L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

In Consiglio comunale niente auguri
e si finisce a pesci in faccia

 
Acqui Terme. È iniziata nel migliore dei modi, la seduta consiliare del tardo pomeriggio di lunedì 15 dicembre, con i saluti ed i ringraziamenti da parte di tutto il Consiglio al segretario generale del Comune di Acqui Terme, Gianpiero Dealessandri, che terminerà il suo servizio al 31 dicembre.
Poteva essere la serata degli auguri (altri tempi...), dell'atmosfera prenatalizia, invece è finita a pesci in faccia con una parte dell'opposizione (Bosio) che se l'è presa con un'altra parte dell'opposizione (Gallizzi), con la restante parte dell'opposizione (Ferraris per il PD) che ha tranciato giudizi pesantissimi sulla maggioranza e questa che ha risposto per le rime (Rapetti, Bruno). Un solo punto all'ordine del giorno: il trasferimento di immobili di proprietà comunale alla società di cartolarizzazione Avim srl e modalità di cessione degli stessi. Andando alla cronaca, convocazione per le 18,30, inizio alle 19, in un'aula consiliare gelida (battute sulle ristrettezze economiche del Comune che non si può neppure più permettere di pagare il riscaldamento...). All'appello tutti presenti tranne Protopapa (giustificato da Pizzorni) della maggioranza e Allara dell'opposizione. È proprio il presidente dell'assemblea consiliare, Pizzorni, ad iniziare la seduta con i doverosi ringraziamenti al prossimo pensionato segretario generale, cav. Dealessandri sottolineandone lo "spirito di dedizione profonda, l'assoluta competenza e la professionalità indiscussa".
Il segretario ringrazia e ricorda il suo stato d'animo all'inizio del suo incarico ad Acqui Terme, non rinunciando al suo naturale spirito ironico: "Mi chiedevo se sarei stato all'altezza della situazione... brutte figure altrove pazienza, ma nella propria città... spero di non aver fatto brutte figure e di essere stato all'altezza della situazione... auguro a tutti che si avverino i desideri che nutrono, anche se in politica se si avverano quelli di una parte, è difficile che si avverino quelli dell'altra...".
Il sindaco sottolinea due doti del segretario, competenza e calore umano, non dimenticando lati meno conosciuti ("racconta belle barzellette, da giovane ha girato anche un film...").
Altri ringraziamenti da Mauro Ratto a nome del Pdl (lapsus "Pd"... subito corretto), da Borgatta che ricorda le origini visonesi del segretario ed i bei tempi dei viaggi in treno verso l'università del capoluogo ligure ("se c'era lui era garantito il divertimento fino a Genova"), da Salamano ("sempre una risposta alle mie tante domande"), Gallizzi ("apprezzato come uomo, come professionista"), Bosio ("capacità, cognizione di causa ma soprattutto amicizia e il mai chiedere per sé"), Pesce ("quando ho presieduto il consiglio senza di lui sarebbe stata dura"). A chiudere ancora il segretario "Questa è la settimana delle emozioni e questa sera il magone è diventato ancora più grosso... esprimo gratitudine, amicizia e considerazione, per tutti... nei confronti poi del sindaco e del presidente del consiglio comunale, oltre ai rapporti istituzionali, li ho considerati sempre uno il figlio di Giorgio, l'altro il figlio di Arturo".
Applausi sentiti.
Si affronta l'unico punto. Spiega l'assessore Bruno e ricorda l'importanza della società di cartolarizzazione per la valorizzazione degli immobili di proprietà comunale. La società (Avim) è stata costituita, dopo l'approvazione in consiglio comunale, con atto notarile del 4 dicembre e il consiglio di amministrazione è costituito da Laura Bruna, direttore generale del Comune; Paola Cimmino, capo gabinetto del sindaco e comandante polizia municipale, Mariagrazia Cirio, responsabile dell'ufficio legale del Comune. Bruno espone poi l'elenco degli immobili da trasferire alla società: l'area dell'ex caseificio Merlo (valore di stima 3.100.000 euro, appartamento in via Emilia 7 (440.000 euro), 4 alloggi nel palazzo Mariscotti (via Galeazzo, 553.000 euro).
Cavallero chiede delucidazioni sulle percentuali indicate in delibera. Gallizzi fa un intervento che definisce "politico" in cui accusa la maggioranza di aver scelto la via della società di cartolarizzazione per pagare i debiti accumulati dal 1992 in avanti ("si vendono i gioielli di famiglia per pagare i debiti"). Espone poi alcune perplessità in merito a quella che definisce "operazione rischiosa portata a termine senza il controllo della minoranza... non vorrei che fosse un secondo caso swap".
Borgatta lamenta il fatto che ancora una volta non si è potuto dibattere il punto in commissione bilancio, per la ristrettezza dei tempi. Quindi chiede cosa vuol dire Avim, dal momento che non è indicato agli atti (Bruno risponde "Acqui valorizzazione immobili"), e pone altri quesiti tecnici: le cifre indicate non dovrebbero conoscere ribasso? Quale è il tasso di interesse? Quanto è costata la costituzione della società? Perchè non si è fatto ricorso ad un mutuo? Ma Borgatta denuncia soprattutto l'eccessiva fretta nell'affrontare la questione.
Le risposte all'assessore Bruno: l'istituto di credito verserà alla società Avim l'85% del valore, l'Avim cederà al Comune il 75%, poi a seconda dell'esito della vendita degli immobili, provvederà a retrocedere il resto. È un'operazione di vendita non un mutuo, perchè "non è questo il caso per un mutuo" ed il costo degli interessi è di un punto percentuale in più di un mutuo. Bruno conclude "Ci sono delle questioni del passato che vanno risolte e questo è un sistema per risolverle... i soldi in qualche modo devono entrare... il bilancio ha bisogno di liquidità e il Comune non vuole aumentare le tasse e neppure diminuire i servizi".
