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Osservazioni al piano dell'assetto idrogeologico

 

Campo Ligure. Nella seduta consigliare delle scorso giovedì 27 novembre, tra i punti all'ordine del giorno uno merita un suo approfondimento per l'importanza che avrà negli anni a venire sulla pianificazione territoriale del nostro comune.
Si sono infatti approvate alcune osservazioni alla variante del Piano Territoriale di Coordinamento per la provincia di Genova, con valore ed effetti del Piano di Bacino, per la parte del territorio provinciale compresa nel bacino del fiume Po, nell'ambito dell'accordo di pianificazione ai sensi dell'articolo 57 della Legge Regionale 36/1997, tra l'autorità di bacino del fiume Po, la Regione Liguria e la Provincia di Genova. In parole povere il consiglio ha fatto alcune osservazioni allo strumento urbanistico P.I.A.I. (Piano Stralcio per l'assetto idrogeologico del fiume Po. Dopo avere esaminato gli elaborati e la cartografia riguardante l'assetto futuro in base a quanto proposto dal progetto, l'amministrazione comunale ha preso e fatte sue le proposte elaborate dallo studio associato GeoSARC di Genova e dallo studio associato di ingegneria De Silvestri di San Lorenzo al Mare, che da anni lavorano sui versanti e sui corsi d'acqua delle nostre vallate, incaricati dalla Comunità Montana di supportare gli enti ,locali.
I lavori eseguiti sui versanti e sugli alvei dei torrenti in questi ultimi 15 anni hanno fatto della nostra valle una punta di diamante sulle questioni idro-geologiche. Infatti, dopo le alluvioni dei primi anni 90, si iniziò uno studio organico di tutta l'idrografia della valle e si iniziò a progettare interventi non comune per comune ma in un'ottica complessiva, questo grazie sicuramente all'ente montano. Gli interventi hanno riguardato il corso dei torrenti negli abitati ma anche i territori siti un po' più a monte dove si è lavorato anche sui versanti nei quali i movimenti franosi provocavano seri problemi. Tutto questo ha consentito oggi di avere alcuni importanti risultati. Molte zone del nostro territorio sono passate da aree con rischi alluvionali cinquantennali a duecentennali e da duecentennali a cinquecentennali.
Cosa vuol dire tutto questo per il cittadino? Una cosa molto semplice: l'attenuazione oltre che dei rischi anche dei vincoli. Per esempio gran parte del centro storico cittadino campese era in zona alluvionale cinquantennale, mentre ora quasi tutto si trova nella fascia dei duecento anni e quando ci sarà la demolizione della copertura di S. Sebastiano, forse tutto il centro sarà classificato in questa fascia. Ciò non consentirà certo di creare volumetrie maggiori, ma almeno di cambiare destinazione d'uso. Ad esempio oggi un piano terra adibito a magazzino rimane tale, con l'approvazione definitiva del piano questo locale potrà diventare ad uso commerciale se sussisteranno le condizioni.
Le due osservazioni più importanti approvate dal Consiglio riguardano il tratto dello Stura dal ponte dei "Frilli" alla "Frera" e la zona di S. Michele che dovrebbero essere riveduti in base agli ultimi lavori eseguiti per essere inseriti nella fascia più favorevole.
Sul versante frane si chiede alla Provincia di riguardare con più attenzione le aree del monte Pavaglione e del "Prato del Lupo" sul torrente Angassino per le quali al momento sussiste una descrizione di pericolo generale di movimenti franosi mentre occorrerebbe circoscrivere in maniera precisa solo le poche aree effettivamente pericolose.

 

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