Ferraris: l'amministrazione condannata alla "damnatio memoriae"
Acqui Terme. Il consigliere del Pd Gian Franco Ferraris ci ha inviato queste considerazioni sull'ultima seduta consiliare del 27 febbraio.
"Egregio direttore,
il suo resoconto dell'ultimo consiglio comunale del 27 febbraio è come sempre preciso e puntuale.
Anch'io ho avuto "la sensazione di aver perso del tempo", tuttavia a leggere il suo resoconto sembra quasi che il consiglio sia una massa informe e indistinta, invece la conduzione, gli argomenti proposti, le interruzioni continue, i battibecchi dipendono unicamente dal sindaco e da alcuni assessori.
Sul tema del ricreatorio la sua cronaca riporta la dichiarazione del consigliere Maurizio Gotta: "noi avremmo riunito la commissione se ci fossero state proposte, ma queste non sono venute", affermazione secca ma non vera, in quanto nella prima discussione dell'argomento l'opposizione aveva avanzato delle osservazioni precise e, come si può leggere dal verbale del precedente consiglio, il sindaco Rapetti, l'assessore Gelati e il consigliere Gotta avevano dato ampia disponibilità a convocare la commissione competente e ad approfondire la questione.
È evidente che non tocca all'opposizione convocare le commissioni, né tanto meno tenere i rapporti con il privato proponente, ma occorreva un passaggio istituzionale che solo la maggioranza poteva fare. Peraltro, è giusto rilevare che, a parte questo episodio, il consigliere Gotta ha dimostrato rispetto per le regole e per le persone.
In realtà il sindaco e i suoi fedelissimi esponenti del PdL sembrano un disco rotto, che ripete in continuazione "voi della sinistra perderete sempre, non sapete fare proposte". Anche l'assessore Bruno ci ha rimproverato di non fare proposte utili sulla delicatissima questione swap.
Sarà anche vero, ma, a pensarci bene, queste argomentazioni sono pretestuose e infantili. Rapetti e la sua giunta si comportano come un bambino che rompe un giocattolo e poi piange perché non si può aggiustare. Ma siccome l'amministrazione della cosa pubblica non è un gioco forse sembrano più a un autista di scuolabus che, per una sua colpevole distrazione, provoca un grave incidente con morti e feriti e poi chiede "e adesso cosa possiamo fare?".
Domenico Borgatta è stato presidente dell'ASL per meno di due anni, dal 1989 al 1990, eppure la sua gestione ha lasciato un segno tangibile, infatti la ristrutturazione del vecchio ospedale di via Alessandria è stata fatta in gran parte in quel breve periodo.
Anch'io, ovunque ho amministrato, ho sempre tenuto conto che il denaro pubblico non deve essere sprecato e ho risparmiato sulla gestione corrente per fare investimenti utili per il futuro della collettività.
Quando, tra molti anni, l'epoca di Rapetti sarà guardata con il dovuto distacco, resterà solo la damnatio memoriae [letteralmente "condanna della memoria": presso gli antichi romani era provvedimento di condanna consistente nella cancellazione di ogni elemento atto a ricordare una persona. In età imperiale, la damnatio memoriae assunse un significato politico di disapprovazione dell'attività di alcuni imperatori- ndr], solo qualche abuso edilizio e la vendita del patrimonio pubblico per coprire i buchi di una gestione incauta delle finanze comunali".
Italia dei Valori: l'attuale maggioranza esempio di regime
Acqui Terme. Ci scrive Simone Grattarola, coordinatore Italia dei Valori di Acqui Terme:
"Gentile direttore, le chiedo gentilmente qualche riga per porre l'attenzione sull'ultimo consiglio comunale svoltosi venerdì 27 febbraio, ma prima mi concedo un breve inciso: più di un mese fa avevo suggerito all'amministrazione di dotare la sala giunta di un impianto di registrazione in modo che tutti i cittadini potessero essere virtualmente presenti ai consigli, ad oggi la giunta ha mostrato assoluto disinteresse alla mia proposta senza degnarmi nemmeno di una risposta, tuttavia rinnovo nuovamente l'invito.
