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Alla Mostra presepi una grande affluenza

 
Acqui Terme. La visita alla Esposizione internazionale del presepio continua, ad Expo Kaimano, sino a domenica 11 gennaio, giorno dedicato alla consegna dei premi agli espositori ed ai primi classificati del Concorso minipresepi, manifestazione che ha visto la partecipazione di alunni delle scuole materne elementari e medie. La rassegna presepistica acquese ha dunque confermato la sua validità acquisita durante 22 edizioni e nel 2008, ancora una volta, l'evento si è collocato al centro dell'interesse di un grande pubblico.
Il pubblico che ha visitato la rassegna, tra cui esperti del settore provenienti da Piemonte, Liguria e Lombardia, non ha esitato a considerare la manifestazione acquese tra le poche protagoniste assolute in questo genere di esposizioni specializzate, per la presenza di circa quattrocento natività ed altrettante ambientazioni, migliaia di statuine, una notevolissima quantità di opere costruite da artisti di fama, ma anche da amatori del presepe dotati di grandi capacità realizzative. Le scuole di Acqui Terme e di tanti Comuni dell'Acquese, dell'Astigiano e dell'Alessandrino hanno contribuito alla riuscita della rassegna.
Si tratta di alunni che sotto la guida dei loro insegnanti hanno realizzato vere e proprie opere d'arte.
Utile anche sottolineare che durante le prime settimane di apertura l'inclemenza del tempo, le nevicate e le giornate di pioggia intensa hanno determinato una minore affluenza di pubblico, poi in gran parte recuperata nel periodo di Natale e Capodanno. Infatti, causa neve ed altre situazioni meteorologiche negative, agenzie di viaggio che avevano prenotato, hanno disdettato la visita. Così è stato per alcune scolaresche provenienti da fuori Acqui Terme.
La realizzazione dell'Esposizione internazionale del presepio da sempre viene effettuata dalla Pro-Loco Acqui Terme, con la collaborazione dell'amministrazione comunale.
L'evento, con la Feste delle feste-La Festalonga, lo Show del vino è ormai considerato il maggiore tra quelli che fanno parte delle attività promozionali, culturali e turistiche della città.
L'esposizione internazionale del presepio rimarrà aperta sino a domenica 11 gennaio. (C.R.)

