona.
La rassegna è promossa dal circolo culturale "I Marchesi del Monferrato" che da alcuni anni si occupa di studi legati a quel particolare momento storico che, come hanno avuto modo di scoprire i partecipanti, rende le nostre terre di fatto parte dell'altro Piemonte, quello non sabaudo. Se infatti siamo soliti ricondurre la nostra storia passata alla dinastia Savoia che unificò l'Italia, dimentichiamo che il Marchesato del Monferrato ha avuto una storia a parte, di spessore europeo e per molto tempo legata alla famiglia Gonzaga di Mantova. Ricostruendo questo tipo di geografia veniamo a scoprire l'esistenza di una "regione mancata", la Marca Aleramica, che fa capo appunto a questo mitico (e pochissimo noto, al di là del nome) capostipite monferrino, Aleramo, e che in base a una ricostruzione si estenderebbe dall'alto Monferrato, nell'area appunto di Casale, fino alla Liguria e alla provincia di Savona, con Nizza quale ideale centro. La Marca Aleramica - storia di una regione mancata è appunto il ricco volume curato da Raoul Molinari, presentato in questa occasione, che integra storia locale a interessi paesaggistici con potenzialità turistiche. Iniziative come quella di sabato assumono una nuova valenza legata a quella promozione turistica del nostro territorio di cui si parla oggi diffusamente. Una chiave di lettura degli interventi comuni sul territorio, che mettano d'accordo tutte le istanze interessate a una sua promozione, potrebbe infatti risiedere proprio nella storia della Marca Aleramica. La giornata è stata divisa in due parti: a partire dalle 15 si sono svolte le conferenze a tema storico. Ne sono stati protagonisti Roberto Maestri, del circolo I Marchesi del Monferrato, che ha letto il suo intervento di contestualizzazione storica de Il Monferrato di Guglielmo Gonzaga, tra autonomia e fedeltà. È seguito quindi il contributo di Giuseppe Baldino, dell'Accademia di Cultura Nicese l'Èrca, che ha approfondito La figura di Camilla Gonzaga Faà di Bruno nei rapporti tra i Gonzaga e il nicese. La parte storica si è conclusa con l'intervento di Blythe Alice Raviola, docente dell'Università di Torino, letto da Roberto Maestri. Dopodiché ci si è concentrati sulla tavola rotonda sulla valorizzazione dei percorsi turistici del Monferrato, per la quale ai relatori si sono uniti il citato Raoul Molinari dell'Accademia Aleramica e Massimo Carcione del Club Unesco. Come puntualizzato da quest'ultimo, è necessaria una mentalità comune che congiunga le varie iniziative, coinvolgendo naturalmente anche il neonato Distretto del Benessere, accordo tra i comuni di Nizza, Canelli, Acqui e Santo Stefano, proprio per coordinare azioni in questa direzione. L'obiettivo dovrebbe essere un unico itinerario turistico del Monferrato, che ne faccia cogliere gli aspetti più interessanti e possa estendersi in caso di maggiori permanenze nella zona da parte dei turisti. (Fulvio Gatti) |
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