Bosio non interviene sulla società Avim in quanto non ritiene sia stata costituita in maniera legittima, ma rimprovera duramente Gallizzi per il suo accenno ai debiti del passato. L'ex sindaco ricorda quanti soldi di debito esistevano al suo insediamento come primo cittadino e come abbia lasciato invece la città, risanata economicamente e abbellita.
Quindi Bosio annuncia l'abbandono dell'aula soprattutto perché "il comportamento di Gallizzi non è serio", aggiungendo che "d'ora in poi per qualunque frase non corretta nei miei confronti si dovrà rispondere nelle sedi opportune". Anche Vittorio Ratto lascia l'aula.
Cavallero rimprovera Bruno per non aver risposto sui costi di costituzione della società, sintetizzando in maniera critica la vicenda: "noi chiediamo un prestito alla banca, impegniamo i nostri beni immobili, se poi li vendiamo a meno ci rimettiamo la differenza e gli interessi". Borgatta incalza e chiede nuovamente a Bruno una risposta secca: il prezzo degli immobili potrà scendere oppure no?
Tocca a Ferraris che inizia associandosi ai saluti di ringraziamento nei confronti del segretario, quindi legge un intervento molto duro, in cui sottolinea tra l'altro la "fretta e il modo furtivo... la mancanza di rispetto per le istituzioni... l'urgenza di mettere una pezza al bilancio... la procedura di cartolarizzazione... è l'ultimo espediente per tentare di turare le falle di un bilancio in stato fallimentare.... l'intera operazione serve per fare cassa, cioè per ottenere un finanziamento da una banca per pagare i debiti accumulati con una gestione scellerata".
La frase: "Ma perché non assumete un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti? Perché un mutuo ha lo scopo di finanziare spese di investimento, mentre voi avete la necessità urgente di coprire il disavanzo delle spese correnti di oltre 2.500.000 euro" suscita immediate reazioni soprattutto del sindaco che non vuole interrompere ma evidentemente si carica per l'intervento successivo, che, secondo chi scrive, nasce dal fatto che il primo cittadino non coglie la forma di domanda retorica riguardante i mutui, ma ritiene sia un'affermazione.
La conclusione dell'intervento di Ferraris fa il resto: "Avete chiamato la società Avim; far gestire da voi le finanze comunali è come se l'Avis (l'associazione volontari donatori di sangue) consegnasse a Dracula la banca del sangue".
Il sindaco sbotta, con toni sopra le righe: "Non capisco il livore del consigliere Ferraris che colorisce la realtà di tinte grottesche. Un mutuo si può fare solo per un investimento e lui che è segretario lo dovrebbe sapere... il catastrofismo di Ferraris, legittima scelta politica di opposizione, sta assumendo atteggiamento di chiusura... con le sue espressioni colorite ed esagerate... tante città a noi vicine hanno adottato la società di cartolarizzazione e questo per far fronte ai mancati trasferimenti statali sempre più ridotti nel tempo... Al di là del merito lei usa toni apocalittici che portano solo ad una strana chiusura".
Gallizzi tiene a precisare che il suo intervento era politico e non voleva urtare la suscettibilità di Bosio, nei confronti del quale nulla di personale esiste.
Ancora scambio non di gentilezze tra Ferraris e Rapetti sul divanzanzo di bilancio di 2.500.000 euro sulle partite correnti, per il primo, mentre si tratta di un pareggio globale di bilancio grazie anche alle alienazioni, per il secondo.
A rincarare la dose un intervento a gamba tesa, cioé un po' scomposto dell'assessore Bruno che chiede le dimissioni di Ferraris "faccia questo atto glorioso... dichiari se lo fa apposta o se è veramente incapace... lei ha detto delle falsità...". Poi pressato da Cavallero e Borgatta sui costi di costituzione della società risponde "solo le spese del notaio"; "ma a quanto ammontano?" chiedono Cavallero e Borgatta e Bruno risponde "qualche migliaio di euro" e si lascia sfuggire il commento "se questa è l'opposizione". Poi l'assessore prosegue "la rata del mutuo dei debiti è una baggianata... i debiti più importanti non sono quelli a bilancio... ci sono anche quelli latenti...".
La bagarre è ormai aperta: uno parla sull'altro, Pizzorni fatica a tenere in pugno l'assemblea... Ferraris ribadisce un concetto già espresso altre volte "una maggioranza che aggredisce così l'opposizione non si è mai vista..", Borgatta rimarca "Ho l'impressione che anche solo la nostra presenza fisica vi dia fastidio.. Adesso dobbiamo avere anche la congruità delle domande per avere delle risposte... perché su una domanda qualunque un assessore che arriva a commentare 'se questa è l'opposizione' "; il sindaco commenta a voce alta "se Ferraris dice "scellerata" Bruno può dire "se questa è opposizione..."; mentre Borgatta tenta di dire "siete già maggioranza, fate quello che volete, cosa chiedete ancora...". Pizzorni decide che può bastare e chiede di votare: 12 sì 5 no. Alle 20,43 l'arbitro Pizzorni, come direbbero i commentatori di calcio che vanno per la maggiore, manda tutti a prendere un tè caldo.
Gli auguri un'altra volta. (M.P.)

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]