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Sottopasso alla stazione ferroviaria, è utile e necessario?

 
Nizza Monferrato. I disservizi dei treni sono ormai all'ordine del giorno, al punto che nessuno più si stupisce a sentir parlare di ritardi e cancellazioni di treno.
Ma in tempi di un ecosistema sempre più in crisi, in cui il trasporto su rotaia sarebbe una salutare alternativa alle mefitiche emissioni di co2 di auto e camion, è quantomeno paradossale che le ferrovie scelgano piuttosto di tagliare treni e servizi. Tempo fa era comparsa l'ipotesi di ridurre se non tagliare del tutto il personale dalla stazione di Nizza, e avevamo riportato le proteste dell'Associazione pendolari dell'acquese, tramite il suo portavoce per la Valle Belbo, l'avv. Giacomo Massimelli. È di questi giorni invece la voce insistente secondo cui le Ferrovie vorrebbero far costruire un sottopassaggio nella stazione di Nizza. Si collocherebbe verso il fondo, in area in realtà piuttosto scomoda al transito dei pedoni. E siamo davvero sicuri che sia necessario un sottopassaggio per i tre binari della stazione nicese? "In questo momento la stazione ha come personale un addetto alla biglietteria, presente solo al mattino, e due dipendenti a tempo pieno a controllare la circolazione" spiega Massimelli. "Uno dei due addetti ha il compito indispensabile di verificare che gli utenti attraversino i binari solo a treni fermi. Se esistesse un sottopassaggio, questo ruolo non sarebbe più indispensabile e le Ferrovie potrebbero tagliare un dipendente".
Ma la funzione di questo secondo addetto a tempo pieno, al di là dei tagli che possono apparire sensati sulla carta, è tutt'altro che trascurabile, a partire dal fatto che la responsabilità dell'intero traffico della stazione nicese finirebbe per gravare sulle spalle di una sola persona.
"Siamo di fronte a un'opera molto onerosa dal punto di vista economico e di impatto negativo sull'ambiente" continua Massimelli.
"Per realizzarla finirebbe per essere tagliata anche la magnolia, l'albero storico che è parte della stessa stazione. Ci sono altri modi più razionali, e meno lesivi nei confronti dell'utenza, per contenere i costi. Perché non intervenire sugli stipendi di alcuni dirigenti?". (F.G.)

 

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