Venerdì 27 febbraio solito squallido teatrino, solita arroganza con la quale la giunta campeggia l'aula consiliare, se la seduta fosse stata registrata sarebbe stato possibile per tutti vedere quali modi e quali atteggiamenti il Sindaco ed i suoi colleghi asserviti tengono durante la gestione e la direzione delle sedute consiliari, ma forse è proprio quello che gli amministratori non vogliono.
L'ultimo Consiglio, inoltre, è stata l'ennesima e palese dimostrazione che i consiglieri di maggioranza non hanno una propria capacità di pensiero, o non la vogliono manifestare, oppure sono totalmente e acriticamente succubi di questo Sindaco. Non hanno la forza delle idee ma impongono la forza del numero. Unico appunto positivo per il consigliere di maggioranza Enrico Pesce, il quale di tanto in tanto ha il coraggio di interrogare la giunta e si astiene su questioni che realmente non lo convincono, Pesce in questo contesto è un mezzo rivoluzionario.
La tentazione (ma nella nostra città non è solo una tentazione) di chi governa di rappresentare solo una parte, coloro che li hanno votati, è molto forte anche se le Istituzioni che presiedono dovrebbero essere al servizio di tutti, e rappresentare tutti è ben altra cosa rispetto a quello che sta facendo l'attuale giunta, comporta l'ascolto attento di ogni istanza, ascolto che deve tenere adeguatamente conto che anche le minoranze sono portatrici di una parte di verità, o comunque di posizioni legittimamente votate dai cittadini. Si manifesta, per chi governa, la necessità di prendere in considerazione le esigenze dell'intera realtà sociale, senza ledere mai i diritti delle minoranze: queste sono le uniche condizioni che impedirebbero al governo della maggioranza di diventare una "dittatura della maggioranza".
Condizioni che nella nostra città non vengono osservate.
La maggioranza, sin dal suo insediamento, ha mostrato un mirabile esempio di regime maldestramente celato dietro le apparenti spoglie di una democrazia che, del suo significato più autentico, veniva mortificata e svilita. I cittadini vi chiederanno molto presto il conto di questa condotta. Noi lo stiamo facendo da tempo, nel caso non se ne sia accorto, caro Sindaco".
Conferenza stampa della Lega Nord sui dehors
Acqui Terme. La Lega nord, sezione di Acqui Terme, con i consiglieri comunali Bernardino Bosio e Vittorio Ratto, durante una conferenza stampa convocata venerdì 6 marzo, a mezzogiorno, ora dei pasti, a Palazzo Robellini, ha ribadito quanto già aveva manifestato nell'ambito del consiglio comunale svoltosi una settimana prima, cioè la richiesta di esenzione per un anno del pagamento della Tosap per i dehors, viste le spese che i titolari di esercizi pubblici devono sostenere per l'adeguamento di questi spazi pubblici e una riduzione del 50% per il prossimo anno.
I due consiglieri comunali del Carroccio si sono pure rilamentati perchè l'amministrazione comunale, non avrebbe dato seguito ad una domanda presentata dalle associazioni di categoria del commercio acquese per un incontro necessario a discutere i provvedimenti portati all'approvazione del medesimo consiglio comunale, riunione già ampiamente descritta nell'edizione della scorsa settimana de L'Ancora. I due consiglieri d'opposizione hanno pure sottolineato di non avere intenzione di contestare la volontà dell'amministrazione comunale di regolamentare una situazione che era confusa.
Ratto e Bosio, sempre durante la conferenza stampa del 6 marzo, hanno distribuito fotocopie di un documento che aveva due titoli: "Dati turismo Acqui Terme 2008", fonte Alexala, 120.000 presenze; "Dati turismo Venezia 2008", 3,6 milioni pari al 3.000 % di presenze in più di Acqui Terme. È poi apparsa la tariffa comparata per l'autorizzazione dei dehors nelle due città. Dati troppo tecnici e che non citiamo per rispetto alla nostra signora Maria, la nostra carissima lettrice che non si è laureata in matematica, fisica e scienze finanziarie.
Venezia è un vanto nazionale, ma bisogna anche dire che consumare un caffè in un locale pubblico nel centro storico di quella città, specialmente in un dehor, costa quanto comprare tre litri d'olio nella nostra zona. Sentita la ripetizione del mancato incontro tra amministrazione comunale e categorie sindacali, l'assessore Giulia Gelati non ha esitato a sottolineare che si sarebbe trattato di un banale disguido, di essere pronta ad incontrare i rappresentanti delle associazioni di categoria, che la polemica è illegittima e infondata e che intanto la vera notizia è che, con la delibera del consiglio comunale, "da quest'anno piazzare un dehor costerà il 50% in meno".
