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Un aggiornamento sul caso swap

  Acqui Terme. Pubblichiamo un intervento del Comitato Difesa Finanze Comunali:
"Signor direttore,
sui giornali di informazione economico - finanziaria, (Ilsole24ore ed altri), in questo primo scorcio del 2009 sono stati pubblicati diversi articoli sulla evoluzione della "vicenda swap" del Comune di Milano e della netta ed inequivocabile posizione di censura assunta in merito dalla Magistratura Contabile, la Corte dei Conti.
Il caso ci riguarda da vicino in quanto anche ad Acqui ci siamo lanciati dal 2001 nella finanza creativa impegnando le finanze comunali in questo gioco mortale che all'ultimo dato conosciuto, giugno 2008, attestava una perdita attesa di circa 2milioni e trecentomila euro. A beneficio dei cittadini che, con le loro tasse, contribuiscono al bene comune dello Stato e della propria città riteniamo doveroso fornire un piccolo aggiornamento. L'indagine della Procura di Milano, conclusa a tempo di record, ha portato alla notifica di ben sedici avvisi di garanzia ad altrettanti funzionari di quattro banche straniere mentre sono ancora aperte le indagini su di uno "strano caso" di un contratto sottoscritto con Unicredit le cui tracce si sono perse. La tesi dell'accusa non lascia molto spazio interpretativo: truffa aggravata. Chiaramente siamo ancora all'inizio del procedimento penale. Trattandosi tuttavia di indagini condotte dal pool di Magistrati che rappresentano l'eccellenza in merito ai reati finanziari si può ragionevolmente confidare sulla bontà della tesi accusatoria.
Nel contempo, come prima accennato, anche la Corte dei Conti ha avviato indagini a tutto campo sull'uso o abuso di questo tipo di contratti, ravvisando in moltissimi casi non solo comportamenti "scarsamente trasparenti" degli Istituti di Credito ma anche "omissioni gravi" da parte degli amministratori locali che non si sono dotati di strumenti idonei a comprendere la portata (e le perdite reali e potenziali) derivanti dall'utilizzo di questi contratti capestro, speculazioni allo stato puro, con scarso o nullo effetto di "copertura" dei debiti contratti dai comuni. A questo punto stante l'assoluto silenzio della nostra Amministrazione cittadina chiediamo di essere informati sugli sviluppi della vicenda swap del comune di Acqui Terme. Dopo le ultime esternazioni a mezzo stampa sulla possibilità/utilità di intraprendere azione legale nel caso di "fallimento" dei tentativi di conciliazione tra Comune e Unicredit, non è stata data alcuna spiegazione dai gestori della finanza cittadina sulla evoluzione e sullo stato dell'arte della trattativa.
Eppure stiamo parlando di tanto denaro pubblico perché di questo si tratta, null'altro.
Perché denaro pubblico è stato speso per pagare gli "interessi" degli swap, per pagare la perizia commissionata e per pagare le spese legali per il tentativo di conciliazione. Solo ed unicamente per questo motivo sarebbe opportuno che i cittadini ricevessero puntuali informazioni.
Ma questa, forse, è unicamente la forma mentis di un anonimo "Co.Di.Fi.Co" e di quei cittadini che, credendo nella corretta gestione della cosa pubblica, hanno sostenuto con l'iniziativa "Un caffè per la democrazia" i costi relativi alla corposa perizia tecnica, allegata all'esposto penale, tuttora al vaglio della Magistratura acquese".

 

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