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Politica locale

 

Bosio spiega la cartolarizzazione secondo Rapetti

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio a nome del gruppo consigliare Lega Nord - Lista Bosio:
"La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria che prevede la cessione pro soluto di patrimoni immobiliari, di attività patrimoniali capaci di generare flussi di cassa, quali ad esempio i crediti delle imposte o multe ecc. ad una società appositamente costituita (detta società veicolo) a fronte della corresponsione di un prezzo di cessione. La società veicolo finanzia tale pagamento tramite l'emissione di titoli che verranno rimborsati esclusivamente con i ricavi ottenuti dalla gestione delle attività cedute. Ricordiamo comunque che il presidente della Corte dei Conti elencando tra gli altri casi di cattiva gestione la mancata liquidazione degli enti inutili e la scarsa trasparenza delle operazioni di cartolarizzazione. Elargisce critiche anche per la prassi, diffusa soprattutto negli enti locali, della creazione di società pubbliche costituite "non già per accrescere l'efficienza gestionale ma solo per eludere i vincoli del patto di stabilità interno o di fare assunzioni senza concorsi".
Ci vengono spontanee alcune domande: il Comune garantisce in alcun modo il rimborso nel caso i flussi di cassa generati dalle attività cedute non siano sufficienti a far sopravvivere la società?
Praticamente la cartolarizzazione altro non è che la vendita dei nostri beni pubblici per pagare i debiti dal 2003 al 2008 della cattiva amministrazione Rapetti. Si potrebbe altresì ipotizzare un trucco? È una manovra degli stessi per appropriarsi con amici e lobby del patrimonio del Comune? Lo sapremo solo dopo la giunta di oggi (giovedì 11-ndr), quando si chiarirà come saranno scelti i "Partner" dell'operazione e chi saranno. Prendiamo ad esempio la Merlo o il Tribunale, la caserma Rosati o quella del centro, il Comune, con la cartolarizzazione la cederà a pochi o tanti soldi ad una cordata con a cui potrebbe partecipare una Banca. Nel 2009/10 (posso sbagliare sulle date e sui soggetti ma la sostanza non cambia) a questa Banca verranno consegnate le preziose strutture. Strutture che facilmente saranno idonee per altre attività. Di certo per costi, posizione logistica, idoneità ad attività commerciali o edilizie di natura privata. Un modo per cedere a quattro o quarantaquattro soldi un patrimonio immobiliare pubblico per fronteggiare debiti in imminente scadenza, e darli a società immobiliari che ci speculeranno sopra... sigh! I furbetti del quartierino (Ricucci & Co. per intenderci) hanno fatto così le migliori fortune. Grazie alle cartolarizzazioni degli enti previdenziali... Speriamo che ad Acqui Terme sia un'altra storia (ci spero ma non ci credo). Comunque i consiglieri che hanno votato la costituzione e lunedì hanno votato per la cessione del patrimonio del comune alla neonata società saranno di fatto espropriati di ogni diritto ad intervenire successivamente e gli Acquesi di fatto espropriati di un patrimonio comune. Non vorremmo che per lo scheletro di una scuola … Distinti saluti".

