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Un piano di interventi per la manutenzione
del territorio collinare e montano

 

Campo Ligure. Giovedì 22 gennaio presso la sala Consigliare del Comune di Campo Ligure sono stati presentati i documenti di sintesi (Atlante dei cartogrammi del profilo strategico, Atlante dei cartogrammi del profilo strutturale, Atlante dei cartogrammi del profilo attuativo) del "Progetto Manumont Piano direttore per la manutenzione del territorio collinare e montano" riguardanti le valli Stura e Orba.
Hanno partecipato ai lavori, insieme con i redattori del progetto, dirigenti dell'Autorità di Bacino del Po,amministratori e dirigenti della Regione Liguria e della Provincia di Genova, amministratori e funzionari locali.
La "storia" della montagna e della sua manutenzione attraversa centocinquant'anni di storia dello stato Unitario e ha dato luogo alla promulgazione di una pluralità di leggi prima nazionali e poi regionali espressione delle situazioni sociali, della cultura e della tecnica tempo per tempo adottata.
Valli e versanti densamente popolati ospitavano un formicolare di attività "povere" strettamente collegate: la selvicoltura per la produzione di legname da ardere, da opera e carbone, la coltivazione del castagno da frutto, una zootecnia minuscola, da autoconsumo, se consideriamo azienda per azienda ma grande nei numeri complessivi, la coltivazione di patate in piccole fasce strappate al pendio
La forza motrice dell'acqua dei torrenti ed il carbone dei boschi alimentavano ferriere e vetrerie ma... miseria, fatica e fame erano compagne di viaggio delle comunità.
L'emigrazione verso paesi stranieri e, nel dopoguerra verso le città del Triangolo Industriale, ci ha consegnato montagne spopolate ma, soprattutto, senza quei mestieri che le rendevano vive ed avevano come risultato di medio e lungo termine la costante e capillare manutenzione del territorio
"...l'acqua non penetra nel terreno e ruscella di colpo a valle perchè nessuno taglia l'erba nelle fasce terrazzate!" fosse solo per quello! Il prato sfalciabile era il risultato di un lavoro minuzioso e continuo che faceva sì che le fasce fossero avvolte da un reticolo di canalette che ne garantiva l'irrigazione e le difendeva da frane e smottamenti
Per decenni si sono favoriti rimboschimenti di conifere con finalità volte più a garantire un po' di lavoro ai valligiani piuttosto che una razionale gestione della selvicoltura . A seguito di alluvioni e dissesti sempre più frequenti, rarefacendosi la presenza di allevatori e boscaioli, la manutenzione è diventata difesa del suolo fatta di briglie fluviali e muraglioni
Gli studi e le osservazioni di questi anni indicano in un approccio multidisciplinare (ingegneristico, agronomico, forestale, geologico, naturalistico, finanziario) il metodo per proporre ipotesi di manutenzione integrata e sostenibile del territorio montano
L'Autorità di bacino del fiume Po ha promosso un metodo di lavoro che persegua le seguenti finalità strategiche:

  • dimostrare la sostenibilità di un sistema di manutenzione permanente
  • definire concetti e criteri condivisi di ricognizione, controllo e manutenzione del territorio
  • proporre modelli di coinvolgimento degli enti locali nell'attività di manutenzione
  • individuare meccanismi di finanziamento continuativi per l'attività di manutenzione
  • individuare meccanismi di affidamento dei lavori più coerenti con le azioni manutentive
  • individuare procedimenti amministrativi semplificati e condivisi per l'approvazione dei programmi e degli interventi.

Per l'attuazione di tale progetto, Autorità di bacino del Po, UNCEM, Comunità Montana Appennino Parma Est, Comunità Montana Valli del Nure e dell'Arda, Comunità Montana Valli Stura e Orba, Comunità Montana Valle Ossola, Comunità Montana Valchiavenna, Comunità Montana del Baldo, in rappresentanza delle regioni coinvolte, hanno sottoscritto il 12 maggio 2005 un Protocollo d'intesa per la definizione di progetti pilota di manutenzione del territorio, che prevedono la predisposizione di un Piano direttore per la manutenzione per il territorio di ognuna delle Comunità montane sottoscrittici dell'accordo.
La Comunità Montana Valli Stura e Orba, dall'1/1/2009 Valli Stura, Orba e Leira, con l'aggiunta del Comune di Mele, fa parte, con i Comuni del versante padano del bacino idrografico del Po.
L'Ente montano ha trasferito nelle schede attuative del progetto l'esperienza maturata in questi ultimi 15 anni dedicati allo sviluppo sostenibile del territorio nei suoi molteplici aspetti.
I lavori di messa in sicurezza dell'asse fluviale del torrente Stura la, creazione del Consorzio Forestale Valli Stura e Orba e l'esperienza pilota degli impianti di teleriscaldamento a biomassa forestale, di provenienza esclusivamente locale, hanno cercato di dare risposta alle principali criticità legate al ripetersi di piene disastrose e all'abbandono dei boschi che di queste piene era corresponsabile.
In questo nuovo concetto di manutenzione, non più a compartimenti stagni, si inseriscono, a pieno titolo, le iniziative volte a valorizzare e a incrementare le attività economiche legate al territorio. Ecco lo sviluppo della "filiera corta", dal produttore al consumatore, intrapreso nel 1998 con la strada di prodotto "Le Valli del Latte".
Una volta tanto, quindi non un libro dei sogni ma un piano dove un certo numero di ipotesi è suffragato da cartografie, computi metrici e indicazione precisa dei costi, condivisi dagli Enti preposti alla tutela del territorio, dai quali ripartire per gli interventi di programmazione negli anni a venire.
dr. Agr. Riccardo Favero, responsabile dell'Ufficio Agricoltura della Comunità Montana Valli Stura Orba e Leira

 

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