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Per il caso Amag ci sarà rimborso?

 
Acqui Terme. Non si può continuare ad imporre ai cittadini di pagare somme in bolletta per la depurazione che non c'è. Il caso era nato a livello di settore idrico tra l'Acquedotto di Acqui Terme gestito dall'Amag e il "Comitato utenti H2O" i cui appartenenti contestarono il pagamento di una somma inserita sulla fattura relativamente ai consumi presunti per il servizio di depurazione acqua anche in mancanza di fognatura e relativa depurazione. Il fatto aveva destato discussioni, proteste (tante) ed anche colloqui con i massimi dirigenti dell'Amag.
Recentemente, il presidente dell'Amag di Alessandria Lorenzo Repetto e tecnici della società che si occupa dell'acquedotto della città termale hanno avuto un incontro, nella sede di Terzo della medesima società, con il coordinatore del Comitato, il geometra Riccardo Cassina. Quest'ultimo ha reso chiare le richieste, cominciando dalla restituzione agli utenti interessati quanto pagato in più e considerato non dovuto poiché non collegati con impianto fognario e di depurazione. Ciò dovrebbe avvenire con la prossima fatturazione relativa ai consumi da ottobre 2008 a marzo 2009. Inoltre Cassina ha chiesto un conguaglio per gli utenti del Comitato che hanno pagato il 50%. Ovviamente, dalle bollette non dovrà più apparire la voce che parla di addebito per depurazione. Sul problema dovrebbe intervenire anche l'amministrazione comunale a difesa del cittadino-utente Amag in quanto il problema potrebbe essere di interesse anche per abitanti di altre regioni o frazioni della città, e non solamente quella che si è costituita in Comitato per far valere i propri interessi. Le regioni da verificare sarebbero Faetta, Benazzo, Moirano, Vallerana, Monterosso e forse altre. (C.R.)

 

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