Le favolette di Bosio e le verità del PdL

Acqui Terme. Ci scrive il gruppo consigliare PDL:
"Ci sembra sia davvero il caso di confutare le affermazioni del Sig. Bosio, magnificanti le sue opere, apparse sull'ultimo numero de L'Ancora di dicembre.
1) La città, quando arrivò la Lega, non era in abbandono. Questa è la sua bella favoletta, diffusa e propinata.
Acqui, aveva goduto di un'esplosione di attività sul piano infrastrutturale, logistico, commerciale, culturale.
2) La Pisterna, è vero, era diroccata ed, infatti, già Cassinelli e la Giunta precedente di Balza, avevano individuato il problema e ne avevano avviato il recupero con il piano Balza e il piano Margherita Cavallo, meticolosamente copiato dalla Lega. Notare che erano stati ottenuti consistenti contributi per la realizzazione delle strutture, rimasti a disposizione di Bosio che ha potuto utilizzarli. Sempre prima dell'arrivo del sig. Bosio, era stato varato anche il "piano colore" per piazza Bollente e via Garibaldi, oltre all'avvio del recupero delle facciate degli immobili, non solo forzati, ma anche sussidiati.
3) L'acquedotto non era più un colabrodo perché era stato riparato nel 91, erano stati puliti ed ampliati i pozzi del Filatore, dissotterrata e sostituita la conduttura principale che andava dall'acquedotto alla città e sostituite le condutture periferiche per il 60% . In particolare, nell'anno '91, che fu l'anno della prolungata siccità, l'allora Sindaco ottenne, con interessamento diretto, l'assegnazione di circa due miliardi dal Ministro Goria, per acquistare le tubature necessarie ad attingere l'acqua da Predosa e alimentare Acqui e la val Bormida.
Bosio, purtroppo, affermò che attingere da Predosa fosse una stupidità, perché Acqui era ricca di acqua, bastava scavare. Così, a causa di questo colpo di genio, la nostra città ha subito anni di carenze idriche fino alla costruzione del "tubone" che ora ci collega con Predosa. (ma dopo inutili costi per scavare pozzi, con l'aiuto di un rabdomante, che non portarono, ovviamente, a nessun risultato).
Questa decisione ha, però, costretto i cittadini a vivere anni di incertezze e obbligato gli alberghi, gli esercizi commerciali e molti privati a dotarsi di autoclavi e cisterne di emergenza.
4) a proposito di debiti, il primo SWAP risale al 2001, sindaco Bosio, decisione questa che determina oggi una delle cause di indebitamento del Comune.
5) la cartolarizzazione è l'unico strumento che può consentire di risanare il bilancio. È un'operazione caldamente suggerita da valenti economisti e dallo stesso ministro Tremonti che giustifica la liquidazione delle partecipate e l'alienazione delle aree e degli edifici pubblici per recuperare la parità di bilancio in momenti in cui tutti gli Enti locali si trovano in gravi difficoltà per la mancanza dei trasferimenti, la diminuzione dell'ICI, il mancato incasso della parte di ICI di competenza, e, per Acqui, anche la decisione di non aumentare l' Irpef (infatti, non abbiamo aumentato le tasse)
5) e perché non dire due parole sulle fontane?
La progettazione fu affidata il 13 maggio 1999 all'arch. De Fiore, con studio a Roma, il progetto fu approvato per un importo di lire 1.800.000, il tutto finanziato con un mutuo presso la Cassa DD.PP.
Con l'intervento delle varie ditte i lavori sono proseguiti, ma a seguito della loro complessità, le opere di posizionamento dei marmi sono avvenute con temperature troppo basse (mese di dicembre a -8 gradi) rispetto alle indicazioni dei fornitori dei materiali per la sigillatura e posa e questo ha presumibilmente dato origine al problema delle varie perdite, distacchi dei marmi etc…
Esisteva anche una oggettiva carenza di progettazione della parte tecnica-impiantistica, in particolar modo, della parte idraulica, prova la mancanza di una vasca per il riciclo dell'acqua. Tale mancanza ha comportato un notevole consumo, in quanto è necessario un continuo apporto dall'acquedotto. Se, poi, aggiungiamo le perdite, i consumi sono aumentati in modo considerevole negli ultimi anni, con un esborso di circa 40/50 mila euro annui. Avete letto bene! Buttiamo in fogna 50.000 euro all'anno perché Bosio non ha previsto il riciclo dell'acqua.
I lavori sono stati ultimati con fretta compulsiva, lavorando di notte al gelo, per inaugurare la fontana nel 2000, non sapendo che il millennio sarebbe finito l'anno successivo! E tutta questa frenesia, ha causato una serie di lavori per evitare le continue perdite, con risultati non troppo soddisfacenti. Molti anche gli interventi straordinari, quali stuccature per evitare perdite, griglie per le acque laterali, con risultati modesti, perché risulta difficile ripristinare una struttura realizzata in quelle condizioni. La cifra spesa negli anni è di circa 100.000 euro.
Davvero bel modo di amministrare".

