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Dibattito sulla raccolta differenziata dei rifiuti

 

Drastica diminuzione in discarica
Silvano, Molare, Castelletto
ed Ovada con più differenziata

Ovada. "Stato dei servizi di raccolta rifiuti, risultati e prospettive" è il titolo dell'incontro nelle ex cantine di Palazzo Delfino col Sindaco Oddone, Elio Ardizzone presidente Econet, Oreste Soro presidente Consorzio servizi rifiuti e Jari Calderone coordinatore servizi del settore.
Tra i presenti, diversi operatori della scuola tra dirigenti ed insegnanti. Dopo l'invito del Sindaco alla collaborazione tra istituzioni e cittadini su di tema cos?delicato come la raccolta differenziata dei rifiuti, tocca a Calderone snocciolare cifre e dati, partendo dal Consorzio che riguarda 116 Comuni per 110 mila abitanti, delle zone di Ovada, Acqui Terme, Novi Ligure e Tortona.
L'Econet invece opera su 50 comuni (Ovadese, Acquese e in parte Novese) e coinvolge 79.387 abitanti.
Ed ecco un primo risultato consortile: i dati di sintesi dal 2006 al 2008 registrano una diminuzione dell'indifferenziato conferito in discarica pari al 18,63%. Se nel 2006 erano stati portati in discarica circa 90.405 tonnellate di rifiuti indifferenziati, la cifra scende a 73.560 nel 2008.
Differenziata: dal 22,47% del 2006 si sale al 38,74% del 2008, con un aumento quindi di 16,27 punti. Risultati area ovadese sulla differenziata: Ovada nel 2008 sale al 36% rispetto al 24% del 2006. Molare sfiora il 40% contro il16%; Silvano quasi il 40% contro il 7%; Castelletto il 35% contro il 15%.
Gli altri Comuni: Montaldeo si attesta sul 20% nel biennio, come Montaldo che però nel 2006 partiva dal 16%; Trisobbio sfiora il 20% partendo dal 12%, un po' come fa S. Cristoforo; Carpeneto sale al 18% partendo dal 15%; Cassinelle è al 17% ma era al 5%; Rocca Grimalda dal 16% ed era al 13%; Belforte all'11% partendo dal 6%. Di Silvano, Molare e Castelletto dunque le impennate più vistose.
Ed ecco, sempre per la zona di Ovada, i risultati dei rifiuti conferiti in discarica nel biennio 2006-2008: Ovada segna un -17,9%; Castelletto vola a -53,6%; Silvano a -28,2%; Molare -29%; Cassinelle -13,5%; Cremolino -12,1%; Montaldo -10,2%; Belforte -9,5%; Carpeneto -8,9%; San Cristoforo -7,8%; Rocca Grimalda -4,5%; Montaldeo -2,9%.

C'è uno scarto del 40% su carta e plastica

Ovada. Ovada città virtuosa per la differenziazione dei rifiuti? Sì e no, se si pensa che la media annuale si attesta sul 35% e che negli ultimi tre mesi è salita anche al 40%. Vale a dire, solo quattro ovadesi su dieci "fanno" la differenziata, oggi...
Eppure, come dice Soro, presidente del Consorzio servizi rifiuti (vice l'ex sindaco Enzo Robbiano), "Ogni rifiuto differenziato subisce un trattamento specifico e più è pulito, più se ne aumenta la qualità del riciclaggio." Ma è anche vero che i rifiuti non separati proprio correttamente ritornano in discarica, senza alcun vantaggio. Per questo si punta molto sui giovani e si pensa a campagne di sensibilizzazione nelle scuole per "educare alla differenziata".
"Ad Ovada comunque" - prosegue Soro - "vi sono risultati incoraggianti. E questi risultati si ottengono soprattutto alzando il livello di crescita civile e culturale della gente, che deve impegnarsi con la consapevolezza di fare qualcosa di utile e di vantaggioso economicamente". Ma non tutto va bene ovviamente nella raccolta differenziata cittadina, se è vero che c'è ancora uno scarto del 40% sulla carta e sulla plastica, nel senso che c'è una quantità enorme di materiale estraneo a questi due prodotti, che ne vanifica quindi la raccolta differenziata per il loro riciclaggio. Dice ancora Soro: "La differenziata è una questione ambientale sociale ed economica, è un discorso importante se si pensa che contiene una quantità enorme di materie prime da riutilizzare, se pulite e appunto differenziate. Il Paese è poverissimo di materie prime, quindi mandarle in discarica è un suicidio".
Nel dibattito alle ex cantine di Palazzo Delfino, presenti molti insegnanti e dirigenti scolastici, sono intervenuti, tra gli altri, diversi operatori della scuola, come Elio Barisione, Luisa Arecco, Luciana Repetto, Patrizia Grillo e Laura Lantero. Il primo, dirigente dell'Istituto Comprensivo di Molare, ha messo l'accento "sulla produzione a monte dei rifiuti, tanto che al supermercato per una banana ti danno una vaschetta. Non bisogna produrre per poi smaltire e cercare di differenziare per riciclare... Ci vogliono per es. sacchetti di carta e non di plastica, che all'estero stanno per scomparire. E poi gli incentivi: in Germania c'è un piccolo bonus in euro per ogni bottiglia di vetro recuperata. Ma stiamo sul locale: davanti alla mia scuola spesso i cassonetti debordano di rifiuti, poi però diventa più difficile fare ai ragazzi il discorso sulla spazzatura e la differenziata."
La conclusione di Elio Ardizzone, presidente Econet: "Ora cerchiamo di perfezionare quanto fatto. Ci sono ancora problemi ma la collaborazione con la gente, specie con le scuole, diventa essenziale perché bisogna puntare sulla qualità dei rifiuti differenziati da recuperare, evitando quindi di portarli in discarica."
Cominciamo però dal concreto: evitando per es. di presentare agli incontri con la gente "veline" plastificate...
E poi perché ben 51 cassonetti dei rifiuti, tra grandi e piccoli, lungo corso Italia? Quali problemi reali nasconde una tale quantità di contenitori in una via cittadina? (E. S)

 

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