C.R.
Lettera aperta al sindaco sulla necessità di coordinare le realtà locali
Acqui Terme. Pubblichiamo una lettera aperta al sindaco scritta da Mauro Olcuire:
"Egregio signor sindaco, la scomparsa di monsignor Galliano ha colpito tutti noi indistintamente. La fortuna per averlo avuto così a lungo tra noi è grande. E forse in questo ci vedo un segno del destino. L'imprinting che Monsignore ci ha lasciato è enorme. "Non sprechiamo i talenti che il Signore ci ha dato!" era solito dire.
E proprio in virtù di questi sono a chiederle uno sforzo di coordinamento delle realtà locali. Ovvero non dimentichiamo gli uomini e le donne che sono in pensione, che fanno parte di tutte le associazioni acquesi quali Alpini, Arma Aeronautica, ex Combattenti.
Mi congratulo per l'utilizzo di carabinieri e marinai in congedo nell'affiancamento o sostituzione dei vigili urbani in mansioni di controllo di punti delicati (poste, banche) o passaggi pedonali davanti le scuole.
Con i berretti delle Armi di appartenenza in testa non sono solo una nota folcloristica in più, ma il segno di una partecipazione attiva ai fatti della "res publica".
Coinvolgere persone non più in servizio attivo significa non perdere quelle esperienze maturate in una vita. E sono una risposta in chiave Kennediana alle istituzioni: non pensare a cosa la Città può fare per te, ma cosa tu puoi far per la Città.
La vocazione turistica di Acqui ci impone un impegno maggiore nella pulizia delle strade: Acqui bella e anche pulita.
Non solo con interventi "una tantum" ma sistematici. Sfruttiamo le moderne idropulitrici e perché no anche l'acqua calda della Bollente. Liberiamo i tombini delle strade intasati dalla sporcizia. Laviamo periodicamente i portici Saracco (proprio di fronte il salotto buono della città), i portici di via XX Settembre, di corso Bagni. Con un po' d'acqua e tanta buona volontà potremmo ridare decoro alla Città che Monsignore sognava".
PD: porta dei gusti da 4 anni inutilizzata
Acqui Terme. Pubblichiamo un intervento inviatoci dai consiglieri comunali di Acqui del Partito democratico Gianfranco Ferraris, Domenico Borgatta, Ezio Cavallero, Emilia Garbarino.
"Il viaggiatore che percorre verso Acqui la grande rotonda posizionata nel territorio del Comune di Terzo subito dopo il ponte sul Bomida, inevitabilmente si imbatte sulla destra in una costruzione che una vistosa targa definisce "Porta del gusto del Comune di Acqui Terme".
E ciò da più di quattro anni.
La costruzione faceva parte di un grandioso progetto realizzato dal Comune di Acqui che è costato ai cittadini 2.871.796, 91 euro (di cui un milione e mezzo provenienti da un contributo regionale e per la restante parte, e cioè per un milione e trecento mila circa dalle casse del nostro Comune).
Ora si dà il caso (?) che la "porta del gusto" la quale, secondo il sindaco di allora e di oggi Danilo Rapetti, avrebbe dovuto rilanciare l'economia di Acqui e dell'Acquese, con la vendita di prodotti locali in grado di richiamare turisti da tutto il Piemonte, se ne stia completamente chiusa e si stia deteriorando progressivamente senza essere mai stata aperta e aver mai dato in questi quattro anni alcun contributo all'economia della nostra città.
Anzi, semmai, questa desolata struttura ha portato solo nuove spese di manutenzione a carico delle sinistrate finanze comunali acquesi.
A questo proposito, ci sovviene che, qualche mese fa in periodo natalizio, il Coordinamento politico acquese di Forza Italia (che sostiene con vigore il sindaco Danilo Rapetti e la sua politica) aveva fatto affiggere manifesti azzurri per le vie della città lamentando ed elencando con vigore gli sprechi delle passate amministrazioni comunali (evidentemente compresa l'ultima, dal 2002 al 2007: guidata dal sindaco Danilo Rapetti che la stessa Forza Italia oggi sostiene e comprese quelle precedenti in cui Danilo Rapetti fu importante assessore e presidente della Commissione edilizia).
