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Politica locale

 

Il Pd e l'assessore Giulia Gelati - pareri discordi sui dehors

Secondo i consiglieri del PD
Dehors: l'amministrazione comunale non è imparziale neanche in questo

Acqui Terme. I consiglieri del gruppo del PD, Gian Franco Ferraris, Domenico Borgatta, Ezio Cavallero, Emilia Garbarino intervengono in merito al punto riguardante i dehors nell'ultimo consiglio comunale:
"Nell'ultimo consiglio comunale del 26 febbraio la maggioranza ha proposto una deliberazione che prevede, tra l'altro, la riduzione del 50% della tassa di occupazione del suolo pubblico per i dehors.
Il nostro gruppo consigliare, dopo aver rilevato che sarebbe stato opportuno ascoltare prima le associazioni di categoria, ha dato la propria disponibilità a votare il provvedimento a condizione che l'agevolazione riguardasse tutti gli esercizi interessati e che fosse eliminata la clausola vessatoria e perfida della delibera che testualmente prevede: "l'agevolazione non potrà essere applicata qualora il gestore mantenga la struttura inutilizzata nel periodo autunno-inverno nelle zone circostanti le aree monumentali e di rilevante interesse storico-architettonico, ovvero nei pressi del teatro romano, di piazza Conciliazione, di piazza Bollente e nei pressi della fontana delle ninfee".
A questa nostra proposta il Sindaco ha reagito, come spesso gli capita, in modo scomposto. L'argomento merita alcune considerazioni.
In periodo pre elettorale i dehors sono spuntati come funghi in ogni angolo della città, senza nessuna regolamentazione e nessuna restrizione. Li abbiamo visti nascere in mezzo alle fontane, addossati alla Bollente, sugli incroci cittadini. Di tutti i colori, di tutte le fattezze, con scritte pubblicitarie e materiali inverosimili.
Passate le elezioni, l'Amministrazione si è improvvisamente accorta che alcuni pagavano la tassa di occupazione del suolo pubblico e altri no; nell'agosto del 2008 la stessa Amministrazione ha pensato che i dehors potevano costituire un gettito per le malconce casse del comune e ha operato sui coefficienti e sulle classificazioni in modo da aumentare considerevolmente gli introiti del bilancio.
Ora, subissata dalle proteste, l'Amministrazione con la delibera del Consiglio comunale succitata, ha davvero dato sfoggio della più sfrenata fantasia.
Infatti, ha sì stabilito di dimezzare le tariffe di occupazione del suolo pubblico, ma ha inventato incomprensibili marchingegni per non applicare lo sconto solo ad alcuni esercizi.
Non si sa bene con quale criterio, alcuni dehors, che ai bei tempi erano diventati permanenti, erigendo strutture fisse quali pedane o rivestimenti, attualmente, o smontano tali elementi o non usufruiscono dell'agevolazione. Il che significa che, non solo pagano il doppio degli altri, ma pagano anche durante l'inverno, nonostante non siano utilizzati.
In consiglio comunale è stata addotta la motivazione che abbruttiscono le vie nelle quali sono collocati.
La stravaganza, però, consiste nella modalità con la quale sono stati individuati tali esercizi.
Tutti quelli inutilizzati nei mesi invernali? Assolutamente no! Quelli nel centro storico? Assolutamente no! A ben leggere la delibera, sono solo quattro, situati in piazza Bollente, piazza Conciliazione e fontana delle ninfee.
Non è strano questo accanimento quasi personalizzato?
Abbiamo avanzato la logica proposta di estendere a tutti l'agevolazione, proprio in considerazione delle spese che dovranno affrontare per cambiare gli arredi al fine di adeguarsi alle nuove normative.
L'Amministrazione non ha neppure preso in considerazione tale suggerimento, dimostrando, come al solito, una forma di supponenza e arroganza nei confronti della collettività.
Ci dispiace per quei commercianti che si sono trovati nel mirino di non si sa bene quale cacciatore e soprattutto perché.
Anche in questo caso l'amministrazione si è comportata in modo parziale e non equo, pensate a come si comporta in questioni importanti per la sua sopravvivenza.
Durante la discussione dell'argomento c'è stato un piccolo retroscena: a causa di alcune assenze e della temporanea assenza del consigliere Maurizio Gotta, mancava la maggioranza per votare il provvedimento.
Quindi, prima del voto, il Sindaco e il presidente del Consiglio con il cellulare presumibilmente reclamavano il rientro in aula di Gotta; la circostanza ha incuriosito la minoranza che (a parte Ferraris) si è allontanata dall'aula.
La maggioranza ha posto in votazione l'argomento solo quando Gotta è rientrato; successivamente il Sindaco, sempre in modo risentito, ha rimproverato il consigliere Borgatta di aver tentato di far mancare il numero legale, mettendo di fatto in evidenza che il malcapitato consigliere Gotta "ha dovuto" rientrare e votare un punto che in qualche modo non condivideva o lo metteva in imbarazzo.
Ovviamente Gotta è innocente, casomai la sua unica colpa è quella di assecondare una maggioranza sempre più inadeguata".

