Masone. Le copiose e numerose nevicate di questo "inverno come una volta", mettono in moto considerazioni di vario tipo, oltre alle solite lamentele.
Chi vorrebbe fossero chiuse le scuole, salvo lamentare, se accade, che Comuni e Provincia non sono in grado di tenere sgombere le strade; chi vorrebbe la pulizia immediata dei marciapiedi, dimentico che si tratta di un obbligo a carico dei frontisti; chi non lascia ferma l'auto neanche per sogno, o la lascia parcheggiata ostacolando il traffico; infine arrivano subito, anche da Genova, i possessori di "SUV" e di fuoristrada, per divertirsi un po'!
Tutti questi importanti temi li lasciamo al fervido dibattito che si svolge nei bar, mentre forse vale la pena sottolineare come le nevicate accentuino ancora di più la "sfortuna" dei poveri Comuni dell'entroterra, rispetto alla "fortuna" dei ricchi centri rivieraschi, dove tra l'altro neppure nevica.
Otto, nove, dieci eventi come questi costituiscono un vero e proprio salasso per le già esauste casse comunali: le maestranze in lavoro straordinario; gli automezzi sotto pressione a rischio avaria; il sale per le strade; lo sgombero meccanizzato degli accumuli; i danni al fondo stradale, alla segnaletica, all'arredo urbano; sempre che non si verifichino vere e proprie emergenze e disastri.
Il federalismo fiscale è giunto all'esame del Parlamento e potrebbe presto essere approvato, non sappiamo con quali conseguenze per noi liguri. Certo è invece che chi abita ad esempio in Valle Stura, per scelta s'intende, deve accollarsi una serie di oneri che paga di tasca propria: riscaldamento domestico prezioso; pendolarismo precario; minore o più difficile accesso ai servizi socio-sanitari.
Poi arriva anche la neve ed al suddetto danno, si aggiunge pure la beffa di vivere in Comuni che debbono impiegare ingenti risorse per contrastare un evento naturale. Si affermerà che Arenzano e Cogoleto, ogni tanto, ma non certo molto spesso, devono pagare i danni provocati dalle mareggiate; ma anche dall'affondamento calamitoso della petroliera Haven questi Comuni hanno tratto ingenti benefici economici, per noi montani del tutto chimerici.
Ci vorrebbe un bel "federalismo regionale", concreto e tangibile, cioè soldi per ridistribuire la ricchezza del mare e del sole, che premia sempre gli stessi, mentre la neve castiga sempre gli stessi!
Siamo un po' stufi di sentirci assicurare che "siamo bravi perché curiamo il bosco ed il torrente", evitando forse le alluvioni, che c'invidiano l'aria e l'acqua buona che abbiamo, i due Parchi naturali di cui godiamo. Noi indigeni, molto più prosaicamente, vorremmo anche treni che viaggiano, magari puntuali; sgravi fiscali sul riscaldamento e le tasse; fondi economici adeguati ai Comuni, per gli interventi sulle nevicate; servizi socio-sanitari simili, se non uguali, a quelli genovesi, solo per non sentirci cittadini di "Serie B". (O.P.)