Una pagina della storia acquese di arte e di fede

Alla prima esposizione dei presepi
le statue del '700 custodite alla Madonnina

Acqui Terme. Giunti all'ultima settimana di visita della ventiduesima edizione della Esposizione internazionale del presepio, manifestazione creata ed organizzata continuativamente dalla Pro-Loco Acqui Terme, è legittimo riportarci all'inizio dell'evento avvenuto il 29 novembre 1986, nei locali già sede della mensa dell'ex caserma Cesare Battisti di via Roma. La richiesta di illustrare le iniziative, che furono alla base di una realizzazione che si è rivelata di grande interesse, proviene da cittadini sensibili al problema, soprattutto perchè fu l'occasione di portare a conoscenza del grande pubblico che la nostra città conserva un'opera antica d'arte in questo settore.
Infatti l'attrazione della prima esposizione presepistica acquese era costituita, come affermato nelle cronache del tempo, "dalle straordinarie statue del presepio settecentesco del Santuario della Madonnina". Sempre dalla cronaca di allora si legge che "l'esposizione di queste statue rappresenta una particolare occasione artistico-culturale per la nostra città, fino al punto che i padri Cappuccini del Santuario, insieme al curatore dell'epoca del Museo archeologico di Acqui Terme, dott. Gigi Moro, hanno preparato una speciale presentazione, mediante apposito depliant, del prezioso presepio". Migliaia di persone ebbero l'opportunità, oltre che di ammirare la bellezza delle statue, di avere notizie storiche sulla loro origine. La rassegna venne inaugurata dal vescovo della Diocesi monsignor Livio Maritano, che si congratulò per l'iniziativa e prese visione del presepio della Madonnina e della ricostruzione del passato che se ne fece.
Si trattò di puntualizzazioni codificate ottenute attraverso ricerche d'archivio e documentazioni varie in cui emerse la tradizione del presepio nella chiesa della Madonnina a partire almeno dall'inizio dell'800. L'attuale struttura della chiesa mariana acquese si deve all'opera di due vescovi diocesani: mons. Giovanni Battista Roero (1727 - 1744) e mons. Carlo Giuseppe Capra (1755 - 1772); il santuario fu ufficialmente consacrato da mons. Giuseppe Antonio Corte (1773 - 1783) ed ancora restaurato dopo le offese degli eserciti austriaci (1795) e francesi (1800), da mons. Modesto Contratto, cappuccino ivi sepolto, e riconsacrata da mons. Giuseppe Maria Sciandra (1875) che la fece affrescare dal pittore locale Pietro Tommaso Ivaldi, il Muto. Risulta, infatti, tra le entrate del libro dei conti della amministrazione del Santuario, una colletta effettuata in città nel 1804 per l'acquisto del presepio, da una chiesa genovese. Ma, era scritto nel documento pubblicato con il titolo "Tradizione del presepe alla Madonnina", che "assume particolare rilievo, dal 1807 al 1825, l'allestimento del presepe in quanto, in tale occasione, veniva retribuito un apposito allestitore, tale Giuseppe Ivaldi, tradizione continuata ancora per alcuni anni da Carlo Ivaldi". Sempre da ricerche nell'Archivio vescovile acquese risulta che "in un inventario del 1835 dei beni del Santuario erano elencate le 'trenta statue circa, mezze rotte', da identificarsi con l'attuale artistico presepe". Venne ancora documentato "l'acquisto di statue di diversi animali nel 1808 dal signor Stoppino di Morsasco, così come un ulteriore incremento del presepe è avvenuto nel 1836 con acquisto, a Genova dall'artigiano Giardina, di diverse statuette in terracotta sia di persone che di animali".
Sempre nella ricerca del 1986, scritta in occasione della prima Esposizione internazionale del presepio nella nostra città, si legge che "l'allestimento del presepe si è mantenuto vivo sino ai nostri giorni attraverso i padri Cappuccini ai quali è stata affidata la cura, zelante e devota, del Santuario cittadino dal 23 novembre 1898". Il documento ha inorgoglito, ieri come oggi, il cittadino acquese in quanto si sente titolare, semplifichiamo con "padrone," di opere d'arte di notevolissimo interesse, da trasmettere alla visibilità futura da parte del popolo della Bollente e di chi nella città termale intenderà ammirarle.
Sempre nel documento realizzato nel 1986, ricavato da indicazioni rinvenute nell'archivio dei padri Cappuccini della Madonnina e nell'Archivio Vescovile di Acqui Terme, si scriveva che " le figure esposte (alla prima edizione del 1986 della Esposizione del presepio - ndr) costituiscono un nucleo omogeneo di trenta pezzi appartenenti ad un antico presepe (fine XVIII Sec.) pervenuto al Santuario di Santa Maria della Neve detto "la Madonnina"". Con l'occasione, anche attraverso la Pro-Loco ed il Civico museo archeologico, si propose il finanziamento del restauro delle statue perchè venisse "a rendere fruibile costantemente un importante nucleo del patrimonio storico, artistico e religioso di Acqui Terme". Restauro che consistette nella disinfestazione da insetti xilofogi (tarli), consolidamento delle statue e pulitura delle parti lignee, costruzione di nuove basi per quelle sprovviste delle originali, quindi di lavaggi degli abiti, sia in cotone che in seta, ripresa a cucito degli abiti originali nei punti lacerati. Per le statuine mancanti dei tessuti l'opera necessaria era quella di adattare nuovi vestiti conformi a quelli antichi. Per questo l'antico presepe della Madonnina è caro agli acquesi che in esso riconoscono una pagina della propria storia d'arte e di fede.
La natività proposta in prima pagina sull'ultimo numero del 2008 è proprio quella che fa parte del presepe conservato nel Santuario della Madonnina. (red.acq.)

 

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