Bosio: "PD e FI si prendano le proprie responsabilita"

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio:
"Egregio Direttore, mi permetta uno scritto dal titolo "Balle, imprecisioni e qualunquismo": comincio dal PD, a cui dico che è ora di smetterla di raccontare la storiella dei debiti fatti da Bosio, non è così!!! La prima considerazione è:
- i debiti dei comuni si misurano esclusivamente in rata di mutuo da pagare, in quanto per le spese correnti non è possibile fare mutui; se fosse possibile Rapetti e Paolo Bruno avrebbero fatto un mutuo per pareggiare il Bilancio 2008.
La seconda considerazione è:
- Bernardino Bosio, sindaco della Lega Nord, ha ereditato nel Bilancio Comunale del 1992, approvato dal Commissario Prefettizio, una rata annuale di mutui, da pagare, per i debiti fatti da DC e PC (oggi ampiamente rappresentati da F.I. e P.D.), di 3.251.823.000 di vecchie lire pari a euro 1.679.426,00.
La terza considerazione è:
- Acqui Terme aveva l'apparenza una città in abbandono, buia, con la Pisterna diroccata, l'acquedotto era un colabrodo al pari delle fognature, il patrimonio comunale disastrato, e l'economia turistica alla canna del gas.
Abbiamo investito circa 70 miliardi delle vecchie lire, (frutto di molti contributi che riuscimmo ad ottenere da Regione Piemonte e dallo Stato). Ho lavorato, in collaborazione con i miei assessori e i consiglieri per 10 anni, con impegno, risparmi e sacrifici, ho lasciato la città all'onor del mondo, l'economia in crescita e nel bilancio del 2003 la rata da pagare era di euro 1.691.350,00 ovvero solo euro 12.000,00 in più! È ben vero come ricorda il dottor Paolo Bruno che ho rinegoziato i mutui, soprattutto quelli fatti con le banche private al 13,50%, ma anziché vendere il patrimonio comunale ho comprato la Merlo che oggi salva le "chiappe" incollate alle poltrone di consiglieri di maggioranza e giunta.
Un fatto straordinario tutto ciò che la mia giunta e consiglieri della Lega Nord hanno dovuto fare, per rimediare i disastri fatti da DC e PCI (oggi F.I. e P.D.) a Palazzo Olmi e Chiabrera e alle scuole di via XX Settembre; caro Enrico, caro Maria, caro Silvio, caro Bertero, prima del 1993 c'era anche lei con DC e PCI???. Chiedo venia sig. Vicesindaco non so mai come chiamarla! Sono felice che lei abbia pulito anche davanti al Tribunale, sappia che, nonostante le mie vicissitudini, sono certo, che oltre ad aver ben amministrato i soldi degli acquesi per 10 anni, di non aver "mai" proposto delibere "interessanti" per nessun costruttore o immobiliarista o studio professionale, (del resto non tratto alloggi, aree o terreni). Gli acquesi hanno chiaramente visto che oltre a corso Italia è stata tolta prontamente la neve anche davanti al Comune e all'Enoteca… (e sì anche lì…) mentre a 100 metri di distanza (Via Nizza) e nell'80% dei parcheggi liberi il giorno 18 dicembre è ancora presente la neve del 28 novembre… 20 giorni di distrazione. Caro Vicesindaco lei non deve convincere il sottoscritto, ma i suoi 3/400 elettori, e altri 20.000 Acquesi. Per quanto riguarda i contatti tra lei il sindaco ed il comandante Cimmino dei Vigili Urbani: forse non erano connessi, poiché il sabato 29, né nei pressi degli automezzi che asportavano la neve in corso Italia né da altre parti, c'erano la comandante né i Vigili Urbani pur impegnati a risolvere le manchevolezze del piano neve. A proposito di costi…, non è perbene che alcune macchine operatrici o camion siano accesi per ore ed ore senza lavorare… inquinamento gratuito e ore costose! La Prefettura aveva diramato un bollettino di abbondanti nevicate 18 ore prima, e avreste dovuto cercare gli spalatori il giorno prima, per fare ciò di cui ogni cittadino ha diritto in una buona amministrazione… ancora una cosa, per la Fontana c'erano, dal giugno del 2002 (amministrazione Rapetti), più soluzioni:
- la prima un po' di manutenzione, mai fatta in 6 anni, la seconda, come proposto, dal geom. Foglino, nel 2003 la trivellazione di un pozzo, (fino al 2002, il costo dell'acqua era diverso), la terza è, che se proprio le dà fastidio, la tolga…".

