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Ex Merlo: anche la 2ª asta è andata deserta |
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Acqui Terme. Anche il secondo tentativo effettuato dall'amministrazione comunale per vendere gli edifici e l'area dell'ex Caseificio Merlo di via Salvadori 64 (ex via Rosselli) non ha avuto efficacia.
La vendita era prevista per venerdì 12 dicembre, alle 10, nella sala consiliare di palazzo Levi. La base d'asta era stata fissata a 2 milioni e 790 mila euro, cioè il dieci per cento in meno della somma indicata nel primo bando, quello che non ha ottenuto compratori. Le offerte dovevano pervenire in busta chiusa all'Ufficio protocollo del Comune entro le 14 di martedì 10 dicembre. Ora dopo l'insuccesso della seconda asta, l'immobile sarà assegnato alla nuova società di cartolarizzazione prevista durante il consiglio comunale di lunedì 15 dicembre, ciò per ottenere un anticipo di somme di denaro da parte delle banche che verranno scelte per l'iniziativa. Pare che in pool position ci sia la Cassa di risparmio di Alessandria, ma tutto è ancora in itinere. La cartolizzazione, cioè la vendita di immobili comunali, non dovrebbe essere intesa a tutto campo come il solo obiettivo di far affluire risorse nelle casse del Comune per ridurre il debito, ma essere tassello fondamentale per rilanciare una politica attiva del territorio. Al Comune di Acqui Terme verrà applicata questa regola? Verrà indicizzata operazione per operazione? Cioè vendiamo l'immobile tal dei tali per realizzare questo progetto? Si curerà che le somme ricavate non siano frammentare in tanti rivoli, cioè un poco, tanto per fare un esempio, per pagare la fattura x o la fattura y, l'affitto di un bene o altra situazione debitoria, vale a dire inserendo il ricavato assieme alla realizzazione di eventuali progetti produttivi? L'opinione pubblica è attenta che la "cartolarizzazione" non colpisca i "gioielli di famiglia", "pezzi" importanti, tanto per citarne uno, l'edificio di via Saracco che sino a fine 2007 è stato sede del Tribunale. Si tratta di una struttura sulla quale l'amministrazione comunale per il momento ha affisso, metaforicamente, il cartello "Affittasi", ma non si sa mai, potrebbe anche succedere che trovandosi in difficoltà di cassa, e non trovando affittuari, metta in vendita ciò che Giuseppe Saracco, personalità illuminata, aveva costruito. Tornando all'asta pubblica andata deserta per la vendita dell'immobile ex caseificio Merlo, sarebbe interessante trovare una spiegazione del perché un'area la cui posizione urbana è considerata tra quelle ottimali e alienata a prezzi certamente non proibitivi non ha trovato acquirenti. Tra l'altro, l'area ex Merlo mesi fa era stata individuata quale sede del Polo scolastico. Si tratta di diecimila metri che ultimamente l'amministrazione comunale ha trasformato da area servizi ad area residenziale, pertanto con possibilità di costruire ulteriori palazzi. (C.R.) |
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