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Convegno sul paesaggio viticolo con soluzioni "Unesco compatibili"

 
Canelli. La giornata di studio organizzata da 'Canelli domani' sul tema "Soluzioni progettuali innovative per il paesaggio viticolo astigiano: la prospettiva dell'Unesco", è stata coronata, sabato 8 novembre, da un meritato, lusinghiero successo, con interessanti contributi che fanno ben sperare per il futuro di Canelli e della valle Belbo chiamati a ragionare ed approfondire insieme innovative opportunità.
Pienamente raggiunto l'obiettivo di focalizzare l'attenzione sulle peculiarità e criticità del territorio, per una più efficace valorizzazione delle potenzialità esistenti con innovative integrazioni tra natura e architettura, con particolare riferimento alle tecniche di realizzazione del verde pensile e parietale.
I professori Alessandro Fubini e Daniela Ciaffi del Diter (Dipartimento Interateneo Territorio del Politecnico di Torino), l'Arch. Ezio Bardini e il geologo Claudio Riccabone hanno approfondito la peculiarità e criticità della realtà canellese.
Fubini e Ciaffi stanno predisponendo un documento programmatico per il nuovo piano regolatore del Comune di Canelli, basato su tre principali attività: analisi socio economica del contesto urbano e territoriale sul futuro della città e del suo contesto geografico, economico e territoriale; ascolto in chiave sociologica della pubblica opinione; coordinamento dei lavori relativi alla viabilità cittadina e alle aree industriali (in particolare le zone DR).
L'Arch. Ezio Bardini, per cui è assolutamente necessario pensare oltre i confini locali e tenere conto delle leggi regionali (Piano paesaggistico regionale con 76 ambiti di cui due nella Provincia di Asti), ha illustrato il Piano territoriale integrato che deve tenere conto e far emergere sia i punti emergenti che critici del territorio con azioni e strategie utili alla riqualificazione dei paesaggi in trasformazione.
Il geologo Claudio Riccabone ha bene evidenziato le problematiche e le opportunità del fiume Belbo sempre più estraneo alla vita della valle, di cui ci si occupa solo per proteggerci. Problema solo idraulico meccanicistico e non invece anche storico culturale. Problema che va correttamente affrontato con diverse piste di lavoro e su tutti gli affluenti minori della valle.
La seconda sessione della gornata di studio è stata dedicata all'esame delle potenzialità del verde pensile e del verde parietale, la cui componente vegetale si lega al fatto architettonico con lo scopo di ristabilire processi ecologici e contribuire al miglioramento estetico del paesaggio, sulla scia delle note sperimentazioni di illustri paesaggisti quali Roberto Burle Marx, Peter Walker ed Emilio Ambasz. Al riguardo un significativo contributo è stato portato dall'Ing. Matteo Fiori che ha illustrato le potenzialità dei giardini pensili per concorrere alla riqualificazione dell'ambiente costruito, i cui strabilianti risultati estetici si uniscono ad importanti motivazioni ambientali ed ecologiche, quali l'isolamento termico dell'edificio che ospita l'intervento, il controllo e la gestione delle acque meteoriche e l'abbattimento delle polveri sospese. L'agronomo paesaggista Flaviano Pollano, collaboratore del botanico-paesaggista francese Patrick Blanc, che ha esaminato le potenzialità dei giardini verticali, con riferimento ai sorprendenti Muri vegetali di Blanc.
Paolo Abran ha poi portato l'esperienza di Bolzano che, nel 2004, ha approvato l'introduzione dell'indice di Riduzione di Impatto Edilizio (R.I.E), applicabile a tutti gli interventi di trasformazione edilizia e urbanistica nel territorio comunale certificandone la qualità rispetto alla permeabilità del suolo ed al verde.
Insomma un grosso contributo alla riduzione dell'impatto edilizio per cui servono, come ben sintetizzato da Luigiterzo Bosca, 'soluzioni Unesco compatibili'.

 

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