Secondo l'assessore Giulia Gelati
Sul problema dei dehors acquesi critiche pretestuose ed inesatte

Acqui Terme. "I dehors sembrano essere diventati la madre di tutti i problemi della città di Acqui e questo perché è stata perpetrata una demagogica operazione strumentale, atta a mascherare la realtà dei fatti". L'espressione viene dall'assessore all'Urbanistica, Giulia Gelati, a commento del regolamento discusso ed approvato in consiglio comunale in relazione alla concessione di autorizzazioni per l'uso di spazi pubblici per attività commerciali. I criteri determinati nel regolamento paiono ottimali rispetto al posizionamento e all'installazione dei dehors, alla qualità degli arredi per una loro coerenza complessiva con altri elementi di arredo urbano preesistenti nello spazio pubblico. Ebbene l'assessore Gelati non accetta critiche che indica come pretestuose e dice: "Quanta falsità e inesattezza nel titolo e in un articolo [su un quotidiano nazionale-ndr] che paragona il costo di un dehors di Acqui con uno di Venezia! Con l'aggiunta di una buona dose di ignoranza e incapacità di leggere un Regolamento comunale. In primis, l'attuale coefficiente acquese è 0,0935 (moltiplicato per i mq e per i giorni) e quindi è più basso della sesta categoria di Venezia (su sei esistenti), precisamente, perciò, piazza Italia costa meno della zona industriale periferica della serenissima. Allego la tabella tratta dal Regolamento comunale di Venezia, deliberato il 28/11/2008 con il raffronto di quelle applicate nella città di Acqui Terme". A questo punto Giulia Gelati precisa che "con la recente delibera del consiglio comunale, è stato finalmente messo l'ultimo puntino sulla normativa dei dehors e la notizia vera consiste nel fatto che da quest'anno costano la metà! Il coefficiente è stato, infatti, dimezzato, perciò, il costo pagato fino all'anno scorso, da domani, si divide per due. Questa è la notizia da trasmettere, e non è stato così semplice arrivare a queste decisione. Abbiamo stabilito di andare incontro al commercio e al turismo, partendo dalla convinzione che i dehors rappresentino un valore aggiunto per Acqui, un'espressione di accoglienza turistica e di piacevole godimento della città. Ovviamente, a condizione che siano ben fatti, esteticamente devono essere una nota di abbellimento e, pertanto, non saranno più permessi ombrelloni pubblicitari, sedie in plastica, fioriere non curate, rivestimenti plastificati, magari anche rovinati dall'usura del tempo". Quindi viene citata la considerazione degli investimenti che dovranno essere sopportati per sostituire gli arredi da parte di alcuni esercenti, (molti rientrano già a pieno titolo nei requisiti richiesti) e si è stabilito di dimezzare l'importo dovuto per l'occupazione del suolo pubblico. Detto sconto non è applicabile unicamente a quei dehors che vengono lasciati inutilizzati nei mesi invernali, nei pressi dei luoghi già individuati nel Regolamento come zone nelle quali ne è vietata l'installazione. Precisamente: piazza Bollente, piazza Conciliazione e fontana delle Ninfee. "Questo per disincentivare l'abitudine di occupare il suolo pubblico con strutture e pedane abbandonate e non utilizzate nelle piazze più belle della città e desta vivo dispiacere constatare quanto si debba faticare per far conoscere la verità", conclude l'assessore Gelati. (C.R.)

