Masone. Il libro "La famiglia Podestà - Potere ed economia a Genova, Prà ed in Valle Stura tra Ottocento e Novecento" di Mario Bottaio, Paolo Ottonello, Emanuela Spada con un contributo di Riccardo Favero, è stato presentato sabato 25 ottobre presso il Museo Civico "Andrea Tubino", nell'ambito del Festival cinematografico "In mezzo scorre il fiume".
Il numeroso e qualificato pubblico presente è stato accolto dal saluto del sindaco Livio Ravera, quindi il professor Francesco De Nicola dell'Università di Genova, ha brillantemente presentato la pubblicazione ed i suoi temi, con particolare riguardo ai richiami masonesi.
Hanno quindi preso la parola gli autori, assente Bottaro, sostituito da Piero Ottonello che ha collaborato al lavoro con Gianni Ottonello, per il ricco apparato fotografico.
Emanuela Spada, genovese, si è laureata in Conservazione dei beni culturali nel 2003 con una tesi in geografia storica dal titolo "Storia e memoria, la Proprietà Podestà tra Otto e Novecento".
Mario Bottaro, giornalista genovese, già vicedirettore del Secolo XIX, dal 2000 ha scelto l'attività imprenditoriale nel campo della comunicazione e dell'editoria.
All'Università di Genova è docente di Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico, autore di numerose pubblicazioni su Genova.
Paolo Ottonello è l'attuale assessore Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Masone, collaboratore giornalistico de L'Ancora e dei Telemasone Rete Valle Stura.
Riccardo Favero, anch'egli genovese, è l'agronomo responsabile dell'Ufficio agricoltura della Comunità Montana Valli Stura ed Orba e Vivaio Forestale, esperto nella valorizzazione dei prodotti di nicchia dell'entroterra, latte e derivati.
"La vicenda della famiglia Podestà è strettamente legata con quella di Genova e del suo entroterra.
Andrea, amico di Vittorio Emanuele II, ricchissimo finanziere, senatore e varie volte sindaco dal 1866 al 1895, è il simbolo della trasformazione urbanistica della città, l'uomo capace di rappresentare contemporaneamente le aspirazioni della borghesia imprenditoriale, dell'aristocrazia cittadina e le esigenze di un'amministrazione della città rigorosa, anche se naturalmente ricca di "conflitti d'interesse".
Suo padre Luca, ufficiale prima napoleonico e poi sabaudo, negli anni Venti dell'Ottocento divenne ispettore per i ponti e le strade del corpo decurionale della città e fu direttore della Zecca.
Il figlio secondogenito di Andrea, Giulio, dopo anni di attività imprenditoriale si ritirò tra Palmaro e Masone, occupandosi della grande tenuta iniziata dal nonno, proseguita dal padre e che egli trasformò in azienda agricola sperimentale di grande significato anche sociale.".
Per l'occasione è stata allestita una mostra dal titolo "Il Barone Giulio Podestà a Masone", visitabile sino alla fine dell'anno presso il Museo Civico di Masone.