Sulla questione dell'area Borma la Lega Nord replica all'ass. Gelati

Acqui Terme. Ci scrivono il gruppo consigliare e il direttivo della Lega Nord:
"La Lega Nord gradirebbe replicare alla dott.ssa Giulia Gelati. Non solo da oggi l'amministrazione Rapetti è sensibile alle grandi e piccole varianti urbanistiche per pochi, ma stupisce che oggi ci sia una difesa a spada tratta dell'investimento proposto dall'Immobiliare Piemontese, nell'intervista rilasciata a L'Ancora, dall'assessore all'urbanistica, nel presentare, quasi fosse un intervento comunale, l'investimento dell'impresa Orione e altri per la Borma, ha dedicato il 20% delle parole alla costruzione dello scheletro della scuola media (valore al costo poco sopra il 1.000.000,00 di euro) da parte dell'Immobiliare Piemontese, il 75% della magnificenza alla futuribile costruzione dell'albergo e meno del 3% alla costruzione di oltre 300 alloggi! Per quanto riguarda la perplessità sulla costruzione dell'albergo, potrebbe, nel prossimo consiglio comunale, dibatterne con il consigliere Bosio, in consiglio comunale, chiarendo quella che lei considera una menzogna e di proposte di urbanistica, in quanto, il consigliere Bosio in riunione del nostro gruppo, ha dichiarato come sua l'affermazione contestata e di aver fatto una serie di proposte a lei per cercare una soluzione ragionata e ragionevole nell'interesse della collettività, in materia di urbanistica, nel rispetto di chi oggi ad Acqui Terme sta credendo ancora di lavorare per il futuro. Per quanto riguarda l'acqua calda della Bollente sembrerebbe che l'unica a non sapere sia Lei…
Il gruppo Lega Nord - Lista Bosio fa una seria proposta che potremmo portare in un consiglio comunale convocato ad hoc, l'Immobiliare Piemontese sia disponibile a modificare l'atto unilaterale dicendo che ci sarà:
- la cessione a titolo gratuito, a favore del Comune delle aree, comprese nella dotazione dello standard urbanistico da conseguire con l'intervento proposto.
- che la cessione dello standard urbanistico non preveda a carico del comune costi futuri di manutenzione in aree di stretta utilità delle costruzioni private del P.P.E. la realizzazione diretta a carico della proponente di edificio completo ad uso Scuola materna, al fine di rilocalizzare quella esistente in Via Savonarola;
- la realizzazione di opere strutturali per edificio destinato a scuola media, il progetto esecutivo relativo alla stessa, saranno a carico dell'Immobiliare Piemontese.
- la costruzione delle opere strutturali per l'edificio scolastico saranno contestuali alla costruzione del primo insediamento residenziale o commerciale realizzato come per la a costruzione dell'albergo e nel caso non sia iniziata entro i successivi 12 mesi, l'area verrà donata al Comune di Acqui Terme che si impegna a realizzare un importante parco di verde urbano entro 24 mesi.
Essendo vicino al Santo Natale proponiamo inoltre di incominciare a dialogare realmente e costruttivamente sul bene della città, abbassando noi i toni e voi quell'aria di sufficienza con cui trattate noi consiglieri di minoranza in tutte le occasioni".

Gallizzi: il Comune sull'orlo della bancarotta?

