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La ex statale 334 del Sassello interrotta da una frana
chiusa per smottamenti anche la Bubbio-Cassinasco

 

Per un mese verrà interrotta la strada di Sassello

Pareto. Ancora la ex strada statale 334 "del Sassello" al centro delle attenzioni. Giovedì 4 aprile, al km 33+225, una frana, causata dalle abbondanti piogge di quei giorni ha completamente interrotto l'ex statale. Non è la prima volta che una delle strade "storiche" utilizzate per raggiungere il mare, un tempo tra le più trafficate del basso Piemonte e dell'entroterra Ligure, diventa protagonista in negativo. Nel corso degli anni l'ex statale 334, ha subito una serie di lavori è stata in parte modificata nel tentativo di renderla più scorrevole e sicura; sono stati attuati accorgimenti, ridisegnate alcune delle curve più pericolose ma i tratti ancora a rischio sono sempre numerosi. Frequentata da motociclisti che ne apprezzano la sinuosità, consente di raggiungere Albisola Marina e la costa ligure attraversando Sassello e Stella sfiorando il centro abitato di diversi comuni piemontesi e nei fine settimana di evitare il traffico sull'autostrada A26.
La strada è franata nel tratto che attraversa il territorio del comune di Pareto, a poche centinaia di metri dal fontanino di località Schiappato (U S'ciapo'), sulla sponda sinistra del torrente Erro. Le cause del cedimento non sono, però, imputabili all'erosione causata dal torrente che scorre a diversi metri di distanza bensì dalle infiltrazioni d'acqua che a monte ha riempito il fosso e, non essendo stati puliti i canali di scolo, ha ristagnato ed è filtrata sotto la strada. Inoltre, ad aggravare la situazione le grandi nevicate di questo anomalo inverno che hanno riattivato sorgenti poste in profondità.
Sono state indicate le deviazioni; per Ponzone all'uscita di Acqui Terme e nel pressi del ponte di Guadobuono lungo la comunale che porta alla Pieve di Ponzone per chi la percorre verso il mare; per arrivare ad Acqui, in comune di Sassello, in piazza Rolla è indicata la deviazione per la SP 49 che porta al bivio per Ponzone. Altra deviazione in località ponte "delle due Province" e in località "Mulino di Pareto"; chi la percorre abitualmente ribadisce che quella era una "frana annunciata"; ancora prima che il manto stradale cedesse si erano notate delle crepe sull'asfalto e non solo in quel punto. Poche centinaia di metri prima del km 33+225 arrivando da Acqui Terme è visibile, e già da diversi anni, sulla banchina di sinistra l'indicazione di un principio di cedimento della sponda verso il versante dell'Erro e, sull'asfalto sono ben visibili alcune crepe.
Ora il problema è quando verrà riaperta una strada che viene utilizzata da studenti e lavoratori, dai camion che raggiungono le fabbriche di amaretti di Sassello e quelli della ditta SEP di Cartosio e sulla quale sono collocate diverse attività commerciali utilizzate da chi vi transita per recarsi al mare. I tecnici della Provincia, l'ing. Lo Destro ed il geom. Roso, si sono immediatamente recati sul posto per tracciare un primo bilancio "Improbabile utilizzare il transito a corsie alternate vista l'instabilità della parte non franata; con il supporto del geologo si è optato per risolvere il problema alla radice e riaprire dopo aver effettuato i lavori di consolidamento su entrambe le direzioni di marcia". Per i tecnici ci vorrà un mese per poter riavere la ex S.S. 334; un lasso di tempo troppo lungo per i residenti, che rischia di compromettere le attività della valle Erro e qualora si prolungasse potrebbe portare a forme di protesta da parte degli utenti. (w.g.)