Raffronto Venezia-Acqui tariffe dehors

Applicando i parametri minimi previsti risultano le seguenti tariffe :

  • Tariffa annuale al mq.: Venezia 1° 126,50 (Acqui T. 1° 23,207); Venezia 2° 96,37 (Acqui T. 2° 18,292); Venezia 3° 75,10 (Acqui T. 3° 14,743); Venezia 4° 49,62; Venezia 5° 42,19; Venezia 6° 29,96
  • Tariffa giornaliera al mq.: Venezia 1° 0.63, 2° 0.48, 3° 0.37, 4° 0.25, 5° 0.21, 6° 0.15 Acqui Terme 1° 2008: 0,196, 2009: 0,0935; 2° 2008: 0,154, 2009: 0,0737; 3º 2008: 0,124, 2009: 0,0594.

Bosio chiede se il Pdl ha a cuore città e acquesi

Acqui Terme. Ci scrive Bernardino Bosio:
"Egregio Direttore, chiedo scusa agli Acquesi! Mi ritrovo a chiedere un po' di spazio, a seguito del Consiglio Comunale di venerdì scorso, per fare un'analisi sul metodo amministrativo e politico della giunta Rapetti ad Acqui Terme. Potrei parlare del confronto sui prezzi dei dehors Acqui - Venezia, sull'illegittimità della delibera sulle multe degli Autovelox a Strevi e a Malvicino, potrei ricordare le diverse vetrine sfondate, negli ultimi giorni, in altrettante attività della città; si pensa di mandare i vigili a fare multe nei paesi del circondario, anziché utilizzarli in città pagando magari un po' di straordinario (mancano i soldi buttati nei concerti), ma qualcuno pensa di più ai 45 € guadagnati dal comandante per tali servizi. Siamo in vista delle elezioni provinciali e mi preme fare una breve riflessione sulla politica locale necessaria a far riflettere e ad aprire gli occhi degli elettori. È necessario fare una breve premessa, ad inizio anno alcuni assessori del PDL, partito di cui il sindaco è membro del Direttivo Provinciale hanno chiesto alla Lega Nord - Lista Bosio nella persona del Segretario di Sezione un periodo di distensione finalizzato al miglioramento del clima cittadino. Correttamente il segretario Paolo Gandini sentito il Gruppo Consigliare decise di accogliere tale invito convinto della necessità di incoraggiare un dibattito aperto alla modifica di un atteggiamento politico dannoso alla Città. Forse, noi leghisti, ci siamo illusi che questa apertura fosse l'inizio di un dibattito e il clima di conciliazione avrebbe permesso una maggiore riflessione su iniziative quali i "Concerti estivi" sugli argomenti del Consiglio Comunale per il bene di Acqui Terme. Immaginavamo, la nostra opposizione costruttiva, utile per i cittadini, per il rilancio dell'economia e del ritorno tra gli Acquesi di un rinnovato clima di fiducia necessario un momento di grave crisi finanziaria. Due mesi di distensione, come i vostri lettori hanno constatato fino al Consiglio Comunale dove la Lega Nord - Lista Bosio ha fatto alcune proposte nel merito ed alcune osservazione nello specifico di due delibere, risultato: il sindaco, gli assessori non solo sono stati irremovibili, ma a seguito di notizie e di commenti di stampa si sono particolarmente risentiti. La morale? È compatibile aver comprensione per un insieme di persone unite dalla volontà di poltrona, ma in disaccordo su tutto il resto? Questo comportamento superbo è solo una prerogativa di Acqui Terme o in generale è la regola nel PDL alessandrino? Quanto il PDL nella giunta acquese, ha a cuore gli acquesi o veramente nutre per Acqui e il territorio quella passione per dare il meglio lavorando con impeto per la nostra bella città? Ad Acqui Terme è necessario promuovere un rinnovamento che rispetti le esigenze di tutti e non solo quelle dei costruttori. Ho vissuto tutte le epoche della Lega, dagli esordi ad oggi, il movimento in cui credo è passato dalla contrapposizione al sistema fino alla condivisione dell'esperienza di Governo, finalizzata al federalismo, dimostrando lealtà, serietà e capacità nella condivisione delle responsabilità. Lega e PDL sono alleati al governo nazionale e a livello locale e vogliono garantire buone amministrazioni in Provincia e nei Comuni. La Lega Nord ad Acqui Terme e ad Alessandria ha dimostrato capacità, coerenza e serietà. Credo che, se si vuole crescere in politica e ben amministrare, serva, una visione d'insieme. La Lega Nord, in provincia di Alessandria, non è né suddito, né asservito ad altri partiti, anzi rivendica una buona amministrazione, che altre forze politiche fino ad oggi non possono vantare".

 

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