Acqui Terme. Ci scrive il consigliere comunale de "La città ai cittadini", Michele Gallizzi:
"Il consiglio comunale del 15 dicembre scorso, che aveva un solo punto di discussione all'ordine del giorno riferito alla neonata società A.V.IM. (Acqui Valorizzazione Immobiliare), ha messo in evidenza la fragilità dell'equilibrio finanziario comunale.
È il caso di dire: noi l'avevamo detto! Tantissime volte sono intervenuto, insieme a molti altri consiglieri dell'opposizione, per evitare che flussi di denaro pubblico finissero in opere inutili e qualche volta dannose alla collettività. Le parole di allora risuonano ancora nella maggiore sala del consiglio comunale, e fanno eco alla dispersione di capitale pubblico, di cui è evidente la mancanza nelle casse del comune. Si, perché di mancanza si tratta. Non voglio fare né un "j'accuse", non rientra nelle mie abitudini, né attacchi personali, non servirebbero, però da cittadino acquese che paga le tasse ed è anche consigliere comunale, devo pur esprimere una denuncia politica e dire a chi mi ha votato e, comunque, a tutti i cittadini acquesi, che il comune della città di Acqui Terme, non ha più nessuna capacità d'indebitamento. E non lo sostengo soltanto io, perché nell'ultima seduta del consiglio comunale, lo hanno confermato l'assessore alle finanze dott. Paolo Bruno e il sindaco Danilo Rapetti. In modo molto lapalissiano hanno dichiarato che il comune non può più accendere mutui con le banche e con la Cassa Depositi e Prestiti. Proprio per questo e per sopperire alla carenza di liquidità, l'amministrazione ha trovato l'escamotage della cartolarizzazione. Pertanto ha creato la società A.V.IM. s.r.l. a cui affidare gli immobili da vendere per poter usufruire di capitale fresco donato alla stessa società dall'Istituto di Credito, che è l'intermediario essenziale di tutta l'iniziativa. Tutta questa complessa operazione comporta indubbiamente dei rischi e delle spese che ricadono automaticamente sui cittadini acquesi. I rischi sono legati alla svendita degli immobili se non si trovano acquirenti al prezzo stimato dal tecnico delegato dal comune, oppure all'asta come pegno bancario, se l'Istituto di Credito non rientra del suo capitale, per non parlare di tutte le spese che ci sono prima e dopo l'operazione. Ma allora, se il comune si trova nella condizione di non poter più accendere mutui, siamo davvero sull'orlo della bancarotta?
Sarebbe interessante se l'amministrazione comunale informasse i cittadini acquesi, quanti mutui sono stati accesi in questi ultimi 28 anni, per analizzare i comportamenti politici e amministrativi delle giunte che fino ad oggi si sono succedute".

Novello presenta il programma della Lega Nord

Acqui Terme. Ci scrive Francesco Novello:
"Essendo vice segretario della sezione Lega Nord di Acqui Terme vorrei informare tesserati, simpatizzanti, i cittadini di Acqui e paesi limitrofi, sul programma politico ed amministrativo condiviso e votato dall'assemblea all'unanimità.
Programma che impegna il nuovo direttivo e collaboratori a lavorare in ogni settore.
Giovani: creare un gruppo di ragazzi e ragazze che lavorando al nostro fianco acquisiscano la nostra esperienza per avere in futuro un ricambio di persone preparate alle attività politiche.
Anziani: con l'apertura della nuova sede più in centro e comoda intendiamo dare loro un'assistenza per qualsiasi necessità ed informazione, ogni cittadino che abbia un problema può esporlo e noi faremo tutto il possibile supportati da persone preparate per risolverlo.
Controllare: progetti, variazioni in genere (bilancio, lavori pubblici e urbanistici) in modo da evitare inutili sprechi.
Sicurezza: le leggi attuali danno ai sindaci possibilità di emanare delibere e ogni tipo di controllo quindi, controllare i matrimoni di comodo, i nuclei familiari che magari dichiarano quattro persone e poi di notte... Le zone più a rischio dove gli extracomunitari, tra cui molti clandestini, molestano e derubano, cosa che avviene ormai giornalmente.
Controllare i redditi delle famiglie che fanno domanda per le case popolari e controllare le cantine delle case già assegnate. I cittadini devono poter uscire di giorno o di sera con tranquillità senza dover sempre guardarsi attorno.
Commercio: per salvaguardare i commercianti e gli ambulanti controllare i venditori abusivi, i prodotti contraffatti, i punti di telefonia, ma questo va fatto al più presto per evitare che il traballante commercio acquese crolli completamente.
La Lega Nord si rende disponibile a collaborare con gli amministratori che vogliono salvaguardare ogni tipo di sicurezza del cittadino con fatti e non chiacchiere, questo porterà più impegno all'attuale amministrazione ma sono stati votati con l'intenzione di dare veramente una sicurezza stabile.
Vorrei ricordare che dove amministra la Lega Nord tutto questo è già in atto ed il cittadino approva ed apprezza.
Il segretario ed il direttivo Lega Nord Acquese invitano tutti i tesserati, simpatizzanti e quanti vogliono partecipare, la sera del 22 dicembre a palazzo Robellini dalle ore 21 per scambiarsi gli auguri di Natale".

 

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