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Tribunale di Acqui Terme: i pericoli
arrivano sia da sinistra sia da destra

 
Acqui Terme. Ferve in questi giorni il dibattito sulla riforma della giustizia. E si torna inevitabilmente a parlare di soppressione dei piccoli tribunali.
"Stavolta abbiamo sfiorato la debacle" ci riferisce l'avv. Piero Piroddi, presidente dell'Ordine degli avvocati di Acqui Terme e Vicepresidente del Coordinamento Nazionale degli Ordini Forensi Minori, il quale ci informa che la delega per la revisione della geografia giudiziaria era pronta per essere presentata al Consiglio dei Ministri del 23 gennaio scorso, ma all'ultimo momento è stata accantonata, pare per volere diretto del presidente del consiglio che, secondo una certa interpretazione della stampa (G. D'Avanzo su "La Repubblica" del 29 gennaio), avrebbe respinto la proposta temendo "sgradevoli proteste".
In realtà è da ritenere che Berlusconi sia stato adeguatamente informato sul fatto che la soppressione di alcuni piccoli tribunali non avrebbe migliorato il servizio della giustizia, sia perché i tribunali minori - come dimostrato dalle statistiche - danno una risposta più tempestiva, sia perché le lungaggini processuali sono dovute all'esistenza di decine di riti, particolarmente nel processo civile, sia perché è emerso recentemente che le cause principali dei rinvii dei processi penali sono da attribuirsi o all'assenza del magistrato o del testimone della procura ovvero alla mancata notificazione di un atto; in definitiva, che la lentezza della giustizia pare dovuta principalmente ad una vera e propria mancanza di organizzazione, oltre che alle gravi carenze degli organici sia dei magistrati che del personale amministrativo. Occorre però ancora rammentare che pochi giorni prima si era registrata l'ennesima entrata a gamba tesa dell'associazione nazionale Magistrati ("il PD dei magistrati della sinistra militante", secondo il senatore Domenico Benedetti Valentini, AN, storico difensore dei piccoli tribunali in quanto già presidente dell'Ordine di Spoleto), che ha avanzato la proposta di sopprimere tutti i tribunali con meno di 20 giudici in organico, e cioè addirittura una novantina, quindi oltre la metà dei 165 tribunali italiani. "Purtroppo - commenta l'avv. Piroddi - questa sconsiderata richiesta è stata ripresa nel corso della seduta del Senato di mercoledì 28 gennaio, dedicata alla relazione del ministro Alfano sullo stato della giustizia, allorchè i magistrati senatori Casson, D'Ambrosio e Maritati, oltre alla nota capogruppo del PD Anna Finocchiaro, hanno presentato una risoluzione che, in un esplicito capoverso, chiedeva la soppressione dei tribunali minori.
Una risoluzione prontamente bocciata, benché il senatore Casson avesse cercato precipitosamente di apportare in extremis una modifica al documento, sostituendo pudicamente la parola "razionalizzazione" alla parola "soppressione" dei tribunali minori.
L'iniziativa non è giunta inattesa, in quanto, così come avevamo informato i lettori de L'Ancora, il programma del PD diffuso in occasione delle ultime elezioni politiche conteneva esplicitamente la previsione della soppressione o dell'accorpamento dei tribunali minori".
Aggiunge l'avv. Piroddi: "Quanto riferito per onore di verità e dovere di cronaca non deve però essere inteso come una presa di posizione di carattere politico in favore o contro determinati schieramenti.
Chi mi conosce sa quanto duramente abbia criticato i provvedimenti emanati in materia di giustizia durante il quinquennio 2001/2006, allorchè era ministro il leghista Castelli.
Si vuole soltanto sottolineare che in questo momento i pericoli maggiori paiono provenire dal centro sinistra; ma in verità non siamo del tutto sicuri nemmeno dell'atteggiamento del centro destra, nel quale molti autorevoli esponenti (Ghedini, Pecorella, ecc.) sono avvocati provenienti da grossi Fori e pertanto poco sensibili alle problematiche della sopravvivenza dei piccoli tribunali".
"È certo - conclude l'avv. Piroddi - che manterremo alta la guardia e costante i livello di attenzione.
Il direttivo del Coordinamento Nazionale degli Ordini Forensi Minori ha deciso di riunirsi periodicamente a Roma, in una sede che è stata messa cortesemente a disposizione dal nostro concittadino dott. Riccardo Alemanno, Presidente dell'Istituto Nazionale Tributaristi, al quale va la nostra riconoscenza: un segno quanto mai tangibile ed apprezzabile di condivisione e di coesione tra tutte le forze che devono difendere il nostro territorio". (red. acq.)

 

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