Tra gli sprechi denunciati dal manifesto di Forza Italia non abbiamo letto quello relativo alla "Porta del gusto", chiusa da quattro anni, senz'essere mai stata aperta.
Ovviamente si tratta di una pura dimenticanza che presto certamente i politici acquesi di Forza Italia si affretteranno a correggere, aggiungendovi, magari, altre dimenticanze (come gli sprechi per il progetto di Kenzo Tange per la Biblioteca in Caserma "Battisti" pagato e mai realizzato, quello per il progetto dei cosiddetti "Portici non Portici" pagato e mai realizzato o i danni prodotti dalla Società di trasformazione urbana miseramente crollata su se stessa).
Senza dimenticare (di già che ci siamo) che le Terme di Acqui S.p.A. (società a totale capitale pubblico regionale e comunale) dovette pagare ben un milione e 500 mila euro per un progetto di grattacielo (ovviamente di Kenzo Tange) voluto con determinazione dagli amministratori nominati da Danilo Rapetti in quella società e anch'esso mai realizzato".
Mauro Garbarino: pranzo per anziani condizionamento politico
Acqui Terme. Ci scrive Mauro Garbarino:
"Egr. Direttore,
nei primi giorni di marzo ho ricevuto numerose telefonate di amici e conoscenti che si lamentavano del pranzo che il comune di Acqui ha offerto a centinaia di persone domenica primo marzo presso il Salone della Kaimano. Le lamentele si possono riassumere nella denuncia della partecipazione gratuita al pranzo di decine di persone benestanti, alle quali è stato offerto un lauto pasto, in continuazione della tradizione instaurata dalle giunte Bosio, ma che nessuno aveva contestato, essendo stata rivolta agli acquesi anziani più bisognosi. Ma la carità è silente dice il Vangelo. Inoltre ora che l'amministrazione comunale ha allargato l'iniziativa a tutti, tra costi diretti e offerte di aziende cittadine, ci sarà stato un notevole impegno finanziario, mentre le assistenti comunali devono rivolgersi alle associazioni di volontariato per poter assistere le molte famiglie indigenti della città, perché non ci sono soldi nel bilancio del comune, mi pare veramente deprecabile. Anche perché con i soldi degli acquesi e con qualche ora persa nella mattinata della domenica, tutti gli amministratori comunali della maggioranza si sono fatti uno spot pubblicitario che non ha eguali, sulla pelle degli anziani. Se poi ricordiamo che ad Acqui Terme esiste una Mensa della solidarietà, che nei locali di Via Nizza offre dai sessanta ai settanta pasti giornalieri gratuiti, per sei giorni la settimana, per 10 mesi all'anno, senza che l'amministrazione comunale abbia mai offerto un euro, senza che mai gli amministratori si siano mai degnati di fare una visita di cortesia e senza che i mass-media ne diano la giusta pubblicità, mi sembra veramente scorretto fare tanto clamore per questo avvenimento. Tanto più che alla Mensa della solidarietà accede chiunque abbia bisogno, senza limiti di credo o di provenienza e tutte le spese vengono sostenute dalla Caritas diocesana ed in locali di proprietà della Diocesi, adeguati in modo eccellente con notevole impegno finanziario. Inoltre a tale attività di volontariato, che ha avuto come fondatore Mons. Giovanni Galliano oltre 25 anni or sono, partecipano oltre 100 persone di ogni ordine e grado, anche consiglieri comunali o politici, che si sono sempre rifiutati di farsi ogni forma di pubblicità.
Ora chiedo che si metta quindi fine nello sfruttare gli anziani ed i poveri. Ottima l'attività del Centro anziani, costantemente seguita dalla dott.ssa Salamano, ma per favore questi poveri anziani smettiamola di sfruttarli ed utilizzarli solo in prospettiva del voto, sono persone a volte molto deboli sentimentalmente e facilmente influenzabili, lasciamo che trascorrano gli ultimi anni della loro vita in serenità, aiutandoli quando è necessario, ma non condizionandoli con lo sdebitarsi con il voto alle elezioni".