Bistagno. Sarà corto, come tradizione, il mese di febbraio ma non a Bistagno.
Merito del Carnevale, certo, di Uanen Carvè e delle altre maschere, ma anche della stagione teatrale che mette in cartellone ben tre appuntamenti.
- Domenica 8 febbraio in scena (ma al pomeriggio, per i più piccoli) Tum! di Giorgio Boccassi e Mirko Rizzi proposto dalla Compagnia Tangram di Vimercate.
- Sabato 14 febbraio (e si torna allo spettacolo serale), una finestra aperta sul teatro antico, con Lisistrata di Aristofane, un autore che nel passato recente è proprio scomparso dalle scene acquesi, piece allestita a Bistagno dalla Compagnia Teatrale Max Aub di Laura Bombonato.
- Sabato 28 febbraio si ride con il dialetto e con Dumije n'andi, Tunin di Carlo Artuffo. Gli attori saranno quelli della Compagnia Teatrale Carmagnola.
Tum! Invito al teatro dei piccoli
Tutto ha inizio con una onomatopea. Quella figura retorica con cui la parola imita il suono della realtà.
Succede per un'opera teatrale che viene narrata e "agita" da un attore il quale si avvarrà continuamente di molteplici effetti sonori.
Il protagonista aspetta la nascita del figlio che è imminente.
In questa attesa pensa e racconta cosa dovrà fare per educare e crescere il figlio.
E' l'occasione per rievocare l'infanzia e immaginare il futuro con la figlia o il figlio che nascerà. Un testo emozionante, toccante, spesso comico e divertente.
Ma questo è ciò che appare in superficie. Proviamo ad andare più a fondo.
Musica e psicologia
Il progetto "Tum!" nasce dall' esigenza di sperimentare una comunicazione teatrale giocata sul rapporto tra suono (ed interpretazione di esso) ed emozioni.
Il concetto di base entro cui è confinata la ricerca è la totale assenza di qualsiasi tipo di didattica ed uso del linguaggio musicale "formale". Insomma: non la Musica con l'iniziale maiuscola, ma semmai quella componente più "primitiva", che attiene il grugnito, il sospiro, il grido, lo sbadiglio sonoro et cetera che - a ben vedere - sono alla base (lontana, preistorica) delle elaborazioni colte e canoniche.
I motivi di questa scelta riguardano il fatto che il linguaggio musicale "formale" (codificato, elevato, dei "Classici"), così come molti altri linguaggi, nasce dall' esigenza di creare un "terreno di elementi comuni attraverso i quali comunicare, costruire e ricostruire un progetto od un percorso", in questo caso sonoro.
Ma, di fatto, la grammatica musicale non centra nulla con il tipo o la qualità della emozione indotta dall'ascolto di un evento sonoro, esattamente come le regole della grammatica italiana sono collegate molto relativamente con l'emozione che può produrre per esempio, una poesia.
Ed è l'udito il senso che ci accompagna più di ogni altro dagli albori della nostra esistenza (numerose sono le osservazioni e le sperimentazioni di percezione sonora già a livello fetale) fino alla morte. Senza contare che la percezione sonora, presente ed attiva anche durante il sonno, è uno degli elementi che ci permette di collocare nel nostro vissuto le esperienze quotidiane.
Questo collegamento continuo tra percezione sonora e collocazione e/o interpretazione è fondamentale al mantenimento del nostro equilibrio psichico, ed infatti uno degli elementi delle patologie schizofreniche è la percezione di suoni o voci irreali.
E' stato anche ampiamente dimostrato come la percezione a livello fetale di suoni influisca sul successivo percorso di crescita, influenzando la formazione del "gusto" personale in ambito sonoro e anche l'interpretazione emotiva di suoni "sconosciuti".
La crescita dell' individuo ha tra le sue conseguenze, la costruzione di un immaginario sonoro sempre più complesso e vasto, atto all'interpretazione dei molteplici stimoli sonori che ne accompagnano la vita quotidiana.
E tra questi, con l'avvento delle nuove tecnologie, anche i suoni sintetici, che hanno contribuito ad allargare la gamma di percezioni "inesplicabili" che però hanno un grosso impatto emotivo, anche laddove questi suoni sono mescolati a suoni naturali (come nel caso della musica new age).
Come
Il lavoro è rivolto, in particolare, ai bambini della Scuola Materna ed al primo Ciclo della Scuola Elementare, e offre la storia di un personaggio privo di qualsiasi linguaggio musicale formale che per "necessità emotiva" (la nascita di suo figlio), insegue (e crea) delle suggestioni sonore basandosi sul suo immaginario sonoro re-interpretato in chiave drammatica.
Per saperne di più
Queste le opere cui attingere: Il tempo del musicista totale del jazzista Giorgio Gaslini; Psicologia del ritmo di Paul Fraisse; Psicologia della Musica di Géza Révész; La musica primitiva di Marius Schneider, senza contare poi i saggi di Daniel N. Stern. (G.Sa)