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Per il Poli, il futuro di Canelli si gioca
su viabilità, aree DR e centro storico

 
Canelli. Salutati dal sindaco Piergiuseppe Dus, giovedì 5 marzo, nella sala consiliare, sei docenti del Politecnico di Torino, coordinati dal prof. arch. Alex Fubini, hanno presentato alla stampa e ai professionisti, il documento strategico e programmatico che costituirà la base della deliberazione (il primo passo alla variante al Piano regolatore generale) che sarà portata in Consiglio, lunedì 16 marzo e che darà il via all'individuazione dell'urbanista cui sarà affidata la stesura del Piano.
"Il documento, normalmente, è un passaggio che viene dopo la stesura del Piano - ha aperto Fubini - Saggiamente, Canelli ha voluto premetterlo come importante riferimento programmatico della variante stessa".
Il gruppo dei docenti universitari che ha svolto un copioso ed approfondito lavoro, a 360 gradi, di cui nessuno potrà fare a meno, si è mosso su due punti problematici della città: mobilità - traffico e le zone industriali (DR) attive o non con il conseguente recupero e fruibilità del centro storico.
Viabilità. Giovanni Alifredi, evidenziato il sistema di viabilità principale - secondario e locale, analizzato il traffico che passa per Canelli ha definito necessario allontanare il traffico veicolare dal centro storico (piazza Aosta, via GB Giuliani, piazza S. Tommaso, piazza Gioberti) per armonizzarlo alla periferia che non è più quella degli anni Sessanta e Ottanta, il cui traffico dovrà essere alleggerito con un disegno strategico oltre il Belbo e portato a nord … (Essendo quello della mobilità e viabilità il punto su cui dovrà giocarsi la nuova Variante del PRGC rimandiamo ogni approfondimento al prossimo numero).
Aree DR. Per Marco Aimetti, a Canelli, c'è un legame molto stretto tra la viabilità e le aree DR (le zone con le industrie ancora funzionanti e non). Ed è proprio lì che ci sarà la possibilità di trasformare la città. A questa conclusione il gruppo è giunto dopo un lungo lavoro di catalogazione e schedatura di ogni area (nel centro storico e in periferia), di ogni edificio, di ogni valenza e funzionalità.
Con i parametri dell'attuale Piano Regolatore (art. 36) sarebbe possibile costruire su 327.000 mq, 878.000 metri cubi che potrebbero dare vita a 3.900 nuovi alloggi, sistemare 9.700 nuovi abitanti con la possibilità di fare posto a 7.000 auto.
E sarebbe un disastro! Il discorso quindi andrà portato avanti non in termini di cubatura, ma di superficie.
Per questo le aree DR non andranno considerate separatamente. Nel mettere mano al progetto di urbanizzazione ci vuole una visione di insieme che tenga ben presente la soluzione del passante viario indispensabile.
Non tutte uguali, alcune con misurazioni addirittura sbagliate (si impone una nuova perimetrazione), le aree DR sono state suddivise DRa centrali, DRb centrali e storiche, DRc non centrali.
E sarà dentro queste aree che passerà la ristrutturazione della nuova Canelli.
Socio economia. L'analisi curata da Alberto Vanolo e presentata da Daniela Ciuffi, informa sulle principali dinamiche sociali ed economiche della città (movimenti demografici, occupazionali, industriali, turistici) ed avanza il possibile trend futuro di Canelli.
La popolazione (10.628 abitanti) con il 24,8% sopra i 65 anni (22,2% in Piemonte), con oltre 2000 persone sopra i settant'anni; una immigrazione con 1.426 residenti (13,4% e con scarsa integrazione); una scarsa occupazione femminile; la concorrenza sovralocale; la difficoltà a cooperare tra gli imprenditori potrebbero costituire una minaccia per la città.
Ragion per cui sarebbe opportuno aprire alla diversificazione ed in particolare al turismo potendo contare su paesaggio, cantine, produzione vinicola unici e su di una maggiore cultura dell'accoglienza e su nuove strutture.
I punti forza di Canelli consistono, al momento, nella sua solidità economica, nella contenuta mortalità di impresa, nell'essere protagonista del progetto Muda, nell'essere telematicamente ben servita, nel fatto che evidenzia una forte propensione al lavoro in proprio (22,5%), mentre i liberi professionisti e gli imprenditori sono l'8,26% e i lavoratori dipendenti sono il 63% (72,22% in Piemonte).
Nella raccolta dati e sensazioni, interessante la nuova la metodologia usata dai docenti Alfredo Mela e Roberta Navascone che, contemporaneamente, hanno raccolto percezioni, informazioni, idee, proposte con più metodi, a cominciare dal 'Progetta realmente giocando' con i 42 'Testimoni qualificati' ('le differenti anime di Canelli') di ambienti diversi (amministratori, sacerdoti, scuole, gruppi organizzati, industriali…), alle 'Cartoline delle idee' che hanno portato a dire che i canellesi conoscono e vogliono una città del vino, dell'enomeccanica e del turismo (qui risulta che mancano ancora strutture adeguate ed una cultura dell'accoglienza), che vorrebbero una pista ciclabile sul Belbo, una riqualificazione a monte della ferrovia, una delimitazione tra la città e la collina...
In conclusione il prof. Mela ha invitato tutti a riflettere sul fatto che "andare a piedi o in bici è più piacevole che andare in macchina" e che questo dovrebbe essere lo scopo di qualsiasi piano regolatore comunale.
Work shop. Sia il sindaco Dus che il prof. Fubini hanno poi insistito sul fatto che, a Canelli, dal 23 al 29 marzo avrà luogo un importante Work shop tra l'Università di Boston (Usa) e di Torino. I lavori riguarderanno il paesaggio, l'architettura e l'urbanistica ed in particolare la mobilità lenta, l'asse nord - sud e centro storico. I risultati saranno esposti sabato 28 marzo.

 

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