L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]

 

La Fiskars Montana
annuncia la chiusura

  Acqui Terme. La decisione aziendale della coltelleria Fiskars-Montana di chiudere lo stabilimento situato lungo la circonvallazione dell'ex strada statale 30, annunciata la scorsa settimana dopo una riunione a Confindustria di Alessandria, ha destato giudizi sfavorevoli da parte dell'opinione pubblica, dei sindacati e degli enti locali, da Comune, Provincia e Regione.
La chiusura, che comporterebbe la perdita di lavoro per 25 persone (23 operai e due impiegati) sarebbe prevista per settembre, infatti ha scadenza a fine agosto il contratto di locazione del capannone industriale produttivo che occupa ad Acqui Terme.
I macchinari e la linea produttiva dei coltelli, che rimarranno con il marchio "Kaimano", saranno trasferiti a Civate, Comune comasco sede legale e principale dell'azienda. Nel fare il punto della situazione, i sindacati di categoria hanno ribadito che la chiusura dello stabilimento acquese potrebbe rappresentare un duro colpo per l'economia della città e dell'intera zona. La chiusura dello stabilimento, per nulla in perdita, sarebbe motivata da situazioni logistiche e dal costo della manodopera, circostanze che produrrebbero scarso valore remunerativo del prodotto.
Appresa la notizia, il sindaco Danilo Rapetti ha inviato una lettera al presidente della Confindustria Alessandria, Bruno Lulani, a Cgil, Cisl e Uil, alla presidente della Regione Mercedes Bresso, per esporre la sua "preoccupazione e disapprovazione per le ripercussioni che la determinazione avrà sull'economia del territorio, tra l'altro in un periodo di così grave crisi generalizzata".
Quindi, sempre il sindaco Rapetti ha sostenuto la sua "ferma intenzione di tutelare i lavoratori e le famiglie inevitabilmente coinvolte in tale decisione e mi permetto di chiedere all'azienda un supplemento di riflessione in merito, volto a scongiurare gli effetti inevitabilmente negativi che si andrebbero a determinare". Rapetti ha pure chiesto a Regione e Provincia la convocazione di tavoli istituzionali per valutare congiuntamente le iniziative per scongiurare la chiusura di una fabbrica sotto molti profili strategica dal punto di vista dell'occupazione locale, di indubbia tradizione e alla quale tutti gli acquesi sono profondamente legati.
La Fiskars-Montana, fondata nel XVIII secolo, è considerata il maggior produttore italiano di coltelleria di alta qualità per uso casalingo e ristorazione professionale. Nel 1997, attraverso la chiusura di una procedura fallimentare a carico della Kaimano Spa, aveva acquisito la coltelleria acquese.
Al tempo, il dottor Giuseppe Avignolo, incaricato dal tribunale dell'assistenza disposta dalla legge per il fallimento della Kaimano, con sentenza del 5 maggio 1997, era riuscito a "salvare capra e cavoli". Cioè a consentire la continuazione dell'attività nella città termale con la realizzazione di un nuovo stabilimento, di mantenere un discreto livello occupazionale e di incassare 1 miliardo e 300 milioni di vecchie lire in più della valutazione di quanto analizzato in precedenza. La procedura ha realizzato in moneta sonante dalla Fiskars 5 miliardi e 519 milioni di lire, ha recuperato crediti in aree considerate impossibili, quali il Centro-Sud, ove la clientela della Kaimano era particolarmente significativa.
Dieci anni fa c'era da salvare il posto di lavoro di molti dipendenti e fare in modo di ottenere tutto quanto era loro dovuto, procurarsi che sia il marchio che la produzione venissero mantenuti ad Acqui Terme. Siamo nel 2009, ed ecco presentarsi per la città termale la dismissione dell'azienda. (C.R.)

 

Scrivi alla redazione

L'ANCORA settimanale di informazione [VAI ALLA PRIMA PAGINA]