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C'è da temere per i fumi dell'Italiana Coke
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| Cairo Montenotte. La scorsa settimana è stata riportata da tutti i quotidiani locali la notizia che la centrale a carbone di Vado Quiliano sarà ampliata di altri 460 MW, che si aggiungeranno ai 660 MW a carbone già esistenti, per i quali non è previsto l' utilizzo delle BAT (sigla che sta ad indicare l'utilizzo delle migliori tecniche disponibili), e dei 780 MW a gas naturale, inaugurati nel 2007 e dotati di un sistema di denitrificazione già obsoleto. L'autorizzazione ha fatto scattare l'indignazione del dottor. Paolo Franceschi, Medico Chirurgo Specialista Pneumologo di Savona, che a suo tempo aveva messo in risalto i gravi danni alla salute provocati dalle polveri immesse in atmosfera dalla centrale opponendosi, quindi, all'ampliamento delle già troppo dannosa centrale di Vado. Il problema non è di poco conto anche per la Valle Bormida in quanto i fumi delle due principali ciminiere delle centrale di Vado, alte circa 200 metri, si disperdono su aree vastissime e, quando spira vento di mare, anche sull'entroterra valbormidese. In una lettera pubblicata sul nº 176 della rivista on line "Trucioli Savonesi " il Dott. Franceschi si è scagliato senza mezzi termini contro quella che lui definisce "la spudoratezza" dei politici e "l'arroganza del potere" che nella vicenda hanno avuto la meglio. "Gli amministratori di Vado, Quiliano, e Regione - scrive il dott. Paolo Franceschi - con il loro comportamento assai discutibile hanno preparato il terreno affinché si potesse realizzare l' autorizzazione all'ampliamento della centrale a carbone di Vado Ligure. Mi stupisce assai che gli stessi oggi preannuncino una strenua opposizione ad un progetto che hanno favorito in ogni maniera, anzi direi che provo vergogna per loro; ma so anche che questa vergogna domani si sarà già tramutata in rabbia... Hanno dimostrato ancora una volta che il denaro domina il mondo, lo rende schiavo, sottomette alle sue leggi la salute ed il benessere delle popolazioni, il futuro dei bambini, il diritto di vivere in un mondo dove l' aria sia respirabile, per gli affari e i guadagni, enormi, di pochi. Le osservazioni contrarie presentate dai Comuni di Vado e Quiliano erano molto deboli, di facciata, quelle della Regione Liguria sembravano un vademecum su come ottenere un parere favorevole riproponendo il progetto presentato purché si apportassero piccole variazioni del tutto insignificanti, premesso che si concordava sostanzialmente con il progetto dal punto di vista dei dati riportati di sostenibilità ambientale e sanitaria. Io ho più volte sostenuto pubblicamente che il progetto in questione nascondeva falsità macroscopiche e pericolosissime, che sarebbe stato facile smascherare con un'azione più decisa, ma rimasi inascoltato dalle istituzioni, spesso con l' obiettivo di mettere in dubbio la correttezza dei miei studi e dei dati che dimostravo, come avvenne a Valleggia in occasione di un incontro con la popolazione, in cui un assessore regionale disse di non concordare proprio su quei dati che costituiscono il tallone d' Achille del progetto oggi approvato, mentre questo signore avrebbe fatto meglio ad ascoltare, approfondire, cercare di capire e farne tesoro. La giunta comunale di Quiliano, alla mia consulenza che smascherava le debolezze del progetto rendendolo veramente impresentabile, preferì una consulenza di tre paginette che tacevano i problemi di fondo. (Chi fosse interessato può rifarsi alla mia consulenza che fu fatta propria dal Sindaco Marengo del Comune di Spotorno, purtroppo estraneo per competenza territoriale ad esprimere giudizi di rilevanza politico-amministrativa, ma unico ad avere il coraggio di rivolgersi ad un tecnico indipendente). Infine gli studi di IST Genova e ARPAL realizzati dalla amministrazione regionale hanno contribuito a diffondere una falsa sensazione di tranquillità sulle condizioni sanitarie ed ambientali della nostra provincia, pretendendo di dimostrare fatti che per la loro natura quegli studi non potevano assolutamente fare. Un' opposizione così morbida al progetto di ampliamento di fatto equivaleva ad un consenso, e oggi, con sommo dispiacere, ne vediamo i risultati." L'epilogo della vicenda di Vado, sfociato nell'autorizzazione all'ampliamento della centrale, getta però anche ombre inquietanti su una analoga questione che agita gli animi della popolazione valbormidese: quella legata alle emissioni dell'Italiana Coke. Il fatto che si tratti sempre di carbone, con gli stessi grossi interessi industriali di Vado legati al comparto, e che le decisioni ed i provvedimenti in merito facciano capo agli stessi politici regionali e provinciali e all'agenzia ARPAL, che hanno di fatto aperto la strada all'ampliamento di Vado, aiuta forse a comprendere perchè le richieste perentorie dell'assessore all'ambiente cairese Ermanno Goso di imporre limitazioni all'Italiana Coke all'uso di intermediari e sottoporre a rigido controllo le emissioni di polveri dalle ciminiere continuino, di fatto, a restare lettera morta. La conferenza provinciale dei servizi, già fissata a metà ottobre per definire il protocollo degli interventi da imporre all'Italiana Coke, è slittata a data da definirsi; le "prescrizioni" del Comune di Cairo hanno provocato una iniziale spaccatura anche fra i componenti della Giunta Cairese, benché poi si sia ricomposta, almeno di facciata; la presa di posizione decisamente contraria alle limitazioni dei sindacati confederali, poi, hanno finito veramente per gettare lo sconforto nei cittadini cairesi che continuano ad assistere impotenti alle inquietanti sbuffate di polvere nera dalle ciminiere e a respirare i miasmi che si sprigionano dagli impianti di Bragno. Provare per credere! Andate a farvi una passeggiata, a piedi o in bicicletta, nel tratto di provinciale che attraversa l'Italiana Coke da Cairo verso Ferrania: con la polvere che irrita gli occhi, i granelli di carbone che si inframmezzano persino nei denti ed uno sgradevole aroma di "naftalina" sempre presente e che talvolta toglie il fiato!. Alla luce di quanto sucesso a Vado c'è da temere che anche la vicenda dell'Italiana Coke finirà per confermare la denuncia del pneumologo savonese dottor. Paolo Franceschi:" .... che il denaro domina il mondo, lo rende schiavo, sottomette alle sue leggi la salute ed il benessere delle popolazioni, il futuro dei bambini, il diritto di vivere in un mondo dove l' aria sia respirabile, per gli affari e i guadagni, enormi, di pochi." (SDV) |
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