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Lavori in corso per il ponte Carlo Alberto

 
Acqui Terme. "Presentava segni di ammaloramento particolarmente avanzato". La frase fa parte del comunicato dell'amministrazione comunale attraverso il quale è stata annunciata la chiusura del marciapiede a valle del ponte Carlo Alberto. L'opera, a titolo prudenziale, è stata valutata necessaria dall'Ufficio tecnico comunale, vista la rigidità della stagione invernale, la quantità di neve caduta da novembre ed il volume della pioggia che hanno caratterizzato gli ultimi mesi del 2008 ed inizio 2009. Nell'annunciare l'inizio dei lavori, il sindaco Danilo Rapetti ha ricordato che "la proposta di piano triennale delle opere pubbliche del Comune, approvata a novembre dello scorso anno dalla giunta comunale, prevede al suo interno un opportuno stanziamento da finalizzare, durante il 2009, a opere di messa in sicurezza e riqualificazione del ponte Carlo Alberto, posto su una delle principali vie di accesso della città".
"È impegno dell'amministrazione comunale procedere alla riqualificazione e messa in sicurezza complessiva cercando di ridurre al minimo i disagi per la popolazione residente e che gravita quotidianamente sulla città. Al termine dei lavori il ponte sarà restituito completamente al pubblico utilizzo, rendendolo anzi percorribile con minori sussulti per il traffico veicolare, pur conservando le caratteristiche storiche dell'opera", sono ancora parole del sindaco Rapetti.
Per l'assessore ai Lavori pubblici, Daniele Ristorto, "appena iniziati i lavori sarà necessario istituire un percorso di senso unico alternato, chiudendo metà carreggiata per tutta la lunghezza del ponte. I lavori saranno di ripristino marciapiedi e risanamento conservativo della carreggiata stradale". Quindi si prospetta il transito a senso unico. "La tempistica dell'opera è ipotizzata in due mesi, per un importo di 500.000 euro circa", viene ancora ricordato dall'amministrazione comunale.
Sin d'ora l'amministrazione comunale, data l'importanza di quel tratto di sistema viario, avrà puntati i riflettori dell'opinione pubblica sulla "tempistica" e non saranno accettati ritardi per nessun motivo.
Nei dettagli, come comunicato all'assessorato ai Lavori pubblici, le opere consistono nella asportazione della pavimentazione stradale e pedonale, con accatastamento dei materiali a piè d'opera per il loro successivo riutilizzo; asportazione di materiale di riempimento con successiva creazione di cordolo in cemento armato a ridosso dell'esistente in pietra arenaria "ammalorata", con la predisposizione di opportuni passaggi atti a consentire lo scarico delle acque piovane.
Di seguito nella asportazione delle travi in ferro costituenti il sostegno della pavimentazione pedonale, con successivo intervento di messa a piombo ed allineamento del trave esterno che funge da parapetto per il marciapiede; fornitura e posa in opera di nuove travi in ferro, sottoposte a preventiva zincatura, di sezione opportunamente calcolata, ancorate ad un estremo al nuovo cordolo in cemento armato, ed all'altro estremo al parapetto precedentemente stabilizzato. Per finire, si parla di ricollocazione in opera dei blocchetti in pietra costituenti la pavimentazione stradale, previa realizzazione di opportuni settori atti ad impedire il loro eccessivo assestamento in conseguenza del passaggio di mezzi pesanti; ricollocazione in opera delle originarie lastre di luserna costituenti la pavimentazione pedonale, previo eventuale intervento di risanamento conservativo sugli elementi danneggiati.

Quanti bei sogni per il nostro ponte

Acqui Terme. "Il Progetto di 'Acqui 2000' consiste in proposte di intervento totale su molti spazi pubblici della nostra città, si tratta di un tema attuale, di questi giorni, non fantascientifico, ma moderno e proiettato nel futuro". La nota fa parte di una cronaca da Palazzo Levi di aprile 1985, esattamente 24 anni fa. Si parlava, ieri come oggi, di considerare attentamente uno degli interventi previsti, la zona Bagni e precisamente il raddoppio del ponte Carlo Alberto, dal lato est, cioè sulla parte sinistra per chi dal centro città procede verso la piscina. "Favorirà - è scritto in un articolo de L'Ancora del tempo - la prosecuzione della passeggiata e la veduta panoramica.... Significa il raddoppio della attuale passeggiata e una risoluzione definitiva per il ristretto marciapiede". Alcuni anni fa, tra i sogni ad occhi aperti, era stata ipotizzata la realizzazione di un nuovo ponte a valle del "ponte vecchio". Sembra che il sogno sia riapparso ancora ai giorni nostri. Il ponte rappresenta l'unico collegamento fra la zona Bagni ed il resto della città, ma anche di chi proveniente da Genova via Ovada o da Savona, via Sassello, intende proseguire per Nizza Monferrato e l'astigiano. È difficile pensare Acqui Terme senza il ponte Carlo Alberto, che sta per essere interessato da opere di riqualificazione. Nei secoli uno dei problemi acquesi fu quello di guadare il fiume che separava centro città e zona Bagni. Le tappe che condussero alla realizzazione dell'attuale struttura viaria iniziarono nel 1484 con un lascito delle sue sostanze di tale Nicolino Baschieri ai Consiglieri della città perchè costruissero un ponte. Lascito annullato dall'intervento degli eredi. La questione dell'eredità ritornò a galla l'anno dopo con la richiesta da parte del vescovo Costantino Marenco per un intervento addirittura di Papa Innocenzo VIII, che nominò suoi delegati per derimere la controversia. Nel 1490 venne emanato un editto dei delegati papali, apposto alla porta della Cattedrale, in cui si diceva che il testamento doveva essere rispettato.
Siamo nel 1509 ed il marchese Guglielmo IX di Monferrato concedeva l'autorizzazione a costruire un ponte e a novembre del 1514 nominò cinque acquesi commissari ai lavori già iniziati: lavori che vennero sospesi, e ne rimane inspiegabile il motivo. Troviamo nel 1568 un bando per la costruzione di un ponte sulla Bormida. Se ne assunse l'impresa tale Giovanni Riguti, ma anche questa volta non se ne fece nulla. Trascorsero quasi due secoli, ed ecco il comandante delle truppe franco-ispane, Payan, ordinare la costruzione di un ponte tipo chiatta in regione Lavandara. L'anno dopo una piena del fiume, di quelle che gli acquesi definivano come "'n burmion", lo eliminò. Un altro ponte di legno venne costruito nel 1799 dagli austro-russi nelle vicinanze delle rocche di Terzo, ma la struttura fece la fine della prima chiatta.
È del 1825 la delibera dell'amministrazione comunale del tempo della realizzazione di un ponte in muratura, atto respinto dal Ministero dei lavori pubblici. Nel 1847 per volontà del re Carlo Alberto si poneva la prima pietra per la costruzione del ponte, opera dell'ingegner Ignazio Michela con direzione dei lavori affidata all'ingegner Lorenzo Giannone, lo stesso professionista che costruì lo Stabilimento Carlo Alberto in zona Bagni. L'inaugurazione solenne del ponte avvenne nel 1850, 159 anni fa. Tra i cimeli custoditi a Palazzo Levi c'è la cazzuola d'argento che re Carlo Alberto usò per porre i primi mattoni della struttura. Sembra che nei primi anni di apertura, per attraversare il ponte venisse fatto pagare un diritto. (C.R.)

 

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