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L'epopea del Ricreatorio si è conclusa
in una manciata di minuti senza discussione

 

Il Ricre: solo un'area ex...

L'epopea del Ricre si è chiusa miseramente in una manciata di minuti nell'ultimo consiglio comunale di venerdì 27 febbraio.
Nella seduta, durata due ore, sono stati dedicati 8 minuti all'iscrizione della Pro Loco di Acqui Terme nell'albo provinciale delle associazioni turistiche Pro Loco, 40 minuti al problema dei dehors in città, 40 minuti alla convenzione per servizi polizia municipale, 10 minuti all'approvazione del "piano di recupero denominato "area ex Ricreatorio"".
Il che vorrebbe dire che il glorioso, vecchio Ricre si è meritato, seppur in seconda lettura (ma la si pianti lì di minimizzare la prima lettura, dicendo "tanto poi nella seconda c'è modo e tempo per cambiare...") poco più tempo della Pro Loco acquese, un quarto del tempo dedicato ai dehors ed altrettanto ai problemi di autovelox.
Sic transit...

La seduta consiliare di venerdì 27 febbraio

Seduta consiliare inconsuetamente breve, quella di venerdì 27 febbraio, che poteva avere come unico punto di interesse la rilettura del piano di recupero denominato area ex Ricreatorio. Ma a questo è stato dedicato ben poco tempo, anzi pochissimo, quasi fosse solo un atto dovuto nei confronti del richiedente (la diocesi acquese). La cronaca, di ben poco rilievo, vede all'inizio (21,23) il saluto al neo segretario generale dott. Gian Franco Comaschi, subentrato al pensionato Dealessandri. Parole di benvenuto dette dal presidente Pizzorni (lapsus verso la fine del suo intervento "lascio la parola al sindaco perché dica anche lui qualche parola di commiato"), dal sindaco, da Bosio e da Allara. Ringraziamenti da parte del nuovo segretario.
Assenti giustificati Protopapa e Tabano. L'assessore Leprato (che lascerà subito dopo l'aula per evidente stato febbrile) illustra il punto iniziale che riguarda l'iscrizione della Pro Loco di Acqui Terme nell'albo provinciale delle associazioni turistiche Pro loco. Parole di elogio nei confronti della stessa Pro Loco vengono rivolte da Gallizzi, che ricorda la fondazione dell'associazione per iniziativa dei socialisti ("quelli cattivi e malvagi..."), da Bosio e dal sindaco ("grazie di esistere...").
Il voto è unanime.
Tocca all'assessore Gelati presentare il punto sui dehors: non ci sono più dehors fissi e dehors temporanei, ma sono tutti temporanei; la tariffa è uniformata per tutti ed è fissata al 50% della tariffa dell'anno precedente; chi lascia il dehors inutilizzato d'inverno nelle zone circostanti le aree monumentali e di rilevante interesse storico-architettonico non può usufruire dello sconto. Il consigliere Vittorio Ratto chiede la sospensione del punto (per il 2009 tassa azzerata e per il 2010 tassa al 50%) per uniformare la tariffa a quelle di altre città e cita come esemplificazione all'eccesso le tariffe applicate a Venezia: in alcuni casi i costi acquesi equivalgono a quelli della città di san Marco. Anche per Ferraris il punto potrebbe essere rinviato per ripensare ad una riduzione della tariffa al 50% per tutti. Per l'assessore Gelati gli interventi del consigliere Ratto sono "populismo", per il sindaco Rapetti "è inaudito che un provvedimento che va a favore dei commercianti, venga spacciato per il contrario"... "fate le pulci solo su questioni formali".
Si discute ancora se è giusto o meno pagare cifre differenziate quando si occupa perennemente luoghi monumentali, poi si va al voto che vede un bel po' di consiglieri fuori dall'aula. Sono 11 quelli di maggioranza che votano a favore e solo 1 (Ferraris) dell'opposizione a votare contro.
Il punto successivo tratta del rinnovo della convenzione tra il Comune di Acqui Terme e quelli di Strevi e Malvicino per servizi di polizia municipale. In estrema sintesi è il servizio di pattuglia con autovelox che da tempo (2005) viene effettuato su richiesta dei due comuni limitrofi alla nostra città. Da segnalare l'intervento di Bosio che mette in guardia sulla liceità dell'utilizzo della polizia municipale per tali compiti. Il consigliere Pesce della maggioranza annuncia astensione chiedendo poi delucidazioni sul posizionamento delle pattuglie per i controlli. Ferraris dice che il suo gruppo voterà contro perché la polizia municipale viene utilizzata soprattutto per fare multe, ma poi cambia idea ed annuncia solo astensione, dopo che il sindaco spiega che l'operazione serve a far fare "due soldi di straordinario ai nostri vigili".
La lunga discussione sull'utilità o meno dell'autovelox viene conclusa da una saggia massima del sindaco che così conclude "in fin dei conti questi provvedimenti servono, perché la gente va più piano". Il voto vede 10 a favore, 4 astenuti (Pd più Pesce) 3 contrari (Bosio, Ratto, Allara). Gallizzi non è più in aula.
Il punto successivo è quello riguardante il piano di recupero denominato area ex Ricre in via Nizza, via Scati, via Cassino. La spiegazione dell'assessore Gelati sottolinea che si tratta di una seconda lettura, che non sono pervenute altre osservazioni se non la richiesta da parte della Diocesi di Acqui (soggetto che ha presentato il progetto) di ridurre i piani di parcheggio interrati da tre a due. L'unico a intervenire è il consigliere Ferraris che citando il verbale dell'ultima seduta consiliare chiede che fine abbiano fatto tutte le promesse della maggioranza per discutere ed approfondire il problema. Secca la risposta del consigliere Gotta: "noi avremmo riunito la commissione se ci fossero state proposte, ma queste non sono venute".
Il punto poi passa all'unanimità dei presenti (15).
Tralasciamo un battibecco tra Borgatta e sindaco (su chi esce dalla sala per motivi suoi o per non partecipare al voto o per tentare di far mancare il numero legale...) e veniamo alla conclusione effettuata di gran carriera. Gli ultimi due punti sono le varianti per Fontana d'Orto e in regione Moirano, e per via Schiappadoglie. 4 minuti per la prima (16 voti: 11 a favore e 5 contrari, Pd più Bosio, Ratto V. e Allara fuori), 6 minuti per la seconda (18 voti: 14 favorevoli - oltre alla maggioranza anche Bosio, Ratto e Allara e 4 contro - Pd).
Alle 23,20 si va a casa, con la sensazione di aver perso del tempo. (M.P.)

 

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