La Bubbio-Cassinasco chiusa in località Marchesi

Bubbio. Dal pomeriggio di venerdì 3 aprile, è chiusa al transito la Strada Provinciale 6 che collega Bubbio-Cassinasco a Canelli, in regione Marchesi, tra il km. 35,700 e il km 36,350. "Abbiamo disposto la chiusura preventiva del collegamento - spiega l'assessore della provincia di Asti alla viabilità e ai lavori pubblici Rosanna Valle - per prevenire i pericoli derivanti da eventuali smottamenti improvvisi e repentini a seguito delle ultime abbondanti piogge. La strada era stata danneggiata dalle frane che si sono sviluppate in seguito al maltempo dell'inverno".
Grandi i disagi per le popolazioni di Bubbio, Cassinasco e di chi normalmente transita lungo questa strada per scuola, ospedale, lavoro. Giova ricordare che è l'arteria che normalmente gli autotreni delle più importanti industrie spumantieri nazionali canellesi percorrono per recarsi alle vetrerie del savonese.
Da sabato mattina il sindaco di Bubbio Stefano Reggio si è subito adoperato per l'apertura della strada su un solo senso di marcia regolata da semafori, così come è stato in questi mesi. "Bisogna" riaprire prima della Pasqua, continua a ripetere il sindaco Reggio.
Con uomini della Protezione Civile di Bubbio è stato effettuato il disboscamento della scarpata, per far scendere il terreno che minaccia di smottare a valle, evitando così di ostruire il torrente sottostante.
Nella giornata di lunedì 6 aprile prime prove di tipo strutturale sulla carreggiata per verificare la consistenza del terreno, effettuate dal Comune di Bubbio in collaborazione con il Genio civile - assessorato alle opere pubbliche della Regione Piemonte.
"La Provincia - spiega il consigliere provinciale e presidente della Commissione Viabilità la bubbiese Palma Penna - ha incaricato, lunedì 6, la ditta "Malabalia & Arduino", per i primi urgenti lavori di ripristino parziale della carreggiata. Dovrà realizzare nel punto più sinistrato un cordolo di cemento armato su micropali e posare una barriera stradale di protezione. Successivamente l'intervento sarà integrato con la realizzazione di una soletta in cemento armato. L'intervento è stato possibile grazie ad uno stanziamento straordinario di 250 mila euro".
Intanto il disagio evidente in cui è venuta a trovarsi tutta la Langa Astigiana, per la chiusura completa della strada che da Bubbio porta a Canelli, non accenna a diminuire, anzi continuano a manifestarsi altre criticità. Grazie alla ininterrotta vigilanza dei volontari dell'A.I.B.(Associazione antincendi boschivi) è stato possibile prevedere che molto probabilmente si sarebbe verificato, e effettivamente è successo, un ulteriore cedimento della massa franosa, con conseguente caduta a valle di tutto il materiale già smosso dopo le recenti frane. Il sindaco Stefano Reggio ha emesso un'ordinanza di sgombero preventivo per le famiglie di Maurizio Muratore, Maria Rosa Traversa, Gian Franco Berca, Albino Baratta e Gian Franco Rolando che abitano nella zona sottostante. La massa franosa che si è riversata a valle andando ad ostruire la strada Marchesi e il rio San Pietro appare ancora di notevoli dimensioni e secondo le prime stime dei tecnici ha una consistenza di circa 25 mila metri quadrati.
"Le operazioni - spiega il sindaco Reggio - di sgombero della massa fangosa sono già iniziate domenica pomeriggio e richiederanno ancora alcuni giorni, ma lo scollamento ci ha permesso di accertare che la carreggiata della strada, almeno nella parte a monte, per fortuna, scorre sulla roccia. Questo fatto semplifica molto gli interventi che sono indispensabili per riaprire, seppure parzialmente e a senso alternato, la strada per consentire il passaggio alle auto e ai piccoli pullman che effettuano il trasporto degli alunni".
"Se non faranno altri l'ordinanza per riaprire parzialmente la strada, - aggiunge il primo cittadino - me ne assumerò io la responsabilità". Sull'argomento sono intervenuti anche altri sindaci della Langa Astigiana che ha ricordato come "nonostante la grande disponibilità delle autolinee Geloso, che hanno rimodulato tutte le loro corse per trovare possibili percorsi alternativi, il disagio, per i ragazzi e le famiglie, nelle ore di punta appare notevole e non facilmente sopportabile per molto tempo" e concludono "Siamo convinti che il tunnel tra Bubbio e Canelli sia la soluzione ottimale, realizzabile con l'unione di tutte le forze del territorio".
Le popolazioni sperano che nell'uovo pasquale trovino almeno la riapertura parziale della strada.
È stato un fine settimana da incubo per la gente della valle, infatti prima di questa strada, era stata chiusa nel pomeriggio di giovedì la Vesime Cortemilia, in località Cauda, per uno smottamento di oltre 500 metri cubi che avevano completamente ostruito la provinciale, riaperta alle 19 di venerdì 6 aprile.
Questi sono solo gli smottamenti più eclatanti, basta percorrere qual si voglia strada di Langa e vedere l'acqua uscire e scorrere su manti stradali e versanti e osservare frane di piccole e più grandi entità. In attese che tutti noi prestiamo più attenzione al territorio, non resta che sperare in un Giove pluvio desiderso di letargo. (G.S.)

 

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